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Lettera al Presidente del Parlamento Europeo on. Martin Schulz

Lettera al Presidente del Parlamento Europeo on. Martin Schulz

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Egregio Signore,

Il Presidente del Parlamento europeo (PE), on. Martin Schulz, ha ricevuto il suo messaggio elettronico del 21 novembre 2013.

Il Presidente del PE ha incaricato la nostra Unità di risponderLe. Desideriamo innanzitutto ringraziarLa per l’interesse dimostrato nei confronti del PE.

Per quanto riguarda l’oggetto del Suo messaggio, ci permettiamo di segnalarLe che l’Unione europea (UE) ha dedicato l’anno 2012 al temadell’invecchiamento attivo e della solidarietà intergenerazionale .

In tale contesto, alla fine dell’anno in questione, il Consiglio dell’UE ha adottato una dichiarazione che enuncia i principi guida in materia di invecchiamento attivo e solidarietà intergenerazionale. Se desidera consultare tali principi, può farlo accedendo aquesto link.

Inoltre, La informiamo che il Parlamento europeo ha adottato a febbraio 2013 una risoluzione sull’invecchiamento attivo e in buona salute. Il PE (paragrafo 5): “sottolinea che gli anziani rappresentano la fascia di età in più rapida crescita in Europa; auspica, in tale contesto e al fine di mettere a punto nel più breve tempo possibile infrastrutture, servizi e strumenti in grado di rispondere a questa transizione sociale, che la Commissione continui a coinvolgere i governi nazionali, le autorità locali, l’OMS e il maggior numero di parti interessate per svolgere azioni di sensibilizzazione su questo tema”.

Infine, se desidera consultare altre informazioni sulle attività dell’UE nel campo dell’invecchiamento attivo, la invitiamo a visitare i seguenti siti web della Commissione europea:

Ci auguriamo che queste informazioni possano essere di Suo interesse. Voglia gradire i nostri più distinti saluti.

Unità Richieste di informazioni dei cittadini www.europarl.europa.eu/cites

Avvertenza Le informazioni dell’ Unità Richieste di informazioni dei cittadini del Parlamento europeo non sono giuridicamente vincolanti.

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Ospedali Psichiatrici Giudiziari, un “risveglio”? Di cosa?

Ospedali Psichiatrici Giudiziari, un “risveglio”? Di  cosa?

La situazione sociale mostra segni di grande preoccupazione in quanto la politica non ha provveduto a ritenere prioritaria, fra altre inerenti la salute mentale, quella della chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari che doveva avvenire entro il 31 marzo 2013 e spostata all’aprile 2014 .

Il Governo Monti ha previsto che “ le persone non più ritenute socialmente pericolose dovranno essere dimesse e per le nuove strutture sono state stanziate 180 milioni di euro, di cui 120 per il 2012 e 60 per il 2013 “.

Debbo sottolineare per gli OPG e per l’handicap mentale in genere ho presentato con l’Opera don Orione, l’Opera don Guanella una Petizione rubricata col n.714 il 10 dicembre 1998 alla Camera dei Deputati ; col n.520 il 16 dicembre 1998 al Senato della Repubblica e poi con altre sempre con lo stesso argomento, mentre la mia ultima  del 18 marzo 2013 porta il n. 307 al Senato della Repubblica e n. 31 alla Camera dei Deputati al punto 11 richiede la riforma della legge 180 e 833/1978 .

Inoltre una definitiva progettazione per gli ospedali psichiatrici giudiziari, adeguando la normativa penale a quella civile in quanto le due leggi che hanno stabilito la chiusura di tutti gli OP non hanno “distinto” il malato mentale responsabile di atti criminosi da quello relativamente innocuo.”

Gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari in numero di 6 con circa 1500 ( il numero è basculante)  detenuti sono ubicati  ad Aversa, Barcellona Pozzo di Gotto, Castiglione dello Stiviere, Montelupo Fiorentino, Napoli, Reggio Emilia.

