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Al Governo Renzi.

Al Governo Renzi.

dottrina-sociale-ChiesaAncora una volta di fronte ad atteggiamenti della politica, specie nei confronti del programma del Governo Renzi, ci domandiamo e domandiamo perché non riconoscere e non porre solerte attenzione verso una situazione davvero prioritaria, tra altre, come quella imperante nella società italiana nei confronti delle famiglie dei disabili fisici, ma estremamente grave ed urgente anche quella dei sofferenti psichici, tutti ancora una volta dimenticati nei loro diritti e necessità! Ma le Istituzioni ascoltano?

 Non vogliamo entrare nel merito, ampiamente diffusi dai mass media, che riguardano: sovraffollamento carceri, sbarchi migranti e proteste varie, ci chiediamo e domandiamo perché non porre la stessa attenzione, verso situazioni davvero drammatiche e prioritarie come quelle della riforma dell’assistenza psichiatrica?

In Italia l’opinione pubblica attende da ben 36 anni una concreta definizione di una riforma  che quasi giornalmente si riconferma nella carenza di provvedimenti legislativi innanzi a follie drammatiche che si verificano nelle famiglie, nella società, nella vita reale!

papafrancescoPapa Francesco ricorda che “quando ci accostiamo con tenerezza a coloro che sono bisognosi di cure, portiamo la speranza ed il sorriso di Dio nelle contraddizioni del mondo” (Messaggio per la  XXII Giornata Mondiale del Malato 11 febbraio 2014) e “Cristiani incoerenti, scandalo che uccide” (Vaticano, Chiesa di Santa Marta 27 febbraio 2014), Signor Presidente del Consiglio dei Ministri!

Non essere sensibili a certi problemi e nello specifico a quelli sopra accennati, significa deludere sempre più le aspettative della società che alterna a volte insoddisfazione ed a volte indifferenza: sintomo inconfondibile di malessere.

Siamo d’accordo con l’opinione pubblica, perché ci sforziamo di credere che con la sola riflessione, senza bisogno di proteste eclatanti, si possa raggiungere l’auspicata soluzione.

New Cabinet in ItalySignor Presidente del Consiglio, ma Lei cosa farà? ci pensi, ci pensi bene e ci ripensi molto!

Il n/s mondo contemporaneo è davvero “strano, difficile”, si preferisce porre più una solerte attenzione al mondo dei n/s amici a 4 zampe, che rispettiamo, invece di non “guardare” il mondo della sofferenza anch’esso bisognevole di aiuto e non lo siamo in altrettanta maniera verso la politica che continuamente ci delude e delude l’opinione pubblica!

E’ indispensabile ed urgente, da parte delle Istituzioni, porre attenzione a 360 gradi alla salute dei cittadini, di tutti i cittadini, soprattutto quelli portatori di sofferenze come quelli citati.

I tempi troppo lunghi della politica, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, non tengono conto del dolore e delle difficoltà economiche e sociali di milioni di persone che non possono più aspettare provvedimenti da troppo tempo attesi per porre riparo ad una situazione grave, per la quale non servono, ricorsi a “parole di solidarietà”! Ecco i perché della nostra insistenza!

E con le sagge parole del Beato Giovanni Paolo II:” Andiamo avanti con speranza!”

Previte

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

Ma si ha diritto alla vita?

Ma si ha diritto alla vita?

 2014-02-25 11.27.35Dopo un “volo” di 28 metri, dall’ottavo piano di uno stabile, Paola Saporosi di 64 anni è morta uccisa dal figlio il 24 febbraio u.s. a Conegliano Veneto in provincia di Treviso.

Quel gesto omicida da parte di un figlio verso la madre, non ci sorprende e nemmeno le annunciate “mattanze” di questi gesti , ma ci meraviglia il silenzio delle Istituzioni verso una mancata soluzione del “bubbone malattia mentale”.

Quella “nebbia della depressione”, che ha colpito ed è caduta in maniera notevole ed ha coinvolto l’anima di quel figlio, non è la sottile malinconia o tristezza, ma una malattia come le altre che va curata con prontezza e senza vergogna, perché è molto chiara la motivazione di quel gesto.

Ci si domanda: queste forme di mancato riconoscimento di malato mentale, fatto salvo il caso in esame, dove possono essere curate se sono carenti le strutture necessarie?

Questo “andazzo” rischia di traghettare il n/s Paese e quello che è più grave i giovani e gli adolescenti verso una cultura dell’egoismo sfrenato, del gelo sempre più emergente e dell’indifferenza cogente da una metodologia che si va affermando autonoma e svincolata da ogni rapporto con la legge sociale che considera a volte, la persona proprio “un oggetto da buttare”.

Una considerazione sorge spontanea: quale valore viene attribuito alla vita umana , visto che a volte, come nel caso in esame, occorre garantire la sicurezza dal folle gesto, anziché la libertà del gesto.

