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Il Governo darà risposte concrete, necessarie, urgenti nelle riforme inerenti la disabilità?

Il Governo darà risposte concrete, necessarie, urgenti nelle riforme inerenti la disabilità?

risvegliE’ persona disabile colui/ei che presenta menomazioni di vario genere che gravità nella sfera motoria, è persona handicappata colui/ei che presenta una minorazione psichica.

Sono “svantaggi” che ne condizionano l’inserimento nella vita sociale, ma in quel corpo sofferente è possibile riconoscere un segno che incarna il dolore, evoca la fragilità e denuncia il limite di condizione umana: tutte necessità di riforme, di vere riforme, nell’era delle riforme tanto declamate ed auspicate!

La vicinanza fra le due “difformità”, che abbiamo sommariamente descritte, non deve essere solo di assistenza materiale che coinvolge l’aspetto di problemi di vita sociale, ma comporta la difesa della dignità dell’uomo sofferente, della persona bisognosa più di altra dove spesso le iniziative separate, non coordinate, sono totalmente inefficaci e tali da considerare queste “persone” morti sociali.

Bisogna, quindi, combattere la cultura dell’assistenzialismo che ghettizza tutto il mondo della disabilità, introducendo la cultura del prevedere e provvedere per ogni sua necessità ed urgenza.

Quel quotidiano catastrofismo, quel rinnegare col silenzio ogni diritto ed aiuto morale, quel continuo diverbio politico allontana ogni possibile intervento sulla persona “malata” e concentra in un sordido egoismo ogni interesse in perfetta antitesi con il senso della solidarietà e della fratellanza.

La società sta perdendo la fiducia nelle Istituzioni, perché queste hanno forse dimenticato che le ingiustizie sociali hanno spesso originato eversione da precisi codici etici!

Una piccolissima speranza è rimasta in noi dopo aver presentato al Governo Berlusconi il 17 aprile 2005 nella Sala Verde di Palazzo Chigi in occasione della “ Giornata della Depressione” un mio progetto di possibile attuazione verso i malati psico-fisici che si ritiene necessari ed urgenti, il cui esito non è stato recepito con quell’urgenza che è assolutamente necessaria, ancora oggi giugno 2014, condensate nelle n/s Petizioni col n. 308 al Senato della Repubblica e col n.31 alla Camera dei Deputati  del 18.3.2013:

1)  Eventuale costituzione di un Fondo Speciale Economico (Dopodinoi);

2)  possibile attivazione della ricerca scientifico-farmacologica sulle malattie mentali;

3)  aggiornamento assegni di assistenza;

4)  deducibilità dal reddito complessivo agli effetti IRPEF delle spese socio-alberghiere;

5)  riforma Ospedali Psichiatrici Giudiziari, chiusura, ancora, rinviata al 31 marzo 2015;

6)  proibizione della terapia elettroconvusionante e braccialetto elettronico;

7)  aumento posti letto negli Enti Ospedalieri per ricoveri in cura malattia mentale e TSO;

8) riqualificazione Operatori Sanitari ;

9) nelle strutture residenziali esistenti, spazi verdi per una assistenza moderna e funzionale.

renzi_homeSignor Presidente del Consiglio dei Ministri, Signori della Politica, Signori Parlamentari saranno tenuti nella migliore considerazione queste realtà? Le anela il mondo della disabilità, le vuole le famiglie di questi sventurati, lo vuole sperare e soprattutto credere la pubblica opinione!

aGiovanni Paolo II003aE con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: “ Andiamo avanti con speranza !”

Previte

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

Affettività, sessualità, sterilizzazione? A margine del XII Convegno “Amore & Vita. Questioni di cuore e di ragione” (Roma 23 maggio 2014 Associazione Nazionale Scienza Vita). Il “vivere“ della malattia mentale su questi desaparecidos della nostra civiltà.

Affettività, sessualità, sterilizzazione? A margine del XII Convegno “Amore & Vita. Questioni di cuore e di ragione” (Roma 23 maggio 2014 Associazione Nazionale Scienza Vita). Il “vivere“ della malattia mentale su questi desaparecidos della nostra civiltà.

S&VMolte domande si pongono i parenti dei disabili fisici e degli handicappati mentali, spesso “disperati”, ma le risposte richiedono molta cautela data la loro importanza, che sono state espresse in quel Convegno.