Essi rappresentano una grave emergenza etica e civile del n/s Paese, ( tanto che il Presidente della Repubblica li ha definiti “ una vergognosa situazione non ancora risolta “, dei quali 350 detenuti sono riusciti a passare dall’internamento in OPG all’inserimento in luoghi di cura grazie alla Sentenza della Corte Costituzionale n.253 del 2003 in cui viene dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’articolo 222 del Codice Penale, nella parte in cui non consente al Giudice di adottare, in luogo di ricovero in OPG, una diversa misura di sicurezza prevista dalla legge, idonea ad assicurare adeguate cure dell’infermo di mente e a far fronte ai rischi derivanti dalla sua pericolosità. Quindi necessità di adottare strutture che sappiano dare sicurezza e curare il “malato”.

Gli ospedali Psichiatrici Giudiziari ancora aperti sono in contrasto con la legge 180, con i dettami Costituzionali, con il Piano Sanitario Nazionale 2003/2005 e sono strutture poco confacenti all’infermo/detenuto ancora, ripeto, sotto le competenze del Ministero di Grazia e Giustizia, in quanto non è stata adeguata la normativa penale a quella civile.

Poco attivati interventi nel disagio psichico nelle carceri secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo 22 giugno 1999 n. 230, come era nel programma del Piano Sanitario Nazionale 2003-2005- Governo Berlusconi ; nel Piano Sanitario 2006-2008 del Governo Prodi ; dai risultati del Documento Conclusivo della Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica sullo stato dell’assistenza psichiatrica negli OPG Legislatura 14° Resoconto Sommario n.312 del 1 febbraio 2006 ; dalle Conclusioni del Direttore Generale delle Carceri Ministero di Grazia e Giustizia dottor Sebastiano Ardita .

Secondo le dichiarazioni del Presidente della Soc. SIMSPE dr. Giulio Stagnini “le patologie psichiatriche sono in crescita esponenziale con 31.548 di solo disagio mentale tra i reclusi nelle carceri italiane ed un tasso di suicidi dieci volte superiori al mondo del liberi ( dal quotidiano “Il Tempo” di Roma del 27/9/2004).

Per lo stato in cui si trovano e nelle conclusioni riguardanti il sistema psichiatrico in Italia, ivi compreso gli OPG, è stata molto severa la Relazione del dottor Alvaro Gil-Robles “Commissario Europeo per i diritti umani”( Comm-DH 2005 ) Strasburgo 14 dicembre 2005.

E necessaria, quindi, quella legge-quadro che da tempo proponiamo, ripeto, per concretizzare in norme legislative le “necessità”, non “detenzioni indecenti” come gli OPG, o ricoveri fatiscenti” nelle strutture ospedaliere dove con una manciata di pillole si dimettono i “malati”, o con provvedimenti che non quantificano e non attuano organizzazione di servizi.

Nel contesto della regionalizzazione le singole Regioni, poi , con questa legge-quadro , devono e possono essere in grado di indirizzarsi in maniera omogenea ad emanare, successivamente, norme legislative ai sensi dell’art.117 della Costituzione non in contrasto con l’interesse nazionale e con meccanismi di perequazione per migliorare la qualità dei servizi uguale in tutte le Regioni garantendo sicurezza ai cittadini e tutela dei diritti per i sofferenti psichici.

Si continua nella cultura del silenzio, dell’indifferenza e del disinteresse non valutando le conseguenze causate da una carenza di progettualità per una vera diagnosi ed una vera cura per questi sofferenti di malattie mentali malgrado i segnali molto vistosi di tristi episodi causati da folli gesti che constatiamo quasi ogni giorno.

Ma ridomandiamo e ci ridomandiamo : a quante morti dobbiamo assistere? E su quali e su quante coscienze peseranno questi morti.?

La malattia mentale che colpisce in maniera sempre crescente persone di ogni età , è una patologia che può e deve essere curata nei suoi aspetti organici e psicologici, ma in strutture valide ed adeguate, non certo come nei OPG.

