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Crisi sociale e famiglia.

Crisi sociale e famiglia.

Sono ormai molte le cause che influiscono il senso della vita sociale, anzi la maggior parte risiede nella crisi economica e poi soprattutto nella crisi della famiglia.Quello che colpisce la famiglia è la perdita del senso della vita, la quasi disintegrazione sociale, la povertà, i nuovi poveri, l’educazione, la giustizia sociale, quella istituzionale, insomma un complesso di “circostanze” che determinano lo sfaldamento della istituzione famiglia citate in breve.

Ancora una volta dobbiamo ribadire che la famiglia è intesa “ come società naturale fondata sul matrimonio” (art. 29), come società originaria le cui basi non derivano dallo Stato, ma si sono sviluppate attraverso un processo millenario.

I “padri” della n/s Costituzione hanno riconosciuto, giustamente, la parità giuridica e morale dei coniugi, abolendo la supremazia del marito con la riforma del diritto di famiglia nel 1975 dove “i coniugi concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare (art.144 del Codice Civile), mentre con legge 1 dicembre 1970 n. 898 è stato introdotto il divorzio.

Abbiamo fatto riferimento alla perdita del senso della vita ed una crescente prevalenza dell’individualismo, o meglio del relativismo anche dell’essere umano, che comporta la rottura dei vincoli socio-familiari, dove dilagano sostanze stupefacenti che in virtù dei loro effetti malefici infirmano il sistema nervoso centrale e causano menti psicologicamente labili, specie in famiglia ed ora tra i giovani, tendenze che comportano importanti interrogativi di tematiche anche sociali.

Assistiamo all’affermarsi del fenomeno della frammentarietà del sapere e proprio per questo spesso è vana la ricerca di quello che “ non pochi si chiedono se abbia ancora senso porsi una domanda sul senso” (punto 81 Capitolo VII° Lettera Enciclica “Fides et Ratio” del Beato Giovanni Paolo II).

Osserviamo con profonda preoccupazione anche il costo sociale d’ogni “cosa”, del sovrappopolamento delle carceri (ma perché il “popolo straniero” non lo si “manda” ai Paesi di origine), una carenza di sistemi educativi, un crescente numero di divorzi, una notevole formazione di coppie di fatto, una società che nega la specificità del matrimonio tra uomo e donna, che non protegge la vita da una crescente delinquenza e violenza causate anche dalla disoccupazione, dalla precarietà dei servizi sanitari, specie quelli ospedalieri, l’aggressività tra consanguinei, una miriade di fatti che rendono la vita una corsa ad ostacoli, che incidono fortemente nelle periferie della grandi città, come sovente “grida” Papa Francesco.

Abbiamo una società senza bambini, una società alla sbaraglio che non protegge la vita, perché come ha detto Madre Teresa di Calcutta “nel mondo occidentale, dove la gente sembra più ricca, vi è una fame più intensa ed una povertà interiore più grande di quella che si riscontra nelle viuzze di Calcutta”.

Cosa possiamo proporre ai politici in questa Torre di Babele, in  questa esosa burocrazia?

Che iniziano un responsabile dialogo nella trattazione della materia sociale e non chiacchiere , che possono rendere giustizia, rendere stabilità nell’ordine pubblico, nelle trattazioni delle necessità della gente, che qui non possiamo elencare, ma che mancano per rendere equità.

E con le parole sagge del Beato Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza!”

Previte

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

Papa Francesco: “Nella cultura dell’incontro si può sconfiggere la cultura dell’esclusione”. A margine dell’incontro con il Movimento Apostolico Ciechi e Piccola Missione Sordomuti

Papa Francesco: “Nella cultura dell’incontro si può sconfiggere la cultura dell’esclusione”. A margine dell’incontro con il Movimento Apostolico Ciechi e Piccola Missione Sordomuti
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papa_udienza1E quanto ha affermato Papa Francesco nell’Udienza in Aula Paolo VI incontrando migliaia di ciechi e sordomuti con il Movimento Apostolico Ciechi e della Piccola Missione Sordomuti.

Il Santo Padre nel rilevare che i malati ed i disabili restano pur sempre i privilegiati di Gesù, ha ribadito che necessita favorire la cultura dell’incontro per sconfiggere quella dell’esclusione, del pregiudizio da questa umanità difficile che tende sempre più a non comprendere lo status sociale di questi esseri umani.