E’ veramente inconcepibile e profondamente contraddittorio che in una società che tende costantemente e giustamente a riaffermare ilvalore della vita (no alla guerra, no alla pena di morte, no al terrorismo) la si neghi attraverso il tentativo di costruire un presunto diritto di “licenza di uccidere”, come pare sia prassi consolidata il lasciare persone psichicamente instabili al loro destino dalle Istituzioni che di questa “problematica” (la malattia mentale) ne hanno fatto da tempo, 35 anni, un totale disinteresse!

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S. Marcellino Champagnat

Ma i politici sono tutti devoti della Madonna del Riposo?

Ma i politici sono tutti devoti della Madonna del Riposo?
capponi

L’intimidazione di Pier Capponi Capo della Repubblica di Firenze nel 1494 di suonare le campane a raccolta della popolazione contro l’invasore Carlo VIII di Francia che voleva saccheggiare la città a suon di trionfali trombe, “suona” molto verace in questi incerti e turbolenti nostri giorni.

La n/s società sta perdendo la fiducia nelle Istituzioni, perché quest’ultime hanno forse “dimenticato” che le ingiustizie sociali hanno spesso originato eversione da precisi codici etici e lo abbiamo visto negli ultimi episodi in Italia di sollevamento popolare che non distano molto da una vera rivoluzione . La gente è stanca ed aspetta risposte concrete e non chiacchiere!

E’ constatabile nel rissoso clima di antagonismo politico, che per il momento è in tranquillità temporanea, ma presto, possibilmente, speriamo di no, se non si provvede alle agognate riforme, si rinnoverà la protesta per una crisi politica ed economica spaventosa ed irrisolvibile.

Ma in questo clima, soprattutto morale, è necessario che ci riprendiamo, almeno per noi cristiani, certi valori socio-morali che tutti insieme, anche se persi, possiamo rifare nostri.

E veniamo, in breve, ai fatti concreti, gli ultimi dei quali ci lasciano frastornati.

Siamo in attesa di riforme per ottenere una governabilità del Paese e tali da porre in legge un sano bipolarismo dovuto a ragioni di opportunità e motivi sostanziali, in quanto sappiamo tutti che insiste nel n/s Paese il finale della non governabilità .

La legge elettorale va cambiata, con criteri di democraticità ammettendo nelle diverse Assemblee Legislative candidati scelti dall’elettore, ma con due soli schieramenti politici: quando uno non và, si passa all’altro, come vige in quasi tutte le Nazioni a livello mondiale.

Il crollo dell’elettorato nelle ultime votazioni regionali in Sardegna, passa dal 80% al 75%, vale a dire che 1 italiano votante su 4 non ha votato, mentre sorge il dubbio insistente della domanda: i moderati, soprattutto i cattolici che sono 80% della popolazione in Italia, hanno tutti votato?

Non vogliamo continuare a “toccare” un argomento prettamente politico, ma quali cittadini e quali cattolici, date le circostanze che da anni la politica ci ha portato alla distruzione delle n/s speranze e delle n/s virtù, occorre una nuova legge elettorale, ripeto, di puro bipolarismo, con solo due “Opinione Politiche o Partiti” .

Ma ci rendiamo conto che nelle ultime consultazioni politiche il Capo dello Stato ha ricevuto 18 Partiti, meno due che non si sono presentati e che nelle ultime consultazioni elettorali politiche vi sono state schede elettorali di oltre un “lenzuolo”?

I n/s Costituenti hanno voluto garantire le libertà tradizionali facendo della Costituzione una legge superiore a quelle approvate dal Parlamento per evitare che con una legge ordinaria si potessero diminuire o violare i diritti assicurati dalla Costituzione, quali quelli dei cittadini inerenti le libertà fondamentali, ma a distanza di oltre 67 anni dall’emissione della Costituzione e dopo esperienze negative di manifestazioni e di espressioni politiche varie, è facile riscontrare che le impostazioni di fondo hanno dato pochi risultati positivi .

La politica, “vista” nella sua essenza totale o quasi da una visualità della pubblica opinione, è quella che ancora oggi è ridotta e ben lontana, da risolvere i problemi reali a causa della ingovernabilità!

madonnabambino0Ma i poltici sono tutti devoti della Madonna del Riposo?

Forse è necessario ed urgente, sia per l’opinione pubblica che per i cattolici in particolare, un’azione dalla politica di stimolo offrendo, soprattutto, un valido contributo per tenere insieme concretezza e coerenza e non mescolare sacro col profano!

I cattolici sono smarriti? Molto smarriti!

Infatti ancora oggi 2014 non sentiamo né si declamano propositi, proponimenti verso quei valori etici che il Magistero della Chiesa Cattolica insegna, né si “vedono” enunciazioni di programmi con la Dottrina Sociale che pone come fondamento il bene comune.

Allora si verifica che una forte astensione dal voto dell’elettorato ritenuto moderato favorisca ed agevola Movimenti o Partiti, dove sono tutti bravi a demolirsi l’un l’altro, ma incapaci a far sorgere o smuovere nell’elettore motivi di profondo valore morale, invece di addivenire ai gruppi di potere che non portano beneficio alla comunità.