Ma ribadiamo quanto più volte affermato : che sarebbe più opportuno ed utile provvedere alla pianificazione di progetti di edificazione di necessarie strutture, che formare Commissioni od Osservatori per la salute mentale, Indagini Parlamentari come quelle del Senatore Marino, o dell’Onorevole Leo Luca Orlando Presidente della Commissione Parlamentare “Sugli errori degli ospedali”, promuovere Convegni o dibattiti sui mass media, incontri elettoralistici con proclami-promesse, risvegli di tardiva rivendicazione di diritti umani in discorsi ben lontani dalla realtà, che tutto anche se dotato di buone intenzioni attivano l’affermarsi della ben logica gattopardesca di cambiare tutto purché nulla muti.

E con le sagge parole del Beato Giovanni Paolo I°: “ Andiamo avanti con speranza !”

Previte

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.   

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La persona anziana e la salute mentale in ambito Europeo

La persona anziana e la salute mentale in ambito Europeo

Per gli Stati membri della Unione Europea la tematica dell’invecchiamento demografico resta sempre fra le grandi sfide economiche e sociali del XXI° secolo, perché interessa tutti i Paesi Europei e la maggior parte delle politiche svolte dagli stessi .

Diceva il filosofo tedesco Arthur Schopenahuer “ lo stile è la fisonomia dello spirito ” cioè il pensiero, è mutevole, specie, in questi n/s  strani tempi : è necessario scoprire i difetti degli altri onde evitare i propri .

Nei confronti delle patologie salute mentale, dove, fra altre, “primeggia” l’alzheimer, è impellente la necessità di una promozione della stessa  salute, come da Decisione n.1786/2002/CE  del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 dicembre 2002 nel Programma d’azione comunitario (Gazz.Uff. Comunità Europea 09/10/2002L. 271/1.), ma non se ne “vedono” i risultati, anche in Italia  !    

E’ utile, necessario, improrogabile un Provvedimento Legislativo Comunitario uguale e con la stessa valenza in tutti i membri della Unione Europea (come da tantissimo tempo lo ricordiamo con le n/sPetizioni n.1003/2011 del 26 giugno 2012 e n. 2276/2013 del 24 ottobre 2013 alla Commissione Europea ), ma sono ancora inevase  !

Insorge in noi un forte e critico pessimismo, come quello di Schopenahuer !

1 ). Invecchiamento demografico. Le persone anziane, hanno esigenze diverse, necessitano di sistemi sanitari che devono adattarsi in maniera tale da poter fornire un’assistenza adeguata garantendo la sostenibilità finanziaria .

E’ stato definito il 2012 “Anno Europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà intergenerazionale”, dove il 17,4% della popolazione UE aveva più di 65 anni, mentre nel 1990 aveva il 13,7% e il 2013 “Anno Europeo dei cittadini” dove si sottolinea l’aspetto inalienabile del diritto di cittadinanza nella Unione Europea di ogni cittadino .

Nel 2025 oltre il 20% avrà 65 anni, aumentando rapidamente il numero degli ultraottantenni e l’innovazione è un progetto pilota i cui obiettivi

tendono ad aumentare di due anni la vita media in buona salute degli europei entro il 2020 .

E’ previsto che gli europei vivono più a lungo, ma con pochi figli e nel 2060, pare, che ci saranno solo due lavoratori per ogni persona sopra i 65 anni, contro gli attuali quattro e questo “ Anno “ intergenerazionale si distingue in quanto  promuove una dimensione ottimale utilizzando la terza età anche come risorsa .

Purtroppo l’invecchiamento è causa di varie malattie, che si ripercuotono sulla famiglia e sulla società, tuttavia in Europa gli over 60 aumentano di due milioni  di persone all’anno .

Per aver una società costruita sulla solidarietà e la cooperazione tra le generazioni, i principali obiettivi restano sempre quelli del rispetto della dignità della persona anziana, il rafforzamento della partecipazione della società civile e delle attività del volontariato per eliminare le barriere intergenerazionali. Ma in Italia gli “over” hanno una vita dura e difficile e lo Stato deve sobbarcarsi l’onere di rispettare diritti e dignità delle persone, specie se anziane.

