22° Giornata Mondiale del Malato .

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noemi

“ La chiesa riconosce in voi, cari ammalati, una speciale presenza di Cristo sofferente. E così accanto, anzi, dentro la nostra sofferenza c’è quella di Gesù, che ne porta insieme a noi il peso e ne rivela il senso”, sono queste le parole di Papa Francesco nel Suo Messaggio in occasione della “ 22° Giornata Mondiale  Mondiale del Malato “, che quest’anno ha come  tema ” Fede e carità, anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli “ (1 Gv 3,16).

L’11 febbraio di ogni anno viene ricordata la “Giornata Mondiale del malato”, istituita dal Beato Giovanni Paolo II° il 13 maggio 1992 e ricordata l’11 febbraio di ogni anno, giorno in cui si ricorda la Beata Maria Vergine di Lourdes .

In questo giorno, peraltro, non può essere disatteso il pensiero anche nei riguardi di tutti quei malati che portano nel loro corpo i segni di una grande sofferenza psico-fisica, “ come il Padre ha donato il Figlio per amore ed il Figlio ha donato se stesso per lo stesso amore, anche noi possiamo amare gli altri come Dio ha amato noi, dando la vita per i fratelli ”.

Ricorda ancora Papa Francesco : “ Quando ci accostiamo con tenerezza a coloro che sono bisognosi di cure, portiamo la speranza ed il sorriso di Dio nelle contraddizioni del mondo”.

Non possono essere disconosciuti i familiari, le loro ansie, speranze, necessità, mentre la società civile, anche se in una solidarietà esteriore nel 2014, continua a chiudersi nel guscio del proprio egoismo .

Nella nostra storia contemporanea si vuole introdurre con il termine eutanasia non più l’assistenza affettuosa al malato, ma una “azione! con la quale per una qualunque ragione si vuol porre fine alla sofferenza per una morte indolore, con un volto nuovo, ponendo problemi inediti .

Purtroppo c’è chi vorrebbe spingere la società ad essere selettiva sulla via della morte dei suoi membri, attraverso una licenza di uccidere, che è in contrasto con gli insegnamenti di Ippocrate, il padre della medicina: “ Il dovere del medico è per la vita” ! ed in questa maniera si corre il rischio di considerare pietà per le sofferenze insopportabili, come uno strumento che porta alla eliminazione della vita che non avrebbe più valore.

Si tratta di considerazioni molto pericolose perché potrebbero coinvolgere handicappati psico-fisici, malati terminali, anziani non autosufficienti : budget del ricoverato    

Questi concetti dovrebbero richiamare la società ad adottare un modello di civiltà e cultura “indispensabili per coltivare il valore della vita in tutte le sue fasi dal concepimento alla nascita “, sostenendo una autentica, come afferma Papa Francesco “ cultura dell’incontro” tra uomini e donne impegnati a superare la crisi demografica e con essa tutte quelle forme che toccano chi è ammalato, anziano, non autosufficiente con forme di ricorso mascherato all’eutanasia ed anche all’aborto “.

Una forza di vita “ per prosperare una comunità umana “ nella consapevolezza che “ un popolo che non si prende cura degli anziani, bambini e giovani non ha futuro perché maltratta la memoria e la promessa “ .

Un sollecito richiamo “alla persona fragile, bisognosa affidata alle cure ed alle mani provvide degli altri “, qualità che oggi agli Operatori Sanitari San Camillo de Lellis ripeterebbe quello che diceva ai suoi collaboratori “ più cuore in quelle mani, fratello, più cuore “.

La Chiesa Cattolica ci ricorda spesso che la sofferenza umana può essere alleviata e non va lasciato solo chi è malato nel corpo e chi soffre, con la necessità di donare agli infermi una efficiente assistenza .

In questi nostri “strani tempi”, logiche di convenienza ci vorrebbero allontanare dal rispetto della vita, della sofferenza e dalla solidarietà per l’individuo, sia esso grave o cronico, quale “moda” che ho chiamato “budget del ricoverato” che costituisce una significativa indicazione, drammatica ed inquietante, se vera, (e questo ce lo devono chiarire le Istituzioni in risposta alla n/s Petizione n. 308 al Senato e n. 31 alla Camera dal 18 marzo 2013 ) che tende ad abbandonare al loro destino per lo più ammalati anziani, disabili o persone in fin di vita, dimettendoli anzi tempo dalle strutture ospedaliere per il superiore concetto del risparmio senza una adeguata protezione alternativa .     

Se questa “forma” si allarga , lo ripetiamo da molto tempo, sarebbe un meccanismo incivile, vigliacco ed anticristiano, una eutanasia mascherata, “fuori” ( per ora 2014 !)  dall’ordinamento giuridico italiano, un gravissimo reato, una omissione di soccorso .     

Ma ragioni antropologiche ci portano ad incontrare e considerare anche coloro che portano nel loro corpo la sofferenza dell’anima, come alcuni definiscono di natura psichica : Petizione 2013  

La vita è un dono del Creatore e va rispettata!

Un segno di speranza per creare una unità d’intenti sui problemi delle impostazioni ideologiche o sociali, perché prevalga per tutti, soprattutto per i cattolici quel dire “ dobbiamo essere umili con umiltà reale, con nome e cognome” (Papa Francesco 14 giugno 2013 Chiesa Santa Marta ).

Il Santo Padre Francesco avverte infinee nella “Giornata Mondiale del Malatonoi abbiamo un modello cristiano a cui dirigere con sicurezza lo sguardo: E’ la Madre di Gesù e Madre nostra” continua il Pontefice che “ ci accompagna nel cammino verso la risurrezione e la vita piena”.

E ne abbiamo fortemente necessità dell’aiuto della Madonna ! perché  “ quando un cristiano dimentica la speranza, peggio perde la  speranza, la sua vita non ha senso “ ( Papa Francesco S. Marta 10 dicembre 2013) .   

E con le parole del Beato Giovanni Paolo II : “ Andiamo avanti con speranza !

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.    


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