Questo non per far “tacere” o “soffocare” Partiti, ma togliere i gruppi di potere, i bassi giochi politici, le logiche di convenienza, che ostacolano lo sviluppo del n/s Paese, in maniera che il cittadino esprima liberamente nella scheda elettorale il proprio voto ai candidati e non a quelli “imposti o designati”, cambiando, se necessario, con nuove elezioni gli indirizzi dell’uno con l’altro che corrispondono alle esigenze anche drammatiche della gente.

Ma come si fa ad essere così insensibili ad urgenti necessità deludendo sempre più le aspettative della società, perché manca nelle Istituzioni la capacità di ascolto e capire l’esigenza di restituire il rispetto del diritto del cittadino, quale persona da beneficiare di quelle norme giuridiche ed economiche che non possono essere dimenticate.

Infine ci si domanda è veramente possibile non dare corso ad esigenze del Paese, invece di assistere ad idee stratosferiche ed insulti che rimbalzavano da un Partito ad un altro, da Movimenti a fantasmagorici Partiti che ogni giorno spuntano come funghi?

Non tutto ormai ci stupisce, ma ci amareggia il constatare una siffatta realtà sociale che in parte viene accettata o addirittura tollerata, in una atmosfera alquanto confusa, anzi, molto confusa.

Con le sagge parole del Beato Giovanni Paolo II: ”Andiamo avanti con speranza! “

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8 marzo 2014: “Giornata Internazionale della donna“.

8 marzo 2014: “Giornata  Internazionale della donna“.

5566teresadecalcutaValorizzare le figure femminili che si sono impegnate e distinte in diversi ambiti per ricordare sia le conquiste sociali, politiche, economiche delle donne, sia per la discriminazione e le violenze cui esse sono ancora oggetto in diverse parti del mondo, sono le motivazioni e le riflessioni che mi permetto far pervenire.

Grazie.

[email protected]

 

In Italia la celebrazione ufficiale della “Giornata della donna”, decisa dal Governo Andreotti nel 1979, è avvenuta a Roma al Palazzetto Venezia con il tema Le donne nell’Europa per una uguaglianza reale dalla genovese Onorevole Ines Boffardi Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (PCM) “per la condizione femminile”, con l’incarico specifico di coordinare il servizio (ora non più Ministero per le Pari Opportunità, né altra “dizione”, dimenticanza irresponsabile del Governo Renzi: un Governo di donne che, a quanto pare oggi 23 febbraio 2014 non difende le donne!)

image004E’ stato l’inizio della valorizzazione del cambiamento in continua evoluzione della nostra società, specie della donna, “vivendo” in prima persona quei tempi (ero Direttore di Sezione PCM e capo della segreteria), mentre la stessa Sottosegretaria era anche Presidente della Confederazione Consultori di Ispirazione Cristiana voluti dalla Conferenza Episcopale Italiana .

  getFoto.aspCome ogni anno devo constatare con grande con amarezza come a distanza di tempo, ancora oggi 2014, nessun Esecutivo ricorda l’Onorevole Ines Boffardi, la quale per prima ufficialmente in Italia ha iniziato con appassionata e responsabile dedizione quel lavoro importante e necessario teso a valorizzare, anche istituzionalmente la donna, quale persona nella società e nelle Istituzioni .

 Erano anni in cui il “femminismo” era di moda e la n/s società viveva giorni molto turbolenti, dove la donna si considerava libera e conduttrice del proprio corpo, contrastando con il periodo della sua fertilità materna in “libero corpo”, mentre l’iniziativa del Governo era finalizzata al riconoscimento dei diritti della condizione femminile e della dignità e rispetto di essere donna, sposa, madre.

Ancora oggi si tenta di distruggere il principio fondamentale della famiglia, con nuove “modalità” d’essere famiglia, cellula primaria e prioritaria della n/s società, dove i rilevamenti statistici ci informano, purtroppo, che sono in aumento oggi 2014, le aggressioni sulle donne dove circa il 57% avviene nelle mura domestiche da parte di mariti, figli, compagni, conviventi .

Donne che condividono con il dolore, dove i figli vengono “condotti” alla sopraffazione familiare, uomini privi di ogni scrupolo offendono con le loro criminose azioni mogli e compagne ed oltre la violenza offendono l’identità della donna che pur resistendo diventano depresse, ansiose, portatrici di schizofrenia.

Dobbiamo inoltre ricordare donne con mansioni manageriali nel sistema economico, in politica, giornalismo, sociale, volontariato, donne che devono affrontare problematiche con congiunti disabili fisici, handicappati psichici, in stato vegetativo, donne ancora oggi che si trovano con pochi specifici provvedimenti legislativi finalizzati ad alleviare le sofferenze dei loro cari fino alla fine della vita.

Non possono essere disconosciute “donne pie” come le Suore, il cui valore è stato recentemente citate da Papa Francesco, (Unione Internazionale delle Superiori 22 febbraio 2014) che si dedicano al prossimo, donne “votate” al servizio del bene comune, donne in sofferenza psichica per gli stupri subiti e non ultima la figura della Mamma per la grande laboriosità di lavoro domestico, sacrificio, donazione, di intenso lavoro nel sociale e nel politico.