Certamente a maggior rischio e fortemente penalizzate vengono a trovarsi le persone malate croniche, disabili fisici, handicappati mentali, malati terminali, persone anziane, in quanto la patologia da essi subita abbisogna di prestazioni sanitarie molto costose ed in nome del superiore “ordine di risparmio” spending review (revisione spesa pubblica) si pensa che per costoro le speranza di vita siano molto residue.

Il Parlamento Europeo ha adottato il 6 febbraio 2013 una Risoluzione “sull’invecchiamento attivo e in buona salute” (2012/2258 INI) dove al paragrafo 5 viene sottolineato che gli anziani rappresentano la fascia di età in più rapida crescita in Europa, auspicando al fine di mettere a punto nel più breve tempo possibile infrastrutture, servizi, strumenti in grado di rispondere a questa transizione sociale, mentre la Commissione Europea continua a coinvolgere l’Organizzazione Mondiale della Sanità ed il maggior numero di parti interessate per svolgere azioni di sensibilizzazione su questa tematica .

Eppure in Italia mancano Case di Riposo ( anche quelle a conduzione cattolica), in grado di garantire una adeguata assistenza a tutta la popolazione autosufficiente e non, le cui condizioni quotidiane di arretramento dei servizi sociali e sanitari sono notevoli, lasciando al lucro attivissimo ed alla speculazione dell’iniziativa privata, mentre ci chiediamo se questa carenza non sia una forma di strisciante eutanasia?    

Sono necessità urgentissime e prioritarie, le Case di Riposo, ove possono trovare un sereno e sicuro asilo persone anziane che “consumano” giornalmente i tempi della loro vita, della loro disperazione nella perfetta solitudine, che si può tramutare in una sintomatologia emotiva che può condurre alla depressione, o all’annientamento della persona, specie in questa gravissima crisi economica !    

Basta con le incomprensioni, il popolo è stanco ! Destinate utili provvedimenti finanziari , Signori della Politica, del Parlamento e non per sostenere viaggi all’estero od “ altre inutili e costose spese ! ”.

2.)Patologie salute mentale. Sussistono altre forme di difesa della salute, quali l’osservanza della dignità della terza età,  la cura del morbo di Alzheimer ed altri tipi di salute mentale, aiutando i Paesi della UE a rendere più efficienti i rispettivi sistemi sanitari, in un contesto che tenga concretezza, valori morali ed etici orientati al bene comune, dove l’OCSE (Organizzazione Cooperazione Sviluppo Economico) denuncia “ situazione preoccupante “ in Europa (Ricerca Sick on the job – dicembre 2011).

Ma la tutela della salute mentale del cittadino europeo in tutte le sue manifestazioni della psiche, rappresenta la priorità della Unione Europea ? Ed ancora è possibile progredire verso una legislazione comune per la tutela di queste patologie sopra menzionate, come auspichiamo nelle n/s Petizioni in atto presso il Parlamento Europeo, pur lasciando il carico finanziario a tutti i membri della UE !    

Sappiamo che la Commissione Europea non prevede di proporre al Parlamento una Direttiva sulla salute mentale, in quanto in forza del Trattato sul funzionamento della Unione Europea, la definizione delle politiche sanitarie nonché l’organizzazione e l’erogazione dei servizi sanitari e delle cure mediche sono di competenza degli Stati membri .

Tuttavia la n/s richiesta di questa Direttiva Comunitaria è solo d’ordine legislativo per far si che questa Normativa sia uguale e con la stessa  valenza per tutti membri della UE, per la situazione in cui “ vivono i sofferenti psichici attualmente “governati” da provvedimenti sanitari desertificati in Europa. Questa n/s richiesta è condensata nella n/s Petizione n. 2276/2013 .

La creazione di un quadro di riferimento comunitario per i servizi transfrontalieri europei potrebbero garantire una maggiore certezza del diritto a favorire la cooperazione tra i sistemi sanitari degli Stati membri UE, che lo stesso Parlamento Europeo nel promuovere la salute mentale degli Europei (Risoluzione del 6 settembre 2006 chiedendo l’adozione di una legislazione che sancisca, pur lasciando l’organizzazione, la cura ed il costo economico dei malati a carico dei singoli Stati UE

 

Il “ Patto europeo per la salute mentale ed il benessere, siglato nel 2008, rappresenta una importante base da cui partire per progredire verso una legislazione più incisiva nel settore della tutela delle persone anziane e delle malattie mentali, che consenta di agire in maniera uniforme e più efficace in questo delicato ambito sanitario.