 Il mondo d’oggi è carico di materialismo, di edonismo e di erotismo più sfrenato e tutto ciò forma un substrato privo di un fondamento morale che non ci stupisce più, ma ci amareggia il constatare che una realtà sociale come “quella” in cui vive il mondo della disabilità, specialmente quello inerente i sofferenti psichici, argomento che desideriamo vagliare, trova disinteresse e silenzio in “questa” solidarietà sociale.

Cerchiamo di esaminare, con molta umiltà e brevità, quegli aspetti che abbiamo indicato nel titolo di questo nostro “dire”, pur tuttavia, devono indurci a riflessioni, perché la defezione e la inadeguatezza della legislazione vigente (legge 180 e 833 del 13 maggio 1978) non considera questi aspetti di vissuto, perché si tratta di un argomento molto impegnativo e sicuramente meritevole di grande attenzione sul piano non solo sociale, ma anche morale e legislativo.

Affettività e sessualità è una condizione delicata e difficile da spiegare, specialmente quando vengono ipotizzate, da parte dei parenti dei malati psichici, relazioni durature che possono sfociare, anche, nel matrimonio.

Il problema è vasto e la sua intrinseca sostanza umana e sacramentale la lasciamo alla teologia.

Però ricordiamo che nella Dottrina Cattolica il matrimonio viene considerato come comunione di tutta la vita ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione ed educazione della prole, elevata da Cristo Signore alla dignità di Sacramento.

Da ciò ne consegue l’unità e l’indissolubilità del matrimonio che lo pone in essere ilconsenso e la volontà in cui l’uomo e la donna si danno e si accettano reciprocamente con un patto irrevocabile.

Viene da porsi una domanda: può essere in condizione di valutare questo “atto” il livello intellettivo e volitivo l’handicappato mentale consapevole e responsabile al consenso? Inoltre l’eventuale prole non ricade poi sulla famiglia e sulla società?

Viene spontanea un’altra domanda per l’uomo e nel caso in cui una donna handicappata rischia di essere  violentata, è lecito usare metodologie di sterilizzazione anche per frenare la diffusione di handicap genetici?

Questo metodo contraccettivo è stato dichiarato un fatto grave nel 1994 dal Parlamento Europeo ritenendo che “…ferite irreversibili non devono essere apportate alle capacità riproduttive degli individui sofferenti di turbe mentali”, concetto ribadito dall’art. 3 della “Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea”.

Allora è lecito praticare l’aborto senza consenso?

Qui comincia un’altra duplice difficoltà. La sterilizzazione o l’aborto non sono forse una precisa menomazione ed una coercizione della persona, della sua libertà, della sua dignità, senza che “l’ammalato psichico” possa esprimere la sua volontà?

Certamente non si risolve il problema della sessualità di un portatore di handicap psichico con la sterilizzazione o l’aborto.

Questa problematica può essere affrontata e risolta, a detta degli “addetti ai lavori”, con apposite terapie e con l’aiuto di personale preparato.

Và colpito il fenomeno clandestino, se esiste,della sterilizzazione con controlli appropriati nelle famiglie e nelle strutture pubbliche e private.

Ma allora come si possono risolvere questi problemi?

La risposta può darla, ripeto, la teologia morale e l’applicazione và esercitata dai consultori familiari, meglio se di ispirazione cristiana, educando il soggetto nella sfera della sessualità e nelle manifestazioni degli affetti.

I diritti umani e civili di queste persone vanno difesi con una legge-quadro di riforma dell’assistenza psichiatrica auspicata dalla nostra Associazione dal 7 ottobre 1998 assieme all’Opera don Orione e don Guanella e rinnovata sempre, ultima il 18 marzo 2013 col possibile provvedimento legislativo incarnato con Petizione, a mio nome, giacente col n. 31 presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati e col n. 308 alla XII Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica.

Questo lato etico del problema malattia mentale, è di drammatica attualità e gli eventi quotidiani ne sono ampiamente costanti testimoni.

Previte

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Astensionismo o disinteresse: segni molto significativi nelle recenti elezioni europee!

Astensionismo o disinteresse: segni molto significativi nelle recenti elezioni europee!

astEra prevedibile, quasi certo, l’alto tasso di astensionismo ed il disinteresse verso la politica (57,22% contro il 65,87%), sono stati, indubbiamente, i “temi” che hanno indotto i cittadini a “saltare” i seggi elettorali in queste “europee”.