Oggi 2014 si va insinuando un relativismo del proprio io, una cultura di delirio ed idolatria verso gli animali (che rispettiamo in quanto creature di Dio), una nuova moralità che supera il centralismo dell’uomo e lo relega al di sotto del genere umano, il tutto in un petulante diverbio politico e tale da “scomodare” il fervore ansioso e smanioso anche di una ex Ministro della Repubblica Italiana nella estrema anomala difesa degli animali, dimentica dell’umanità, dell’umano essere, del rispetto del mondo della sofferenza!

Desidero ancora ricordare l’On.Boffardi che ho sempre ammirato per la instancabile pazienza nella Sua azione, cattolicissima verso ogni persona, coraggiosa, decisa nella difesa e nella certezza del diritto naturale della donna .

Oggi è prioritario che emergano valori etici e sociali che possono produrre un profondo divario tra situazioni legislative nel “problema donna” che resta protagonista privilegiata del cambiamento in continua evoluzione della nostra società, dove si tenta di distruggere la “figura” di questo “angelo della casa”.

Anche se si assiste ad una fragilità della famiglia, ad una comunità civile “bersagliata” da nuovi disagi sociali, la donna, la madre, la sposa compartecipi di responsabilità, restano sempre in grado di rispondere alle debolezze dell’etica .

La “Giornata della Donna” resta sempre la piattaforma propositiva di democrazia che non disattenda mai quei valori etici di pari opportunità, di rispetto e garanzia futura.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito nel 1999 la “Giornata Internazionale per l’eliminazione delle violenze contro le donne”, dove era ed è inderogabile per ogni connivenza sociale proseguire nella riflessione di questo, ormai deplorevole fenomeno, che quasi giornalmente avviene in ogni Paese, soprattutto intensamente oggi 2014 in Italia.

112509412815_bLa lotta contro la violenza sulle donne, oggi, si è spostata con estrema escalation nelle famiglie ed ora anche contro i bambini, disabili, emarginati, persone indifese e la rievocazione che avviene il 25 novembre di ogni anno, di cui in questo 2014 ricorre la “XV Giornata Internazionale per l’eliminazione delle violenze contro le donne” .

Forse la donna è protagonista involontaria di effetti negativi per la carenza di servizi sociali allorquando ha in famiglia persone deboli, ammalate ed indifese

Questo avviene specialmente quando sono necessarie strutture sociali atte alla cura di congiunti malati in stato vegetativo, in fase terminale ed anche alla prevenzione cura ed inserimento sociale di malati psichicamente instabili in quelle famiglie dove si potevano evitare episodi crudeli nei quali figli hanno ucciso padri, madri o viceversa, come le tragedie familiari recenti o passate.

La “problematica femminile” di difesa, anche a livello europeo, non può essere considerata alla stregua di una rievocazione, ma deve essere assunta come un modo di continuare a proporre soluzione ai problemi di carattere femminile che tengano sempre conto della specificità dell’essere donna.

Questo il significato del ricordo della “Giornata della Donna che sancisce l’importanza di taluni valori fondamentali etici e sociali.

Previte

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2014-02-15 10.13.10

Papa Francesco: “no alla cultura dello scarto per anziani, malati, disabili” . Un appello alle Opere San Camillo, Figlie di San Camillo, Don Orione, don Guanella, Fatebenefratelli.

Papa Francesco: “no alla cultura dello scarto per anziani, malati, disabili” .  Un appello alle Opere San Camillo, Figlie di San Camillo, Don Orione, don Guanella, Fatebenefratelli.
image004Avevamo trattato l’argomento “Invecchiamento e disabilità” citato da Papa Francesco nella Assemblea Pontificia Academia Pro Vita tenutasi fino al 22 febbraio, presso l’Istituto Agostinianum a Roma, un tema di grande attualità che sta molto a cuore alla Chiesa e nell’occasione è stato celebrato il 20 anniversario dalla Fondazione ad opera del Beato Giovanni Paolo II con il Motu proprio Vitae Misterium.Ma ritorniamo sull’argomento e sulle questioni di biomedicina in relazione alla promozione e difesa della vita, “mandato” che il Beato Giovanni Paolo II affidò alla Pontificia Accademia per la Vita sorta l’11 febbraio 1994, chiamata a svolgere un lavoro “spesso faticoso perché richiede di andare controcorrente, sempre prezioso perché attento a coniugare rigore scientifico e rispetto per la persona umana” come sottolinea Papa Francesco nel suo Messaggio, soffermandosi sul tema “Invecchiamento e disabilità”, scelto per suggellare i 20 anni di attività.“Nelle nostre società, osserva Papa Francesco, si riscontra il dominio tirannico di una logica economica che esclude e a volte uccide e di cui oggi moltissimi sono vittime, a partire dai nostri anziani”, specie se malati o disabili: budget del ricoverato e Petizione 2013.Nella “cultura dello scarto”, come chiama Papa Francesco “gli esclusi” sono “rifiuti”, “avanzi” della convivenza sociale, ma se la salute è “un valore importante”, spiega il Papa, perché il “valore di una persona”, continua “non è di per sé garanzia di felicità”, che può esservi invece “in presenza di una salute precaria”.“E la più grave privazione che le persone anziane subiscono”, denuncia il Papa “non è l’indebolimento dell’organismo e la disabilità che ne può conseguire, ma l’abbandono, l’esclusione, la privazione di amore”, in una parola la solitudine che grava molto forte sulle persone anziane “dispregiate” nella vita quotidiana.