Nella meditazione sulla vita Papa Francesco richiama quanto afferma Giovanni Paolo II° con la XI Enciclica “Evangelium vitae” esortando la comunità in difesa della vita “dal concepimento al declino”.

budget del ricoverato     

La comunità nazionale e quella europea, al di là di ogni schematismo o credo politico, deve farsi carico della difesa della vita umana e della dignità di ogni cittadino, affinché il fenomeno dell’emarginazione degli anziani, dei disabili, dei malati terminali, non deve avvenire .

In sintesi i Servizi Pubblici inerenti sono necessari e devono essere riveduti in Italia con criteri non solo obbedienti allo spending review, ma in un contesto che tenga concretezza, valori, moralità orientati e diretti al bene comune.

E con le sagge parole del Beato Giovanni Paolo II:” Andiamo avanti con speranza !             

Previte

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Beato Giovanni Paolo II

Beato Giovanni Paolo II

L’ULTIMO MESSAGGIO DEL PAPA AI FEDELI E’ L’AMORE CHE DONA LA PACE

“Carissimi Fratelli e Sorelle! Risuona anche oggi il gioioso Alleluja della Pasqua. L’odierna pagina del Vangelo di Giovanni sottolinea che il Risorto, la sera di quel giorno, apparve agli Apostoli e ‘mostrò loro le mani e il costato’, cioè i segni della dolorosa passione impressi in modo indelebile sul suo corpo anche dopo la risurrezione. Quelle piaghe gloriose, che otto giorni dopo fece toccare all’incredulo Tommaso, rivelano la misericordia di Dio, che ‘ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito'”. “Questo mistero di amore sta al centro dell’odierna liturgia della Domenica in Albis, dedicata al culto della Divina Misericordia”. “All’umanità, che talora sembra smarrita e dominata dal potere del male, dell’egoismo e della paura, il Signore risorto offre in dono il suo amore che perdona, riconcilia e riapre l’animo alla speranza. E’ amore che converte i cuori e dona la pace. Quanto bisogno ha il mondo di comprendere e di accogliere la Divina Misericordia! Signore, che con la tua morte e risurrezione riveli l’amore del Padre, noi crediamo in Te e con fiducia ti ripetiamo quest’oggi: Gesù, confido in Te, abbi misericordia di noi e del mondo intero”. “La solennità liturgica dell’Annunciazione, che celebreremo domani, ci spinge a contemplare con gli occhi di Maria l’immenso mistero di questo amore misericordioso che scaturisce dal Cuore di Cristo. Aiutati da Lei possiamo comprendere il senso vero della gioia pasquale, che si fonda su questa certezza: Colui che la Vergine ha portato nel suo grembo, che ha patito ed è morto per noi, è veramente risorto. Alleluia!”. 178 - Copia 178 193 199 205 321 323 324 325 326 329 331 343 347

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1° Gennaio 2014 : ” Giornata Mondiale della Pace “.

1°  Gennaio 2014 : ” Giornata Mondiale della Pace “.

 

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“Senza fraternità è impossibile costruire una società giusta ed una pace solida e duratura ” è quanto ha detto Papa Francesco nel Suo primo Messaggio per la ” Giornata Mondiale della Pace ” del 1 gennaio 2014 e tema del Documento è ” Fraternità fondamento e via per la Pace “.

A questo Testo il Santo Padre con fermezza e con vigoroso coraggio unisce due vibranti appelli : a coloro che seminano violenza o morte rinuncino alle armi e ad un disarmo generale nucleare e chimico, l’altro contro la corruzione ed il crimine organizzato .

La Chiesa Italiana continuando la tradizionale ” Marcia della Pace”, voluta nel 1990 da Giovanni Paolo II° ancora una volta vuole iniziare il nuovo Anno con questa Marcia quale segno di profonda solidarietà .