Questo deficit di partecipazione sono lo specchio della ormai crescente sfiducia nei confronti non solo della Politica e dei Politici, ma anche e soprattutto nei confronti delle Istituzioni, anche Europee, perché è carente lo spirito di sinergie in favore del bene di tutti, o dir si voglia, del bene comune .

elezioni-europee-2014-634x396Questo risultato negativo, ormai divenuto spesso e decisionale nelle votazioni elettorali politiche, risiede nel constatare che sono sempre vane le speranze di vedere una società migliorata e non “recalcitrante”; sono il segno intangibile di quanti, politici e governanti, non ascoltano la voce della gente, soprattutto della povera gente, degli anziani, dei pensionati, dei disabili fisici, degli handicappati psichici, insomma di tutto il mondo sociale e della sofferenza che attendono, invano, che le Istituzioni volgano lo sguardo verso queste categorie dimenticate.

Sono il segno ormai molto evidente che ci vogliono due fazioni politiche: un bipolarismo puro! Quando non và uno, passare all’altro: è così che si assicura governabilità!

Potrebbe essere una minoranza che attira verso queste “decisioni elettorali”, cioè dell’astensione o del disinteresse, ma il deficit di partecipazione alle votazioni sono la sfiducia che “cova” da tempo, ripeto, nei confronti delle Istituzioni, dei Partiti e degli stessi avulsi meccanismi di una non efficiente legge elettorale, (che ha lasciato ampi “spazi” a danno, ripeto, del bipolarismo puro), la quale spiana la strada ad uno strano ed ingiustificato “protagonismo politico e sociale”.

E’ augurabile ed auspicabile per il bene della Nazione, che queste “lamentele” arrivano alle orecchie dei Politici e della Politica, perché sono segnali molto evidenti che pur nella loro semplicità possono aiutare a comprendere il quadro sociale, premonitori da non sottovalutare per le prossime elezioni politiche!

image004E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza!”

Previte

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OGGI I FUNERALI DELL’ON.LE INES BOFFARDI “LA PASIONARIA BIANCA”- PRESIDENTE ONORARIO E FONDATORE DI “CRISTIANI PER SERVIRE”

OGGI I FUNERALI DELL’ON.LE INES BOFFARDI “LA PASIONARIA BIANCA”- PRESIDENTE ONORARIO E FONDATORE DI “CRISTIANI PER SERVIRE”

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S. Maria Assunta

 

 

 

 

 

 

 

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E’ mancata all’affetto dei Suoi Familiari, l’ On. Ines Boffardi e che i funerali saranno celebrati nella Chiesa Santa Maria Assunta di Genova-Sestri Ponente oggi venerdì 23 maggio, alle ore 10 .
E’ nota l’azione svolta quale prima Presidente della Confederazione Nazionale Consultori Familiari di Ispirazione Cristiana voluti dalla CEI, dove Assistente Ecclesiastico era don Dionigi Tettamanzi già Arcivescovo di Milano e l’opera svolta quale Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nei due Governi Andreotti dal 30 novembre 1978 al 3 agosto 1979 con la delega per “La Condizione Femminile”, divenuta poi, ex “Commissione per le Pari Opportunità alla Presidenza del Consiglio dei Ministri” ed attualmente ex “Ministero delle Pari Opportunità”.
E’ stata sempre in difesa del mondo della disabilità. […] Giovanni Paolo II002

 

E’ VENUTA A MANCARE ALL’AFFETTO DEI SUOI FAMILIARI L’ON. INES BOFFARDI

E’ VENUTA A MANCARE ALL’AFFETTO DEI SUOI FAMILIARI L’ON. INES BOFFARDI

199Mi permetto comunicare che è mancata all’affetto dei Suoi Familiari, l’ On. Ines  Boffardi  e che i funerali saranno celebrati nella Chiesa Santa Maria Assunta di Genova-Sestri Ponente venerdì 23 ore 10.

E’ nota  l’azione svolta quale prima Presidente della Confederazione Nazionale Consultori Familiari di Ispirazione Cristiana voluti dalla CEI, dove Assistente Ecclesiastico era don Dionigi Tettamanzi  già Arcivescovo di Milano.

andreotti-papa.jpg_415368877E l’opera svolta quale Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nei due Governi Andreotti dal 30 novembre 1978 al 3 agosto 1979 con la delega per “La Condizione Femminile”, divenuta  poi, ex “Commissione per le Pari Opportunità alla Presidenza del Consiglio dei Ministri” ed attualmente ex “Ministero delle Pari Opportunità”.