Difficoltà, come ha sottolineato il Responsabile della Piccola Missione Sordomuti che si rilevano nelle “nostre Parrocchie e nelle Diocesi di tutto il mondo quanti sono i sordi che trovano chiuse le porte delle Chiese”, dove “non c’è chi parla le lingua dei segni”.

E proprio sulle difficoltà delle comunicazioni il Papa si è soffermato citando “per una cultura dell’incontro” a riflettere quello avvenuto tra Gesù e la Samaritana dove il Signore amava incontrare le persone disabili, emarginate, escluse, disprezzate come erano allora i samaritani dagli ebrei.

Quelle persone soprattutto segnate dalle malattie e dalla disabilità per guarirle e restituire alla piena dignità, appunto della cultura dell’incontro e della vita reale.

Nel nostro mondo contemporaneo non è ammissibile concepire di “trovare un papà ed una mamma ai 150 mila cani che sono nei canili e che costano alla collettività 260 milioni di euro“ (dal Giornale “Il Messaggero”, Presidente Berlusconi 29 marzo 2014) animali che ampiamente rispettiamo, quando non vengono “guardati” con rinnovata simpatia o con la tutela dei diritti: i disabili, i ciechi, i sordi, gli invalidi fisici, gli handicappati psichici dimenticati da quella cultura dell’esclusione e dell’incontro tanto auspicata da Papa Francesco, quasi colpiti da una punizione divina, come la figura del cieco nato descritto nel Vangelo, dove quell’uomo, “era cieco dalla nascita ed era emarginato in nome di una falsa concezione che lo riteneva colpito da una “punizione divina”.

“Gesù” ha commentato Papa Francescorifiuta radicalmente questo modo di pensare, ma che è un modo veramente blasfemo, Gesù rifiuta questo e compie per il cieco l’opera di Dio dandogli la vista”.

E continua citando “il cieco guarito, con semplicità disarmante che difende Gesù e alla fine professa la fede in Lui e condivide anche la sua sorte”.

Ecco le due culture opposte. La cultura dell’incontro e la cultura dell’esclusione, la cultura del pregiudizio. La persona malata o disabile, proprio a partire dalla sua fragilità, dal suo limite, può diventare testimone dell’incontro: l’incontro con Gesù, che apre alla vita, alla Fede e l’incontro con gli altri, con la comunità, con la gente semplice“.

In effetti, solo chi riconosce la propria fragilità, il proprio limite può costruire relazioni fraterne e solidali, nella Chiesa e nella società”. “Lasciatevi incontrare da Gesù”, ha concluso il Papa, solo Lui può liberare il cuore

E’ stato un momento particolarmente commuovente per tutti per i temi che Papa Francesco ha sviluppato in questo suo primo anno di Pontificato, temi particolarmente molto vicini soprattutto quelli dell’esclusione, per aprire momenti duraturi, perché la disabilità è una parte della vita di smarrimento, di solitudine, di isolamento, di ribellione, ma che alla fine si scopre che “Chi sperimenta la misericordia divina, è spinto a farsi artefice di misericordia tra gli ultimi”.

E con le parole del Beato Giovanni Paolo II: ”Andiamo avanti con speranza!

Previte

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Il “Decreto Ministeriale del fare” dal primo aprile 2014 taglia le retribuzioni ai Manager Pubblici, alla faccia del mondo della disabilità!

Il “Decreto Ministeriale del fare” dal primo aprile 2014 taglia le retribuzioni ai Manager Pubblici, alla faccia del mondo della disabilità!
New Cabinet in Italy

Dal 1 aprile 2014 (è sperabile che non sia un pesce d’aprile !) ai vertici dei Manager Pubblici, controllati dal Ministero dell’Economia, viene ridotta del 25% la retribuzione e lo stabilisce il Decreto Ministeriale n.166 del 2013 detto “del fare”.

In termini pratici non possono superare il tetto massimo di euro 311.658,53 euro all’anno pari allo stipendio del Presidente della Corte di Cassazione (dal Corriere della Sera 28 marzo 2014).

In questo periodo non devono essere dimenticate tutte quelle manovre che tendono alle riforme sociali e costituzionali che le Istituzioni dimentiche, in quei “salari” di cui sopra, quanto percepisce il mondo della disabilità, che costituisce una priorità veramente assoluta.

Vengono i brividi a pensare quanto ricevono questi Manager dello Stato, mentre ancora oggi, 2014, persiste ed è diffusa una squallida quotidiana precarietà, dove il disagio sociale investe tutte le sue categorie con drammaticità lasciando al proprio destino quel popolo, la cui parola viene impunemente adoperata e proprio dal coloro che dicono di fare il bene di tutti.