In una società complessa come la n/s è importante chiedere a noi stessi chi è il n/s prossimo .

Il n/s prossimo è colui/ei che l’azione sociale dimentica quale palese e forte ingiustizia e non lo gratifica,  come gli emarginati, i poveri, i ciechi, i sordi, i sordomuti, i disabili fisici, gli handicappati psichici e tutto il mondo della sofferenza .

Il Papa ha voluto sottolineare nel Messaggio la “vocazione” alla fraternità oggi spesso contrastata dalla “globalizzazione dell’indifferenza” chiudendoci in noi stessi, fraternità che è la ” via maestra per sconfiggere la povertà”, un ” popolo in cammino” che “come i Pastori emarginati sono stati primi  a vedere Gesù nato ” ( Basilica di San Pietro 24 dicembre 2013 ).

Il Pontefice Francesco continua nel “denunciare” l’egoismo che ” si sviluppa socialmente nelle forme di corruzione oggi diffuse” .

Questo avvenimento, questa ricorrenza, questa ripetizione della Marcia è di grande importanza, molto attuale, in questi momenti in cui si cerca di costruire una società in cui tutti siano equamente rappresentati e possano dare il loro contributo per un mondo migliore .

E la solidarietà è molto importante, è un segno tangibile che tutti dobbiamo dare e non soltanto nei problemi pratici di tutti i giorni, ma anche della crescita spirituale di una società fatta di persone che hanno le loro necessità, desideri, aspirazioni per un benessere per tutti.

E’ un percorso difficile, fatto di ostacoli, di barriere da superare, con il precipuo scopo di raggiungere traguardi migliori, che possono ottenersi se tutti rispettiamo nel quotidiano i diritti umani .

Non a caso è stato scelto, dal Santo Padre questo tematica, dove viene sollecitato il principio della “fraternità fondamento e via per la Pace” : del bene della Pace !.

Uno dei temi del nostro tempo e con una drammatica rilevanza è dato dalla poca osservanza dei diritti umani, che devono essere rispettati e su questo Papa Francesco osserva l’indifferenza della società, che deve “toccare” con mano la sofferenza della gente, una sanità derelitta in molte Regioni d’Italia, dove la gente riesce poco a curarsi, o curarsi male. Anche questo è una lotta per la pace ! Petizione 2013

L’ultima “trovata” che si va affermando nella “finanza sanitaria”, che non ho nessuna remora a chiamare “budget del ricoverato” è costituita dall’abbandono, per un superiore concetto di risparmio, di malati cronici al loro destino, ancor più grave se trattasi di pazienti in tarda età, disabili ed agonizzanti, di essere dimessi dalle strutture ospedaliere anzitempo senza una adeguata protezione alternativa, tanto che si finisce con l’aggravare il loro precario stato di salute, non legittimato di quanto dispone la “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” dell’ONU, Documento Internazionale ampiamente violato in Italia .

E questa, è eutanasia mascherata ! budget del ricoveratoQuanto tempo con l’opinione pubblica dobbiamo aspettare per conoscere la verità !

L’ultimo paragrafo del Messaggio del Santo Padre è dedicato alla custodia della natura .

Ma custodire il creato è essenziale l’apporto della famiglia, oggi aggredita da violenze, specie tra gli adolescenti, da aggressività tra consanguinei, dove la donna subisce stupri, mostruose azioni che danneggiano la dignità umana .

Bisogna portare il nostro messaggio di pace, di serenità soprattutto là dove è necessario, perché i valori etici siano trasmessi alle nuove generazioni, perché il nostro prossimo, anche se sconosciuto, è chi ci sta accanto o che incontriamo nelle strade delle nostre città, ma lo è soprattutto colui/ei che è lontano, colui/ei che l’azione sociale dimentica quale palese grande ingiustizia e non lo gratifica della solidarietà, come nel caso del ” budget del ricoverato “.

Papa Francesco nel Messaggio per la ” Giornata Mondiale della Pace “ci invita ad una presa di coscienza dello stretto legame che esiste nel n/s mondo globalizzato e interconnesso tra salvaguardia del creato e coltivazione del bene della pace .