Ringrazio a nome della Famiglia per quanti partecipano a questo triste evento.

Franco Previte, Segretario On. Boffardi

[email protected]

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getFoto.aspONOREVOLE INES BOFFARDI.   Curriculum vitae.

Nata a Genova – S. P. D’Arena il 16.9.1919 ha sempre risieduto a Genova-Sestri in casa d’affitto.

Proveniente da una famiglia d’operai, decima di undici figli, ha sempre lavorato nella sua veste pubblica a contatto con la realtà quotidiana della sua gente.

Presidente dell’Azione Cattolica, ha insegnato per dieci anni nell’Istituto “Giannina Gaslini” di Genova quale Educatrice del Fanciullo Ammalato. Propagandista Diocesana dell’Azione Cattolica di Genova.

Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica. Tessera cospirativa della Democrazia Cristiana 1944, ha preso parte alla lotta della Resistenza nei SAP in Liguria.

Dal 1946 Consigliere Comunale e dal 1951 al 1969 Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Genova, risultando sempre seconda dopo il Sindaco.

Medaglia d’Oro conferita dal Consiglio Comunale per più di 20 anni di attività al servizio della Città.

Medaglia d’Argento conferita dal Ministero di Grazia e Giustizia.

Deputato al Parlamento Italiano dal 1960 al 1983 per la Democrazia .Cristiana dalla 5° Legislatura e componente delle Commissioni Lavoro/Previdenza Sociale, Igiene Sanità.

Ha presentato numerose proposte di legge (molte delle quali approvate) in difesa della vita, famiglia, consultori familiari, casalinghe, scuola, lavoro, condizione femminile, servizi sociali, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, categorie protette.

Nominata Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri “per la Condizione Femminile” dal 30.11.1978 al 3.8. 1979 nel IV° e V° Governo Andreotti.

Ha svolto un lavoro molto complesso che istituzionalmente non ha precedenti in Italia.

La nomina della On. Boffardi quale “Sottosegretario di Stato della Condizione Femminile” (del quale Ufficio sono stato Direttore di Sezione, capo della Segreteria, Segretario particolare), fu posto come momento di coordinamento, omogeneizzazione e stimolo dei diversi interventi che per competenza istituzionale ogni singolo Ministero naturalmente svolgeva in merito alla condizione femminile in grado di controllare l’attuazione delle leggi esistenti e di ottenere interventi tempestivi sui temi di occupazione femminile, dei quali oggi se ne sentono i benefici (almeno in parte).

Ha sempre sostenuto le “quote rosa” nelle responsabilità pubbliche in difesa della donna sia in Italia che nel campo Europeo ed ogni volta che si presentava l’occasione, soprattutto per la difesa dei deboli, era molto “feroce”, ma con dignità, verso l’operato non solidaristico del Ministro competente e verso il Presidente Andreotti, con toni liberi,vigorosi, taglienti.

dott.previte5Presidente Nazionale della Confederazione Consultori Familiari d’Ispirazione Cristiana incarico assegnatole dalla Conferenza Episcopale Italiana, dove Assistente Ecclesiastico è stato don Dionigi Tettamanzi, già Arcivescovo di Milano con il quale ha sempre avuto uno scambio di pensiero e di idee, come quelle assai frequenti con il Santo Papa Giovanni Paolo II, che La stimava moltissimo.

Giovanni Paolo II002

Presidente della Federazione Consultorio Familiare Ispirazione Cristiana Liguria di Genova.

E’ stata Consigliere Regionale della Regione Liguria. Assessore al Personale ed Assessore al Bilancio e Programmazione Economica della stessa Regione.

cxs1Presidente Onorario e Fondatore dell’Associazione “Cristiani per servire”, un Movimento cattolico di solidarietà e carità, di cui oggi sono il Presidente, che ispirandosi alla Dottrina Sociale della Chiesa intende portare il proprio contributo alle attese della gente e del bene comune.

Previte

Segretario On.le Boffardi

[email protected]

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Riflessione

Quel  grande impegno sociale.

Un giorno San Giovanni Bosco disse: “un Sacerdote quando muore và nel posto dove è riuscito a condurre le anime che gli sono state affidate quando erano in vita e se le ha guidate verso il Paradiso, andrà con loro.”