Il commento lo lasciamo ai posteri, come si dice, e qualora il mondo politico non lo sapesse riportiamo la tabella comparativa di quello che percepisce il mondo della sofferenza nel 2014, perché si ricordino del vergognoso comportamento tutti i politici.

Importi invalidità per il 2014

Provvidenze economiche per invalidi civili, ciechi civili e sordi: importi e limiti reddituali per l’anno 2014 (Circolare INPS n. 7/2014)

Ogni anno vengono ridefiniti, collegandoli agli indicatori dell’inflazione e del costo della vita, gli importi delle pensioni, assegni e indennità che vengono erogati agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordi e i relativi limiti reddituali previsti per alcune provvidenze economiche.

Nella tabella che segue sono indicati gli importi in euro, confrontati con quelli del 2013.

Tipo di provvidenza

Importo

Limite di reddito

2013

2014

2013

2014

Pensione ciechi civili assoluti

298,33

301,91

16.127,30

16.449,85

Pensione ciechi civili assoluti (se ricoverati)

275,87

279,19

16.127,30

16.449,85

Pensione ciechi civili parziali

275,87

279,19

16.127,30 

16.449,85

Pensione invalidi civili totali

275,87

279,19

16.127,30

16.449,85

Pensione sordi

275,87

279,19

16.127,30

16.449,85

Assegno mensile invalidi civili parziali

275,87

279,19

4.738,63

4.795,57

Indennità mensile frequenza minori

275,87

279,19

4.738,63 

4.795,57

Indennità accompagnamento ciechi civili assoluti

846,16

863,85

Nessuno

Nessuno

Indennità accompagnamento invalidi civili totali

499,27

504,07

Nessuno

Nessuno

Indennità comunicazione sordi

249,04

251,22

Nessuno

Nessuno

Indennità speciale ciechi ventesimisti

196,78

200,04

Nessuno

Nessuno

Lavoratori con drepanocitosi o talassemia major

495,43

501,38

Nessuno

Nessuno

Cosa pensa il cittadino?

Pensa alle pensioni d’oro che raggiungono la vetta di 90 mila euro al mese, pari a circa 3 mila euro al giorno e sono circa 100 mila e costano allo Stato più di 13 miliardi all’anno erogate dall’INPS, che sono una vergogna sempre più che si abbatte sul mondo della realtà e della sofferenza popolare costretto a conoscere cosa si può desumere dei privilegi ed “altro” della Politica con P maiuscolo.

Ancora una volta domandiamo e ci domandiamo il perché non avviene un aggiornamento degli assegni di assistenza al mondo dei ciechi, degli invalidi, dei sordi, dei sordomuti che non vivono, ma sopravvivono all’andamento della crisi economica, al rialzo del costo della vita e del vivere quotidiano?

Le notizie emanate dal Decreto Ministeriale del “fare” è insulto verso i cittadini ai quali si chiedono continuamente dei sacrifici e cosa peggiore si dimentica del mondo di quanti portano nel loro corpo e nello spirito gli attimi di una sofferenza incalcaolabile!

E con le parole del Beato Giovanni Paolo II: “ Andiamo avanti con speranza !”

Previte

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

FIRMATE, se credete opportuno per il bene comune, QUESTE PETIZIONI!

FIRMATE, se credete opportuno per il bene comune, QUESTE PETIZIONI!

cxs1Cari Amici Cattolici e non Cattolici,

ci rivolgiamo alle persone di buona volontà ad aderire e firmare le Petizioni qui evidenziate, nella consapevolezza di poter agire verso noi stessi e verso gli altri nell’ottica di un ben-essere collettivo.

Grazie.

[email protected]

Le Istituzioni continuano nel silenzio e nel disinteresse a non considerare la malattia mentale quale urgente priorità di questo grave disagio sociale, nonostante i numerosi episodi di follia quotidianamente raccontati dai mass media e sui tagli alla bistrattata Sanità Pubblica.

Quella dei malati mentali, dunque, continua ad essere una piaga sociale, per risolvere la quale non bastano le sole parole e siamo in attesa di poter valutare e capire nei dettagli le misure di sostegno all’economia che il Governo si appresterebbe a presentare e che il Paese attende di conoscere, poggiando lo spending review sulla testa di questi “desaparecidos della n/s civiltà”.