Se non hanno più famiglia “maestra di accoglienza e solidarietà” dove s’impara “a non cadere nell’individualismo ed equilibrare il nostro animo, s’impara “che la perdita di salute non è una ragione per discriminare alcune vite umane”.

In questo il Santo Padre “colpisce” e mette in rilievo saggiamente il centro della inquietudine che regna nell’animo della vecchia generazione, oggi 2014, senza famiglia la quale è “ maltratta e disprezzata”.

Se “una società è veramente accogliente”, conclude Papa Francesco, quando riconosce che la vita “è preziosa anche nell’anzianità, nella disabilità, nella malattia grave e persino quando si sta spegnendo”, insegna che la perdita di salute non è una ragione per discriminare alcune vite umane” comunque la tematica essenziale e specifica della Chiesa resta sempre svegliare la dimensione delle coscienze, e come dice il Cardinale Tettamanzi “la coscienza è il posto dove l’uomo colloquia con se stesso” e preoccupa la richiesta di legislazioni che vogliono inserire l’eutanasia, come ora è stata quella dei minori contraria alla vita, che sono la vita e come continua il Cardinale “non sono diritti deboli, ma dei deboli”.

Il mondo degli anziani oggi è divenuto vasto ed i dati Istat affermano che la popolazione anziana oggi è del 15% e nel 2025 sarà del 25%, eppure mancano Case di Riposo e tra gli over 65 per superaere le difficoltà economiche e non in grado di tenere una badante, “concedono” le loro casa a coloro che hanno problemi abitativi, anche per risolvere la solitudine.

Ci sono personaggi che hanno fatto la storia e che pochi ricordano, eppure hanno “rottamato” cambiamenti radicali nel campo della cura e dell’assistenza ai malati, agli anziani, ai disabili.

Alle Opere le Figlie di San Camillo, don Orione, don Guanella, Fatenebefratelli, non bastano la scienza, la tecnica, la fede ed il cuore, oggi a questi Operatori, San Camillo de Lellis direbbe “più cuore in quelle mani fratello, più cuore” nei servizi riabilitativi, di ospitalità, rifugio intesi a sostenere l’inclusione delle persone diversamente abili, specialmente anziane .

Nella “Giornata Internazionale dei diritti delle persone con disabilità” indetta dall’ONU nel 2013 “rompi le barriere ed apri le porte per realizzare una società inclusiva per tutti” che in Italia il mondo della disabilità è attorno il 7%, ancora oggi si registrano discriminazione ed indifferenza,quasi totale .

Agli Ordini Religiosi Cattolici, specie quelli da noi citati, intensificate le Case di Riposo trasformandole anche in RSA, in grado di garantire una adeguata assistenza alla popolazione anziana autosufficiente o meno, le cui condizioni quotidiane sono molto labili e che costituiscono una grave emergenza dettata dall’isolamento relazionale di questa tipologia anziana “che la perdita di salute non è una ragione per discriminare alcune vite umane” come dice Papa Francesco “è la più grave privazione che le persone anziane subiscono”.

Ricordiamo, anche, quello che suggerisce il Sant’Annibale Maria Di Francia riprendendo le parole di Matteo e Luca : “Rogate ergo dominum messis ut mittat operaios in messem  suam” “Pregate dunque il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe“ per quanti malmenano e deturpano la realtà e non curano le parole che uccidono.

E con le sagge parole del Beato Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con fiducia!

 Previte

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XLVIII “Giornata Mondiale delle Comunicazioni”. Alle persone di buona volontà!

XLVIII “Giornata Mondiale delle Comunicazioni”. Alle persone di buona volontà!

 logo-vaticanwPapa Francesco per la “XLVIII Giornata Mondiale delle comunicazioni“ del 1 giugno 2014 nel Suo Messaggio con tematica: “Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro”, tra altro, si rivolge al mondo delle comunicazioni laico perché adotti una valenza umana e cristiana, mentre ricorda la Parabola del Buon Samaritano, che guarda con benevolenza ed aiuto al ferito caduto sulla strada per opera dei briganti, che si può quasi “comparare” quale similitudine a quanti malmenano e deturpano la realtà e non curano le parole che uccidono.

“Gesù ci ricorda che anche le parole possono uccidere! Quando si dice di una persona che ha la lingua di serpente, cosa si vuol dire? Che le sue parole uccidono! Pertanto, non solo non bisogna attentare alla vita  del prossimo, ma neppure riversare su di lui il veleno dell’ira e colpirlo con la calunnia” (Papa Francesco Angelus 16 febbraio 2014).