Questo aneddoto vuole risaltare la capacità e la volontà di evangelizzazione cui sono chiamati i Sacerdoti.

dott.Previte9Abbiamo perduto nell’Onorevole Ines Boffardi soprattutto una persona umana, che come tale è sempre presente e facciamo fatica a renderci conto che davvero la Sua presenza terrena ci ha lasciati.

Nella sua lunga attività politica e legislativa non ha mai fatto discriminazioni di sorta, ma guardato unicamente al bisogno ed alle necessità della gente, soprattutto quella povera e della loro dignità.

Ogni lotta per il trionfo della giustizia e della verità l’hanno sempre trovata in prima fila per far valere i principi umani, democratici e cristiani.

Essa è stata un’ esempio di cristianità nella difesa della Fede, con una formidabile forza morale, perché aveva un’ideale da conservare e trasmettere: l’onestà.

E se ha guidato la Sua vita verso questo obiettivo, arriverà nel posto migliore, come quel Sacerdote che dopo aver guidato bene il suo “gregge” verso il Paradiso andrà con loro.

Essa ci ha insegnato ad amare la nostra terra in maniera profonda, ma nel contempo ed in casi di necessità essere critici in quanto dobbiamo migliorarla tutti insieme.

Essa ci ha insegnato a guardare in alto e tanto alto che sempre in alto verrà apprezzata sempre più la sua persona.

Parlagli era ogni volta un’esperienza ineguagliabile perché era molto pratica nella scendere nelle necessità della gente, senza far risaltare il Suo “peso politico” il Suo “peso istituzionale” il Suo “peso personale” e sempre dando un consiglio, un intervento, una parola d’incoraggiamento con il Suo sorriso.

“L’essere diventata Sottosegretario”, amava dire, “non ha mutato assolutamente il mio modo di vivere, né di agire. Combattevo prima ed ho combattuto dopo quale portavoce delle donne presso il Parlamento ed Governo suggerendo al Presidente del Consiglio Andreotti tutte le proposte legislative ed illustrando esigenze ed aspettativa del mondo femminile”, di quello della disabilità e della sofferenza!

Ha ritenuto sempre Suo dovere di cattolica portare il Suo piccolo mattone per costruire il tempio della libertà e della democrazia che tutti noi possiamo ammirare e godere, malgrado le inevitabili divergenze che avvolgono la politica oggi 2014.

Il migliore riconoscimento è la solidarietà che dimostrava con i fatti, l’aiuto, la sincerità verso la povera gente, specie verso la Sua Sestri Ponente, dove ripeto, ha sempre abitato, la Sua Genova, la Sua Liguria: l’Italia.

Ed io ne sò qualche cosa per esserTi stata vicina da sempre: quale Tuo devoto collaboratore, quale “braccio destro e sinistro” “anima bianca o nera” come spesso dicevi alle persone che contano.

Sono sicuro che Tu nella vita hai avuto tante dimostrazioni di affetto e di stima proprio per il Tuo innato altruismo e per l’affetto verso la gente, facendoci capire che non c’è cosa al mondo migliore della solidarietà concreta quando se ne presenta l’occasione.

Era questa la Sua forza!

Ricordiamo tutti la Sua serenità d’animo, dove si “sentiva la presenza di una Fede Cattolica, vera, naturale, inscindibile che l’ha sempre guidata anche in momenti peggiori. E ne ha avuto!

Mai come in questi giorni ho capito che la Sua presenza non ci abbandona se non dimentichiamo, se avremo la capacità di non cadere nelle piccolezze e nevrosi politiche che gli erano estranee.

Ricordo l’amarezza quando lasciò il Partito e non il credo politico, perché non condivideva le “storture” ed il resto…! Me lo ripeteva al telefono quasi ogni settimana, chiamandomi in Sicilia (anche di notte) dove abito.

Con orgoglio posso dire senza tema di smentita: la presenza dentro di noi per meglio agire, per fare di più come Lei che ci ha sempre voluti tali ed insegnato.

Quando incontreremo qualcuno che non ha il coraggio, la forza o la volontà di continuare nell’onestà politica, raccontiamogli di Lei, la “pasionaria” (come la chiamava il Presidente Pertini), ma anche del cuore di quella Donna che era accettata dalla povera gente, da questa gente ligure e soprattutto sestrese che nel silenzio esprime la sua gratitudine ed il suo cordoglio.