E nella salvaguardia del creato entra in maniera inequivocabile la vita, che è un dono del Creatore e nessuno può arrogarsi il diritto di decidere quando una vita non merita di essere vissuta. La vita va rispettata come il creato, con le condizioni di sviluppo della giustizia, dell’amore verso il prossimo ed il rispetto della dignità di tutti, specie di quella che è scarsamente difesa.

Infine Papa Francesco rivolge la preghiera a Maria Santissima affinché ” ci aiuti a comprendere ed a vivere tutti i giorni in fraternità per portare pace nel mondo, ad ogni uomo ” per il bene comune .

E con le sagge parole del Beato Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza !”

 

Previte

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11:13 – MALATTIE MENTALI: PREVITE (“CRISTIANI PER SERVIRE”) SULLA GIORNATA 2013

11:13 – MALATTIE MENTALI: PREVITE (“CRISTIANI PER SERVIRE”) SULLA GIORNATA 2013

Foto di streffil3

11:13MALATTIE MENTALI: PREVITE (“CRISTIANI PER SERVIRE”) SULLA GIORNATA 2013

“Il 20 dicembre 2013 si celebrerà la ‘Giornata dell’handicappato mentale’. Viene ricordata e valutata tale Giornata in questa Torre di Babele, in questo ‘mare’ di silenzi, di disinteresse, di litigiosità?”. Se lo chiede in una nota diffusa oggi il presidente dell’associazione “Cristiani per Servire”, Franco Previte. Richiamando l’appuntamento annuale per sensibilizzare sulle malattie mentali, anzitutto sottolinea che occorrerebbe “una norma che quantifichi i diritti di tutto il mondo della sofferenza psichica, che deve godere degli stessi vantaggi comuni, alle altre malattie”. Secondo Previte “la patologia mentale colpisce a vari livelli, dalla depressione alla schizofrenia grave, circa il 20% della popolazione, il 16% con varie forme di disagio mentale ed il 4% con disordini mentali, in persone di età diversa, specie i giovani ed anche gli adolescenti”. Il presidente nota poi che “assistiamo a tentativi di legalizzare l’eutanasia, che non abbiamo alcuna esitazione a definire ‘mascherata’ come una omissione di soccorso fuori dall’ordinamento giuridico, o l’aborto selettivo per ‘liquidare’ i nascituri imperfetti, o la sterilizzazione per ‘frenare’ la diffusione di handicap genetici, tutti “ elementi” che offendono la dignità della persona”. Chiede quindi di non dimenticare i forti disagi che spesso vivono le famiglie dei malati psichici lasciate senza alcun tipo di assistenza.

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SIR 15:00 – GIORNATA DELL’ANZIANO: “CRISTIANI PER SERVIRE”, “IL COMPIMENTO DELLA VITA”

Foto di streffil3

“In questo Anno europeo dei cittadini stabilito dal Parlamento europeo e dal Consiglio del 23 novembre 2012 sul diritto di cittadinanza, sarebbe opportuna, per non dire necessaria e prioritaria, la costruzione di case di riposo che costituiscono una grave emergenza sociale dovuta dall’isolamento relazionale degli anziani”: lo scrive in una nota in occasione della Giornata dell’anziano (1° ottobre) il presidente dell’associazione “Cristiani per Servire”, Franco Previte. “Gli anziani considerati non utili per la società quando la vita per essi diventa fragile – prosegue – sono stati motivo di rilievo da parte di Papa Francesco, che aveva evidenziato a Rio de Janeiro come insiste nella società ‘una specie di eutanasia nascosta’ di quanti non si prendono cura delle persone anziane”. “Nella prospettiva cristiana la vecchiaia – prosegue Previte – non è il venir meno della vita ma il suo compimento: un periodo nel quale si può avere una saggezza profonda, quella stessa che Papa Francesco ha ricordato nel suo primo Angelus quando ha fatto riferimento a quella signora anziana che si confessò da lui e alla fine gli disse che ‘se Dio non perdonasse tutto, il mondo non esisterebbe’”.

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