“Oggi viviamo in un mondo che sta diventando sempre più piccolo” osserva giustamente Papa Francesco nel Messaggio “dove quindi sembrerebbe essere facile farsi prossimi gli uni agli altri ” . Ma avviene questo?

“Quando ci troviamo di fronte ad una aggressione violenta come quella subita dall’uomo percosso dai briganti ed abbandonato lungo la strada“, come leggiamo nella Parabola del Buon Samaritano, “vivendo”in una società ribelle, come quella odierna, 2014, dove insistono, anche, moltissimi casi di sofferenza psichica (si parla di circa 10 milioni di “malati” dalla patologia della depressione alla schizofrenia), persiste ostinata una diffusa esclusione sociale .

Per non lasciare senza una ragionevole speranzale famiglie di questi “sventurati della vita”, la n/s Associazione ha voluto riproporre per la quinta volta il 18 marzo 2013 una Petizione 2013 al Parlamento Italiano, onde sollecitare una soluzione definitiva di questa piaga sociale che da ben 35 anni non trova concretezza.

Come cristiani e come cittadini non possiamo non “rispondere” a queste esigenze, situazioni che anche il S. Padre ha voluto energicamente e senza tentennamenti sottolineare l’urgenza e la gravità nel mondo ed in Italia nel Messaggio per la “Giornata Mondiale del Malato” celebrata l’11 febbraio 2014.

Il Festival tematico “Lo spiraglio” che si è tenuto a Roma dal 31 maggio al 1° giugno 2013 ha cercato di dare un “volto” civile ed umano alla salute mentale, da troppo tempo “nascosto” al vivere quotidiano, dove avvengono funesti episodi di lucide follie che ci lasciano stupiti, delusi, frastornati . Ma tutto nella realtà è rimasto tale e quale!

Non vi è dubbio che in Italia si aggirano in circa 10 milioni di sofferenti di malattie psichiche, dalla depressione, primo disordine funzionale della persona alla schizofrenia grave.

Bisogna considerare che il servizio pubblico televisivo, nella libertà di comunicazione sancito dagli art.15/21 della Costituzione, significa una serie di obblighi e di doveri nell’interesse della collettività, che “vediamo” assai poco.

Molto spesso il delicato argomento della disabilità in genere, particolarmente quella riferente ai malati mentali viene “ripreso”, nella ampiezza della descrizione della sofferenza, dai mass media che non prospettano la problematica di come sono “trattati” i malati psichici in Italia, come “vivono”, come sono “emarginati”, ma descrivono la solita ripetizione di una cronica, risaputa, vecchia situazione di molti anni che non è comunicazione nè informazione!

Quando vediamo nella strade della n/s città o dei n/s paesi “matti” in libera uscita, non vogliono valutare i responsabili della res pubblica la priorità di una urgente soluzione di questo problema!

“Scaraventare” migliaia di migliaia di famiglie nella disperazione e nell’angoscia costringendole a vivere giorno e notte direttamente il rischio ed il dramma conseguente con la presenza in esse di un malato mentale, come viene descritta nella fiction di “Cera una volta la città dei matti” ; “costringere” le famiglie ad accollarsi onerosi costi di ricovero; “inserire” i residui manicomiali in strutture intermedie costose, private o convenzionate scandalosamente ancora aperte come gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (la cui “chiusura definitiva” dovrebbe avvenire il 1 aprile 2014?) in una parola alterando la vivibilità di questi esseri umani, è un rimedio peggiore del male.

E non ci vengano a “parlare” degli amici a 4 zampe, che rispettiamo, ma esistono esseri umani!

Amareggia e sconforta le famiglie di questi “desaparecidos della nostra civiltà” per la mancanza, ripeto, di adeguate informazioni su una situazione così delicata e continua a meravigliare la latitanza fin qui perseguita dalle Televisioni e dalle Radio, in una parola dai mezzi di comunicazione . Ma questa è libertà od imposizione ?

Non desideriamo “parlare” delle pseudo comunicazioni fornite dall’Ente Pubblico Televisivo di Stato, considerando che i tempi televisivi non consentono di soffermarsi su dettagli e precisazioni varie, altrettanto meritevoli di un più attento esame che sono necessari, ma “incentrare” l’attenzione sugli effetti che produce questa malattia e non ricercare le cause che produce sulla vita sociale, è una tematica che sarebbe stato molto utile ed informativa “sentire” da parte dei mezzi di comunicazione. E’ vero che non sono le parole, le trasmissioni od i casi eclatanti che possono modificare questa “situazione”, è il Parlamento che deve intervenire! Ma lo compie?

Occorre ammettere che la legge 180 non ha funzionato o quanto meno sono passati 35 anni tra chiacchiere, burocrazia e non si è provveduto e non si provvede tutt’ora adeguatamente alla soluzione di questo “problema”, a quella riforma tra le riforme che tutti dicono e non fanno, tanto da trovarci ancora impreparati, frastornati, delusi, perché occorre che questa situazione non venga vista in maniera teorica, ma venga valutata in modo pratico con una legge-quadro da me auspicata nelle Petizioni inoltrate il 18 marzo 2013, affinché le Regioni possono legiferare per un trattamento corretto ed omogeneo e per Servizi uguali in tutto il n/s Paese. Ma nessuno risponde!