Ma in quel cuore, ripeto, c’era la forza della Fede, l’amore per i familiari, per Carla la nipote prediletta oggi scomparsa, per Andrea Suo nipote che l’ha assistita sempre negli ultimi tempi, c’era la lealtà con gli amici e le segrete confidenze ed amarezze subite che soleva comunicare con il sottoscritto.

Era una donna vera nella sua gigantesca ed umile persona ed è stata esempio, anzi lo è e lo sarà per sempre perché è viva, è nel nostro cuore ed in quello dei suoi amici veri!

205

Dobbiamo guardare avanti: Addio Ines.

 

Previte

(segretario On. Boffardi)

[email protected]

 

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INES BOFFARDI : LA PASIONARIA BIANCA , già membro del Governo Andreotti.

La deputata genovese che non si arrese mai ai “compromessi” dei dirigenti del suo Partito: la D.C., è stata sempre vicina agli ultimi fra gli ultimi: i disabili.

Intervista

Poco prima di essere ospitata per scelta personale nelle diverse Casa di Riposo in Liguria, ho incontrato l’Onorevole Boffardi, circa 4 anni or sono nella sua abitazione a Sestri Ponente (in affitto da circa 65 anni) dove mi ha ricevuto con la solita affabilità di sempre quale suo stretto collaboratore.

cropped-dott_Previte92.jpgL’Onorevole Ines Boffardi ha ricoperto cariche amministrative-politiche nel Comune di Genova (è stata Vice Sindaco con Pertusio e Pedullà, ed anche Assessore all’Assistenza e Spedalità ), in Parlamento quale Deputata dal 1968 per 4 legislature, nei due Governi Andreotti quale Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega “alla Condizione Femminile”, svolgendo un lavoro molto complesso che istituzionalmente non ha precedenti in Italia.

La costituzione di questo Sottosegretariato (nel quale ero Direttore di Sezione e segretario particolare della Boffardi), fu posto come momento di coordinamento dei diversi interventi, che per competenza erano riservati ai singoli Ministeri, in grado di controllare l’attuazione delle leggi esistenti e di ottenere interventi sui temi dell’occupazione femminile in un periodo un po’ turbolento della vita politica di allora.

Onorevole, sei stata la prima donna che istituzionalmente ha ricoperto la carica di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per “la Condizione Femminile”, oggi Ministero delle Pari Opportunità. Quali sono stati i più incisivi risultati?

Appena nominata ho costituito una Commissione di Coordinamento di tutte le Associazioni Femminili in Italia, che poi sarà chiamata Commissione per le Pari Opportunità, di consultazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri che rappresentava l’organo di collegamento ed omogeneizzazione dei diversi interventi per la sensibilità ai problemi femminili e controllo delle leggi. In tale veste in occasione del primo Parlamento Europeo per l’elezione dei deputati, feci fuoco e fiamme per “personalmente raccomandare ai Partiti Politici di includere nelle liste elettorali il maggior numero di donne”. Ricordo che incontrai una evidente opposizione, ma riuscii nello scopo.

Nel Parlamento Italiano ho sostenuto la pensione e assicurazione alle casalinghe, la tutela del lavoro femminile, famiglia, scuola, servizi sociali.

Ricordo che, per la pensione alle casalinghe, non ho trovato consenziente la Commissione Lavoro perché veniva ritenuto che volessi far ritornare la donna a casa. Invece era da considerarsi, com’è nella verità, una tutela  ed un riconoscimento per il lavoro che la donna svolgeva in famiglia.

In tema di uguaglianza, mentre entravano in vigore in tutti i Paesi  Comunitari le due Direttive della CEE mi sembrò indispensabile insistere sulla parità, retribuzione tra lavoratori/lavoratrici e trattamento nell’accesso al lavoro, alla formazione professionale, alla condizione di lavoro,  di carriera, sicurezza sociale e formazione scolastica, in un periodo non facile per l’epoca, tutta pervasa da temi di rivendicazione femminile, anche in sede europea. Per ovvii motivi alla Camera il comunista Giancarlo Paietta mi diede il sopranome di Pasionaria Bianca.

La Tua formazione politica è oggi ammissibile e come giudichi l’attuale classe politica? Perché non Ti sei mai arresa ai Dirigenti della Democrazia Cristiana?

A noi democratici cristiani fecero scuola De Gasperi, Moro e La Pira insegnandoci ad amministrare e non ad odiare, perché amministrare significa prevedere.