L’etica del sistema democratico dovrebbe trovarsi là dove sono tutelati i diritti e garantiti i doveri della persona umana da parte delle Istituzioni.

Per mettere in luce la carenza, dopo ben 36 anni dalla chiusura dei Ospedali Psichiatrici Giudiziari, di una legge-delega sulla riforma dell’assistenza psichiatrica in Italia, come quella di una più ampia normativa comunitaria che consenta di uniformare la legislazione di settore in tutti i Paesi della Unione Europea, invito i cittadini a firmare le Petizioni da noi inoltrate fin dal 7 ottobre 1998 e tutt’ora giacenti presso le Commissioni Parlamentari del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.

FIRMATE, se credete opportuno per il bene comune QUESTE PETIZIONI:

http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2014N46103
http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2014N46109

FIRMATE, se credete e se ritiene necessario, per favore,  sollecitate  i Presidenti delle due Commissioni Parlamentari:

 [email protected]

e

[email protected]

Grazie!

[email protected]

Ora è’ in gioco anche la sicurezza dei cittadini! A margine di quanto accade quasi ogni giorno nelle nostre città e nei nostri paesi.

Ora è’ in gioco anche la sicurezza dei cittadini! A margine di quanto accade quasi ogni giorno nelle nostre città e nei nostri paesi.

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Da tempo si va instaurando nel mondo civile l’ aberrante “moda” di uccidere e sconvolgere il mondo dei normali nel ritenere e concedere a tutti la facoltà di uccidere, specie nelle famiglie!

Ancora una volta la rituale “mattanza” si ripete, quasi ogni giorno, dove rabbiosi atti di follia, talvolta di persone in cura per disturbi mentali, aggrediscono persone massacrandole.

I fattacci non ultimi di una lunga serie di film dell’orrore, ribadiscono la necessità di una urgente integrazione legislativa sullo “status” del malato mentale, che una legge (la 180 e 833 del 1978) ha chiuso i “manicomi” e con la sua applicazione ha cosparso la strada di morti e violenze spesso inaudite di ogni genere!

FIRMATE, se credete opportuno per il bene comune, QUESTE PETIZIONI:
http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2014N46103
http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2014N46109

La inadeguatezza della normativa esistente, la cui defezione la constatiamo quasi giornalmente, necessita di quella invocata legge-quadro da noi suggerita al Parlamento con una serie di Petizioni, adeguate ed efficaci che una “burocratica lentezza” che dura da ben 36 anni ed una profonda noncuranza, impediscono il rispetto della dignità del malato e dei suoi legali diritti.

Non vogliamo considerare che quanto pensiamo sia interpretato come pietà verso questi “desaparecidos della nostra civiltà”, ma non possiamo concepire discriminazione che non possono esistere come sistema democratico, ma che sta diventando sistema sociale di libertinaggio, come diceva il filoso russo Lev Tolstoi “gli anarchici hanno ragione in tutto, solo non nella violenza” (I Diari Mosca 1928).

L’Apostolo Paolo dice : “La carità è la corona delle virtù cristiane” e l’Apostolo Giovanni chiarisce che la pietra di paragone della vera carità è la praticità e la concretezza, perciò esorta “Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità” (1 Gv 3,18).

Siamo un ‘Associazione “libera” che non ha né chiede contributi a nessuno, ma abbiamo la convinzione, interpretando l’opinione pubblica, che nessuno deve rimanere insensibile di fronte a queste vicissitudini che offendono la civiltà e l’etica di un popolo: quello italiano!

Non si può sempre e solo “parlare” degli amici a 4 zampe, né di cialtronerie come fa la politica oggi, o volgere lo sguardo verso altre “inutilità”, è essenziale considerare, anche, il genere umano!

Ora è in gioco anche la sicurezza dei cittadini, perché anche quelle povere vittime sono cittadini italiani in primis ed essere umani dopo!

E con le sagge parole del Beato Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza!”(NMI,58).

Previte

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

Siamo quasi in aprile 2014 e gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari sono ancora ”aperti”!

Siamo quasi in aprile 2014 e gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari sono ancora ”aperti”!

DCF 1.0

Il decreto-legge con cui il Ministro della Salute ha proposto al Consiglio dei Ministri la proroga al 1° aprile 2014 la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, dal marzo 2013 al marzo 2014, in attesa che le Regioni realizzano le strutture di ricettività dei ‘malati-reclusi’, oggi quasi fine marzo 2014, il Governo ed il Parlamento non ne “parlano ”.