Anche se il disagio mentale è stato qualche volta affrontato, ripeto, questo è avvenuto in maniera evasiva e superficiale, mentre i mass media, a nostro modesto avviso, dovrebbero svolgere una serie di doveri ed obblighi che devono rispettare l’interesse e le necessità della collettività, mai dimenticando di evidenziare le priorità assolute come quella della sicurezza dei cittadini minacciata quasi quotidianamente da soggetti psicopatici, e non essere inutili portavoce di inutili provvedimenti!

Ed aggiungo se le comunicazioni sociali vogliono essere incisive e concrete, non devono limitare la loro partecipazione a sole e semplici parole, ma essere più presenti e pressanti a trattare un “argomento” che si tira fuori di tanto in tanto ed in particolari circostanze come quella della affannosa pubblicità!

La raccomandazione di Papa Francesco è stata: non “sparlare”, “niente chiacchiere”, perché anch’esse “possono uccidere” ed “uccidono la fama delle persone” (Angelus 16 febbraio 2014), allora che si risponde ad una adeguata “Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro“. Non vi pare ?

E con le parole sagge del Beato Giovanni Paolo II:” Andiamo avanti con speranza!

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SIR > 10:58 – DISAGIO PSICHICO: CRISTIANI PER SERVIRE, NO A “BUDGET DEL RICOVERATO”

SIR >  10:58 – DISAGIO PSICHICO: CRISTIANI PER SERVIRE, NO A “BUDGET DEL RICOVERATO”

testatanew2012

10:58 – DISAGIO PSICHICO: CRISTIANI PER SERVIRE, NO A “BUDGET DEL RICOVERATO”

“La sofferenza peggiore è nella solitudine che l’accompagna”. Franco Previte, presidente dell’associazione “Cristiani per servire”, parte da una frase di André Malaraux e dal 30° anniversario della lettera apostolica “Salvifici Doloris” di Giovanni Paolo II per tornare a chiedere una legge- quadro nazionale di riforma dell’assistenza psichiatrica, oggetto di una petizione indirizzata già cinque volte, dall’associazione, ai Presidenti di Camera e Senato. Il grido silenzioso lanciato il 30 marzo del 2005 da Giovanni Paolo II, dalla finestra del suo studio durante l’ultimo Angelus, “è anche il nostro grido, pietoso, angoscioso, implorante in questi nostri tempi turbolenti – scrive Previte – dove la sofferenza è infinita, in specie in quanti lottano per tenere viva la speranza, per tenere vivo il senso della comprensione umana”. Sotto accusa, soprattutto, la “concezione materialistica e funzionale della nostra esistenza, che svuota la vita da ogni significato e il nostro corpo da qualsiasi valenza spirituale”. Tra i rischi incombenti, denuncia l’associazione, il “budget del ricoverato”, che se introdotto imporrebbe che, “superato l’intervento finanziario il paziente, in qualunque situazione di salute si trovi, venga dimesso dalla struttura ospedaliera”, anche se agonizzante, in fase terminale e in età avanzata.
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Il senso cristiano della sofferenza.

Il senso cristiano della sofferenza.

Ha compiuto 30 anni la Lettera Apostolica Salvifici Doloris di Papa Wojtyla inviata l’11 febbraio 1984 in vista del Giubileo della Redenzione del 2000 ai Vescovi, ai Sacerdoti, alle Famiglie Religiose ed ai fedeli della Chiesa Cattolica, dove viene evidenziata la sofferenza umana, anche, nel senso cristiano .

E’ una riflessione sulla sofferenza umana dove contiene la grandezza di un mistero ed il contenimento di una condizione di dolore che può derivare da un trauma fisico o psichico e costituisce sintomo di un disturbo oltreché materiale anche d’ordine psicologico .

“Nella Croce di Cristo non solo si è compiuta la redenzione mediante la sofferenza, ma anche la stessa sofferenza umana è stata redenta”.

323Giovanni Paolo II medita sul mistero del dolore partendo dalla domanda che si pone ogni essere umano: perché il male, perché la sofferenza, perché il dolore?

Ogni spiegazione, dice Giovanni Paolo II, appare insufficiente ed inadeguata e scrive che “l’uomo, nella sua sofferenza rimane un mistero intangibile” e  “Cristo ci fa entrare nel mistero e ci fa scoprire il perché della sofferenza” rispondendo dalla Croce.

E’ un “intreccio” che necessita di tempo, perché la risposta diventi “percepibile” descrive il Santo Padre, infatti Cristo non spiega le ragioni della sofferenza, ma prima di tutto dice a ciascuno di noi, “ prendi la tua Croce e seguimi “perché la salvezza del mondo si compie per mezzo della Sua Croce, della Sua sofferenza, perché Egli si addossa i peccati di tutti e vince Satana e così il Signore rivela il senso salvifico della sofferenza .

Ed allora “ l’uomo trova nella sua sofferenza la pace interiore e perfino la gioia spirituale”.