Democrazia_Cristiana_attualeCosa penso dell’attuale classe politica? Non penso, constato e non vorrei “vedere” tante divisioni nella politica (destra, sinistra, centro, Mastella, Casini, Buttiglione ed altre formazioni che si fanno scudo della parola “cristiana”), ma “vedere” più fedeltà ai principi e valori cristiani, anche nell’evolversi della società. Per i cattolici in politica esiste solo una ed una sola parola: ”conquistare” il bene comune! Ecco perché non mi sono mai arresa al volere dei Dirigenti della DC.

Cosa pensi del problema dell’aborto ancora dibattuto nell’opinione pubblica?

Sleeping baby girlFaccio subito una premessa: la mia opposizione all’aborto, la volontà di impedire che il ricorso ad esso sia consentito dalle leggi dello Stato, non nasce unicamente da motivi religiosi (anche il Magistero della Chiesa si è costantemente pronunciato contro l’aborto, la “Gaudium et spes” lo condanna senza equivoci), ma se il no all’aborto derivasse solamente da motivi religiosi, spetterebbe ai cattolici dare testimonianza in tal senso nella logica del loro credo.

Quando venne alla Camera dei Deputati in votazione l’articolo che autorizzava l’aborto votai contro, mentre la direttiva Piccoli era per l’astensione.

Il mio no all’aborto ed alla sua liberazione nasce dalla ferma volontà di difendere quel fondamentale diritto: che è il diritto alla vita. L’aborto non è un problema religioso, è il problema della vita, dell’uomo, riguarda il diritto ad essere uomo. Diritto non solo a nascere, ma diritto a vivere. La vita umana è il valore più grande al quale tutti gli altri valori dell’ordine storico sono subordinati. La dignità della vita umana è indivisibile : ciò vale per tutti, per chi può difenderla e per chi non è in grado di farlo. Non è un patrimonio riservato ad alcuni, ma un diritto irrinunciabile di tutti. No all’aborto, quindi, perché contrasta con il fondamentale diritto alla vita. E’ veramente strano e profondamente contraddittorio che in una società  che tende costantemente a riaffermare e difendere il valore della vita (no alla guerra, no alla pena di morte, no al terrorismo) la si neghi poi attraverso il tentativo di costruire un presunto “diritto” di aborto in nome del quale spetterebbe alla madre o tutta al più alla coppia se e a quali condizioni una nuova vita ha il diritto di svilupparsi. Il nuovo essere non è un’appendice del corpo materno o una massa gelatinosa di cui ci si possa e con pieno diritto liberare. Crediamo che legittimare il diritto a decidere della vita e della morte di un essere umano all’inizio del suo processo di pienezza e di sviluppo costituisca non solo una violenza inaccettabile, ma una scelta carica di drammatiche conseguenze sociali. Del resto nella Costituzione Italiana, in quella europea e la Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo adottata dall’ONU il 20 settembre 1959 afferma l’esigenza di tutelare la vita sia prima sia dopo la nascita.

Tu che sei stata Assessore all’Assistenza e Spedalità del Comune di Genova, perché i disabili fisici vengono spesso dimenticati in questa società, che se ne riconoscesse la non discriminazione sarebbe più accettabile!

manifestazione-disabili-7-7-10-3Il mondo civile, o la nostra moderna società, per andare incontro alle esigenze dell’uomo in difficoltà o diversamente abile se da una parte cioè secondo la concezione cristiana  è quello di mettere a disposizione le proprie sinergie o la propria persona, dall’altra è la concezione di ritenere “ogni  persona” ed a pieno titolo “componente”dello stato sociale. Si tratta di due modi paralleli, entrambi importanti e funzionali, a raggiungere lo stesso scopo: cioè la non discriminazione o riconoscere l’uomo autentica persona.

A tale proposito ricordo che in Consiglio Regionale Ligure e quale Assessore al Bilancio votai contro una Delibera perché finanziamenti per le Categorie Protette furono stornati per essere trasferiti alle Fiere!

Infatti vi sono delle difficoltà oggettive che non devono essere nascoste: come i giornalisti “diversamente abili”, molto “lontani” dai teleschermi delle emittenti pubbliche o private! Non è forse , fra altre cose, discriminazione?