Lo scorso anno questa “dilatazione” della data di chiusura aveva prodotto una intensa ribellione fra le famiglie di questi “malati reclusi” e fra l’opinione pubblica e come scrissi lo scorso anno ritenevo questa “notizia” un pesce d’aprile, come, pare, avvenga anche quest’anno (dove sono poche le speranze!).

Certamente le famiglie dei detenuti negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari sono ancora oggi turbate, indignate, preoccupate per quella decisione adottata di rinvio della chiusura all’aprile 2014, mentre rimangono inutilizzati, (almeno programmati in quell’epoca) i 272 milioni di euro stanziati per la costruzione di nuove strutture ricettive di tali malati, al posto dei vecchi Opg, salvo che lo spending review ne destini in altro “posto” i 272 milioni di euro e consentire il non sfondamento dal 2,6% / 3% del deficit di bilancio!)

Presidente_NapolitanoA margine di questa anomalia resta ancora molto strano il mancato ‘passaggio’ delle mansioni dall’Amministrazione Penitenziaria al Ministero della Salute per la presa in carico di tali pazienti, cioè dal sistema giudiziario a quello sanitario regionale, tanto che anche il Capo dello Stato Giorgio Napoletano ha detto a suo tempo (non siamo in grado di saperlo se la pensa allo stesso modo oggi 2014) “é inaccettabile e intollerabile per un Paese che si definisce appena civile consentire che queste strutture restino aperte anche solo un giorno in più” ed ancora “estremo orrore in qualsiasi Paese appena civile“ (28 luglio 2011 Sala Zaccari Palazzo Giustiniani Senato della Repubblica).

Resta ancora una aberrante situazione in cui versano i 6 ospedali psichiatrici giudiziari (OPG), dove albergano circa 1500 detenuti dei quali circa il 40% sarebbero dismissibili e con un sovrappopolamento.

Purtroppo si continua a parlare, quasi ogni giorno, imperterriti senza agire con la dovuta urgenza dopo 36 anni dalla emissione della legge 180/1987 che ne aveva stabilito la chiusura di tutti gli Ospedali Psichiatrici ivi compreso quelli Giudiziari, ancora oggi “usati”. Eccome!

Devo sempre ricordare che dal 7 ottobre 1998 assieme all’Opera don Guanella e don Orione abbiamo inoltrato al Parlamento Italiano una Petizione (assegnata col n. 520 alla XII Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica e col n. 714 assegnata alla XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati), con la quale si richiedeva, e tutt’ora viene richiesto, che “sugli attuali Presidi Socio Sanitari – siano essi Ospedali Psichiatrici che “manicomi giudiziari” ancora “aperti” a cura delle Regioni ed entro anni 2 devono essere apportati interventi di ristrutturazione edilizia degli edifici secondo linee moderne confacenti onde neutralizzare i disagi che gli utenti potrebbero subire o provocare. Le opere edilizie devono essere atte ad accogliere non più di 4 degenti per camera”.

Le successive Petizioni ancora inoltrate e non evase, ultime quelle del 18 marzo 2013 tutt’ora giacenti in Parlamento, (col n. 307 e 308 assegnata alla XII Commissione Igiene e Sanità e Commissione Esteri del Senato della Repubblica, col n. 31 assegnata alla XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati), in merito alla riforma delle leggi 180 e 833/1978.

Al punto 11° richiediamo, “una definitiva progettazione per gli ospedali psichiatrici giudiziari, adeguando la normativa penale a quella civile in quanto le due leggi non hanno “distinto” il malato mentale responsabile di atti criminosi da quello relativamente innocuo,” e richiedente la totale chiusura degli OPG che dura da ben 36 anni!

Si deve ricordare che il diritto di petizione, sancito dall’art. 50 della n/s Costituzione, spetta a quivis de populo, cioè ad ogni cittadino maggiorenne ed è un mezzo di collaborazione di tutto il popolo all’opera legislativa esplicata dalle Camere Legislative, perché permette a chiunque di segnalare alle stesse le necessità, le aspirazioni, le esigenze popolari di carattere generale affinché “queste” vi provvedano.