“La Croce di Cristo è diventata una sorgente, dalla quale sgorgano fiumi d’acqua viva”: tutti vi possono attingere ed il dolore vissuto con Gesù, prosegue Papa Wojtyla  serve veramente alla salvezza dei fratelli e delle sorelle  e “non solo quindi è utile agli altri, ma per di più adempie un servizio insostituibile”.

Malraux-Freund-1935“La sofferenza peggiore è nella solitudine che l’accompagna“ (Andrè MalarauxLa condizione umana, 1933).

La sensazione che possiamo ammettere che viene spontanea e che viene da una valutazione anche emotiva è il ricordo della ultima apparizione di Giovanni Paolo II  dalla finestra del suo studio in Vaticano sulla Piazza  S. Pietro e non potendo parlare pareva che volesse dare un urlo, come quello di Gesù che sulla Croce disse “ Eloi, Eloi tema sabactan” Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato”.

 

Quel grido è anche il n/s grido, pietoso, angoscioso, implorante in questi n/s tempi turbolenti, dove la sofferenza è infinita, in specie di quanti lottano per tenere viva la speranza, per tenere vivo il senso della comprensione umana e dove sorgono altre domande come quella che dice esiste il diritto della fine della propria sofferenza e rinuncia alla vita?

E la sofferenza dell’anziano, del disabile, del malato potrebbe spingerci a domandarci se la stessa esistenza e coesistenza sia utile alla società, per questo rende difficile e spesso vana la ricerca del senso: “non pochi si chiedono se abbai ancora senso porsi una domanda sul senso” (81 Capitolo VII° Lettera Enciclica  Fides et Ratio (Giovanni Paolo II).

Quale senso nella vita viene oggi offerto, ma Gesù è il Salvatore ed ha la facoltà di salvarci e di quanti riconoscono in Lui come il proprio Salvatore .

Questo “passo” del Beato Giovanni Paolo II ci invita a raccogliere la realtà in tutta la sua drammaticità dell’essere umano e della sofferenza, cioè il rispetto della dignità dell’uomo che una progressione di vita tenta di cancellare .

Tutto questo ci rinvia ad una concessione materialistica e funzionale della n/s esistenza, che svuota la vita da ogni significato ed il n/s corpo da qualsiasi valenza spirituale .

Allorché questo corpo è profondamente malato, totalmente inabile e l’uomo è quasi incapace di vivere e di agire, tanto più si mettono in evidenza l’interiore maturità e grandezza spirituale, costituendo una commovente lezione per gli uomini sani e normali”.

“E’ il bene a vincere alla fine“, conclude Giovanni Paolo II, ma solo nella Fede nella Risurrezione l’uomo trova “una luce completamente nuova, che lo aiuta a farsi strada attraverso il fitto buio” della sofferenza e del male.

E ne abbiamo immensa necessità, malgrado che il mondo lo neghi!

E con le sagge parole del Beato Giovanni Paolo II: ”Andiamo avanti con speranza”!

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

 

 

 

Agenzia SIR 17:45 – EUTANASIA SU MINORI: CRISTIANI PER SERVIRE, “RELATIVISMO ABERRANTE, ANTISOCIALE”

Agenzia SIR  17:45 – EUTANASIA SU MINORI: CRISTIANI PER SERVIRE, “RELATIVISMO ABERRANTE, ANTISOCIALE”

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Sabato 15 Febbraio 2014

17:45EUTANASIA SU MINORI: CRISTIANI PER SERVIRE, “RELATIVISMO ABERRANTE, ANTISOCIALE”

All’eutanasia per i minori, varata nei giorni scorsi dal Parlamento belga, reagisce in Italia anche l’associazione “Cristiani per Servire”. In una nota del suo presidente, Franco Previte, si afferma che “da tempo, da troppo tempo circolava la voce che in Belgio, ‘copiando’ dall’Olanda che prevedeva un tetto di 12 anni, la controversa eutanasia sui piccoli era allo ‘studio’ ed infatti il Parlamento ha approvata la norma dell’applicazione sui minori, malati terminali senza limite d’età, anche per i bambini malati e malformati dopo la nascita”. Previte deplora quanto avvenuto, cita l’opposizione strenua dei vescovi belgi insieme alla comunità cristiana e parla di “pericolo esteso anche all’Italia per gli anziani in fase terminale, gli infermi, i disabili fisici e psichici”. Il presidente ricorda la petizione inoltrata al Parlamento italiano nel 2013, a cui non ha ancora avuto risposte, proprio in tema di eutanasia, omicidio, omissione di soccorso nelle nostre strutture sanitarie. Ammonisce poi sulle conseguenze per il nostro Paese, “perché potrebbero coinvolgere malati di Alzheimer, malati psichici, persone con handicap fisico, pazienti anziani o con gravi patologie, bambini anormali, come in Gran Bretagna dove è stato chiesto alla Suprema Corte il suicidio assistito per i depressi (un relativismo incosciente, aberrante, antisociale) ed ora in Belgio, come in Olanda, su minori in stato di incoscienza”.