Sono questioni assai complesse e delicate che avvolgono la qualità giuridica, etica, politica, le cui soluzioni sono di competenza delle Camere Legislative, sospinte ma non risolvibili, né da Convegni, Seminari, Rapporti, nè da una “Commissione Parlamentare d’Inchiesta”, né dal Ministro della Salute che in un Messaggio inviato all’Ufficio Nazionale per la Pastorale Sanitaria della CEI, che il 17 marzo 2012 ha tenuto un Seminario sulla Salute delle carceri, spiega “si sta lavorando sui requisiti minimi per le strutture che ospiteranno le persone internate negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, nonostante le difficoltà applicative non trascurabili” (da Romasette 20 marzo 2012).

Gli ospedali psichiatrici giudiziari, dove tuttora sono ospitati i “reclusi”, sono malgrado tutto, seguiti dai centri penitenziari gestiti dall’amministrazione giudiziaria le cui competenze socio-sanitarie dovrebbero passare al Servizio Sanitario Nazionale, la cui piena funzione sarà svolta dal Dsm (Dipartimento di salute mentale), come viene affermato (?) entro marzo 2014.

“E’ pertanto inconcepibile e inaccettabile, a mio avviso, che delle persone in Ospedale Psichiatrico Giudiziario siano costrette a restare in una struttura carceraria perché mancano posti all’esterno“, è quanto emerge nel punto 117 del Rapporto dr.Alvaro Gil-Robles ex “Commissario Europeo per i Diritti Umani” sulla sua visita in Italia 10/17 giugno 2005, CommDH (2005) 9 Strasburgo 14 dicembre 2005.

Le condizioni igieniche vergognose, secondo quel “Documento” della Commissione Parlamentare condotta dall’ex Senatore Ignazio Marino, tra altre anomalie riscontrate, sono in breve: “tre metri quadro” di spazio per ogni detenuto, “acqua ghiacciata da bere sotto il water” “affollamento in stanze ridotte” ed altre “cose” irripetibili, che non abbiamo alcuna difficoltà a ritenerle vere, insomma dimostrano una situazione disumana che il rispetto per cani e gatti resta ed è superiore a quello che avviene in questi lager.

E’ doveroso, necessario, nonché impellente, ricordare che la legge 180/1978, la famosa legge Basaglia priva del Regolamento d’Applicazione, ha voluto abolire i “manicomi”, ha attivato poche strutture residenziali alternative previste dai vari “Progetti-Obiettivi di salute mentale” ed “altro”, ma non ha migliorato le condizioni dei malati, così come la legge 833 (che garantisce l’universalità delle cure ai malati di mente), non ha “chiuso” questi Ospedali Psichiatrici Giudiziari in contrasto con il dettami Costituzionali, contro la stessa legge, contro il Piano Sanitario 2003-2005, contro i vari Provvedimenti Legislativi, che non ha adeguato la normativa penale a quella civile per i 6 OPG, contro ogni logica etica.

Sulla gestione di quest’ultimi è molto interessante il Documento Conclusivo dell’Indagine Conoscitiva del Senato sullo “stato di assistenza psichiatrica in Italia” nei riguardi della medicina psichiatrica penitenziaria dove “né una dimissione forzata, né il mancato invio in OPG risolvono il problema di fondo dei trattamenti di pazienti autori di reati spesso di reati violenti che non sono sovrapponibili per percorso terapeutico, alla restante popolazione di pazienti psichiatrici (Resoconto Sommario n. 312 Senato della Repubblica del 1 febbraio 2006 – Legislatura XIV).

Questo vuol dire che i pazienti dovrebbero essere affidati a personale specializzato per arrivare alla nozione di tutela della salute mentale superando l’accezione di “psichiatria”, in termini di prevenzione e diagnosi precoce destinando il 5% minimo dei Fondi Sanitari, oggi in pericolo!

Purtroppo si continua a dare ampia rilevanza al superamento dei “manicomi”, rispetto alla gravità dei malati sul territorio ed alle priorità, mentre le famiglie, i “malati”, anche quelli in Ospedali Psichiatrici Giudiziari, sono soli e questa situazione urgente ed irrevocabile ha una sua drammatica attualità e riscontri tragici, malgrado il gran clamore, con ipocrisia, che si va instaurando con le sole parole in Convegni Seminari Rapporti Documenti Inchieste, dimenticando che, non solo cani e gatti hanno diritto alla vita, ma anche questi “reclusi” in quanto sono esseri umani !

http://www.news.va/it/news/giornata-del-malato-limpegno-dellassociazione-cris

http://www.agensir.it/pls/sir/v3_S2DOC_A.a_autentication?tema=Quotidiano&oggetto=231632&rifi=guest&rifp=guest

E con le sagge parole del Beato Giovanni Paolo II: ”Andiamo avanti con speranza!”

 Previte

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Per il bene dell’Italia è necessario ridurre le pensioni agli invalidi?

Per il bene dell’Italia è necessario ridurre le pensioni agli invalidi?

New Cabinet in ItalyA seguito del “programma” del Governo Renzi, è necessario ridurre la spesa pubblica!

Fin qui va bene.

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E’ un tempo difficile, dove trovare un equilibrio sembra impossibile” (18 marzo 2014, S. Ecc.za Monsignor Antonino Raspanti, Vescovo di Acireale).

E’ vero!

Se per spesa pubblica s’intende lo spreco degli Enti Pubblici ed i privilegi miliardari di chi “stà in alto loco”, siamo tutti d’accordo e l’iniziativa merita un applauso.

Se invece come viene “ ventilato”, speriamo erroneamente dai mass media, che si prevedono riduzioni per ciechi civili assoluti, per ciechi parziali, per gli invalidi parziali, per i disabili fisici, per gli handicappati psichici, per tutto il mondo della sofferenza e cioè dimezzare le provvidenze economiche, non certamente al top, allora mi si perdoni l’ironia sarebbe una istigazione al suicidio perché la disperazione sarebbe incontenibile e non consentirebbe di ragionare, poiché basterebbe al massimo una settimana per morire di morte naturale!

Siamo democratici, siamo per il bene dell’Italia, ma soprattutto siamo cittadini riuniti come in una unica famiglia e pertanto facciamo appello alle Istituzioni preposte affinché prevalga sensibilità, solidarietà e senso di giustizia.

E con le parole del Beato Giovanni Paolo II: ”Andiamo avanti con speranza!

 Previte

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AGENZIA SIR 14:26 – TAGLI SPESA PUBBLICA:“CRISTIANI PER SERVIRE”, “SEMPRE PER IL BENE COMUNE”

AGENZIA SIR 14:26 – TAGLI SPESA PUBBLICA:“CRISTIANI PER SERVIRE”, “SEMPRE PER IL BENE COMUNE”

testatanew2012

Martedì 18 Marzo 2014

14:26TAGLI SPESA PUBBLICA: “CRISTIANI PER SERVIRE”, “SEMPRE PER IL BENE COMUNE”

“Siamo in attesa di poter valutare e capire nei dettagli le misure di sostegno all’economia che il Governo si appresterebbe a presentare e che il Paese attende di conoscere, ‘poggiando’ la spending review sulla testa di ciechi civili, ciechi assoluti, ciechi parziali, invalidi civili, sordi, disabili fisici, handicappati psichici, drepanocitosi o talassemici major”: lo afferma in una nota sui tagli alla spesa pubblica il presidente dell’associazione “Cristiani per Servire”, Franco Previte. Nel testo chiede “se i tagli alla spesa pubblica inefficiente e se quelli di ‘12 miliardi sulle pensioni d’invalidità e accompagnamento spesi dall’Inps riguardano una ventilata riduzione drastica per le ‘pensioni’ d’invalidità, portandole a circa 279,19 euro, mentre l’indennità di accompagnamento verrebbe ridotta a 504,07 euro”. Dopo aver ricordato che “l’etica nel sistema democratico dovrebbe trovarsi là dove sono tutelati i diritti e garantiti i doveri della persona umana da parte delle Istituzioni”, Previte chiede al presidente del Consiglio d’“interpretare le giuste motivazioni negative che sono nel pensiero della gente soprattutto del mondo della sofferenza, confidando nella sua sensibilità nel prendere in esame quanto supposto, sempre per il bene comune e dell’Italia”.

2014-03-14 16.51.23

Tagli alla spesa pubblica! Anche per il mondo della disabilità?

Tagli alla spesa pubblica!  Anche per il mondo della disabilità?
Ormai l’etica morale nel sistema democratico dovrebbe trovarsi là dove sono tutelati i diritti e garantiti i doveri della persona umana da parte delle IstituzioniTutti sappiamo che il senso più concreto dell’esercizio della democrazia avviene quando vengono eliminate quelle reali disparità che rendono giustizia.Ora l’opinione pubblica, soprattutto il mondo della sofferenza, si chiedono se “ i tagli alla spesa pubblica inefficienti e se i tagli di “ 12 miliardi sulle pensioni di invalidità ed accompagnamento spesi dall’INPS” riguardano la riduzione drastica per le “pensioni” d’invalidità portandole a circa euro 279,19, mentre l’indennità di accompagnamento è ridotta a circa 504,07.
Graziano_Delrio_2012Questo, secondo alcune fonti di mass media, avrebbe detto in una intervista Graziano Del Rio Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, in quanto il debito pubblico è salito a 2089 miliardi di euro ed è opportuno prendere dei provvedimenti.
Siamo in attesa di poter valutare e capire nei dettagli le misure di sostegno all’economia che il Governo Renzi si appresterebbe a presentare e che il Paese attende di conoscere “poggiando” lo spending review sulla testa dei ciechi civili, dei ciechi assoluti, dei ciechi parziali, degli invalidi civili, dei sordi, dei disabili fisici, degli handicappati psichici, dei drepanocitosi o talassemici major!
Queste sono le notizie che vengono lanciate dai mass media.
Sono vere?
renzi1Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, innanzi a queste “necessità”, sperando che i “filtri” La informano, interpretando le giuste motivazioni negative che sono nel pensiero della gente soprattutto del mondo della sofferenza, confidando nella Sua sensibilità nel prendere in esame quanto supposto, sempre per il bene comune e dell’Italia, cosa risponde?

 Previte

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Molte incertezze dopo 36 anni dalle leggi 180 e 833 relative alla malattia mentale. Molte chiacchere, molte parole, ma pochi risultati!

Molte incertezze dopo 36 anni dalle leggi 180 e 833 relative alla malattia mentale.  Molte chiacchere, molte parole, ma pochi risultati!
SenatoCamera
Purtroppo si deve ammettere che il cittadino italiano constata che la malattia mentale è una delle cause di disagio sociale non risolta, anche nel 2014, tempo delle conclamate riforme.

 Invano sono passati 36 anni dall’emissione delle leggi 180 e 833, quelle leggi che hanno disposto la chiusura degli ospedali psichiatrici e gli effetti negativi si riscontrano quasi quotidianamente nonostante la presenza dei Dipartimenti di Salute Mentale, restando invariate le necessità delle vecchie e nuove cronicità che richiedono interventi ad alta protezione socio- sanitaria, soprattutto legislativa.

La paura e l’angoscia aumentano con lo svilupparsi di tragici episodi provocati da menti psichicamente instabili ed al cittadino resta poca fiducia nelle Istituzioni perché non si sente  tutelato.

Cresce, diventa forte e sempre più sentito il bisogno di protezione, di insoddisfazione e delusione per l’assenza di quelle norme legislative che danno al cittadino la sensazione di essere “protetto”.

Sono passati anni e le risposte a quelle ”urgenze”, hanno portato a risultati negativi: molti negativi!

In questi frangenti restano dimenticati quanti drammaticamente “vivono” ora per ora, minuto per minuto vicino al “malato” impotenti, sfiduciati, ma non rassegnati: le Istituzioni non  sanno “sentire”!

Ci aspettavamo che le Istituzioni ed il Governo in carica, in questo proclamato anno di riforme, un impegno sollecito verso la soluzione legislativa, rapida e concreta, come auspichiamo, invitando quanti credono nella forza della solidarietà a sollecitare la Senatrice [email protected]  e l’On. [email protected]  Presidenti delle opportune Commissioni all’esame urgente delle elencate Petizioni :

http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2014N46103
http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2014N46109

Vista la inadeguata attenzione della Costituzione Europea che rimarca la parola disabilità (art. 86), ma che non comprende specificatamente l’handicap mentale, l’Associazione “Cristiani per servire” anche in virtù del principio della sussidiarietà ha inoltrata formale richiesta al Parlamento Europeo con Petizioni per una  Direttiva Comunitaria necessaria e valida in tutti gli Stati membri della Unione Europea.

Questo, anche in considerazione  di una libera circolazione in sicurezza (art. 66) delle persone, sia in Italia come negli altri Stati membri, a fronte dei gravi rischi per i numerosi casi di violenze attuate da persone portatrici di malattie mentali nei confronti di parenti,  passanti o vicini di abitazione.

Allora ognuno si prenda le proprie responsabilità davanti al Paese e all’Europa, responsabilità che provengono dall’emissione e dalla mancata rettifica di quelle infauste leggi che non hanno saputo difendere la dignità dell’uomo” malato.

E con le sagge parole del Beato Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza!

Previte

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2014-03-15 10.40.27