Infatti il così detto “modello sociale” auspicato e preventivato dall’Unione Europea è condensato nell’art. 13 del Trattato di Amsterdam che “combatte ogni forma di discriminazione sociale”. Il problema di chi pensa, con una scarsa formazione morale, di “confinare” il disabile non ha e non concepisce il termine di espressione piena della personalità arricchita da capacità di conoscere, scegliere e volere quello che nel contesto sociale appare mezzo di elevazione umana. Tutti noi abbiamo il diritto ad uno sviluppo, ad un completamento, alla pienezza della nostra esistenza, alla necessità anche di sviluppo di una rete di servizi socio-assistenziali, naturalmente nei termini di obiettività, senza discriminazione con l’obiettivo di salvaguardia della salute individuale e del benessere sociale. Se non  teniamo nella dovuta considerazione questo concetto allora non possiamo dire di essere civili, ma  sconfitti della vita!

So che è in atto una campagna di informazione sociale nelle scuole di ogni ordine e grado con l’obiettivo del superamento delle barriere culturali nei confronti dell’handicap.

Ritengo una intelligente iniziativa il far conoscere sin dall’età involutiva a quella più adolescente il valore della vita umana, della vita dignitosa di tutti, come abbiamo detto sopra , un’eguaglianza ed un diritto che deve competere a tutti non in forma retorica, ma nella considerazione che la “persona” umana e la sua dignità devono “abitare” nei vertici dei valori morali e non considerare “soggetti improduttivi” i diversamente abili spesso dimenticati in questa società, come mi hai molto bene ricordato.

L’indifferenza, anche delle Istituzioni, ed il progressivo dissolversi dei valori morali e la ricerca continua del benessere “costi quel che costi” conducono l’uomo a disconoscere la realtà sociale. Lo vediamo tutti nel rissoso clima di antagonismo sociale e nelle diverse manifestazioni ed argomentazioni culturali e politiche (le maratone televisive per la raccolta di fondi per beneficenze od altro). Molto bene!

Sappiamo tutti cosa percepiscono i disabili in termini di pensione, provvidenze economiche che consentono loro a sopravvivere, ma sono continuamente “dimenticati” dalle “leggi finanziarie”!

In analisi, questi provvedimenti economici, vengono ogni anno collegati agli indicatori dell’inflazione e del costo della vita, ma ripeto consente loro una sopravvivenza che costituisce un vero scandalo,che ho sempre contestato in Parlamento (e ci sono i documenti) e che non ho nessuna remora a definire una vergogna.

L’Anno Internazionale 2004 dedicato dall’ONU alla Famiglia doveva essere l’occasione per dimostrare che la civiltà si esplica verso tutti per garantire alle persone diversamente abili un’esistenza libera e dignitosa.

Risulta che tra le iniziative già avviate in questa fase finale della 14° Legislatura spicca la normativa che introduce misure per la tutela giudiziaria dei disabili vittime di discriminazione. Il Disegno di Legge (A.C.4129) assegnato alla 12 Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, si propone di estendere la particolare tutela giurisdizionale, già accordata ai disabili vittime di discriminazioni nel contesto lavorativo, (D.Lgs.216/2003) a tutte quelle situazioni in cui il disabile risulti destinatario di trattamenti discriminatori al di fuori del rapporto di lavoro.

Vorrei, da ultimo ricordare anche la legge 9 gennaio 2004 n. 4 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”, che persegue l’obiettivo di riconoscere e tutelare il diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi, compresi quelli che si articolano attraverso gli strumenti informatici e telematici.

Pur nella consapevolezza che la strada da percorrere è lunga, ritengo che le misure evidenziate costituiscano un passo significativo verso un obiettivo di politiche che abbiano veramente a cuore le esigenze dei portatori di handicap e che possano continuare in miglioramento

Ed in ultimo, ma non certamente in ordine d’importanza, è auspicabile che si possa realizzare omogeneità d’intenti mirati a concetti di solidarietà, perché questi cittadini non solo sono cittadini italiani, ma anche cittadini europei che devono essere unitariamente tutelati pienamente nella loro dignità e nei loro diritti.

Previte

Segretario On. Ines Boffardi

[email protected]

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13:31 – INES BOFFARDI: PREVITE (CRISTIANI PER SERVIRE), “GRANDE FORZA MORALE

“Nella sua lunga attività politica e legislativa non ha mai fatto discriminazioni di sorta, ma guardato unicamente al bisogno ed alle necessità della gente, soprattutto quella povera e della loro dignità. Ogni lotta per il trionfo della giustizia e della verità l’hanno sempre trovata in prima fila per far valere i principi umani, democratici e cristiani”. Così Franco Previte, presidente di Cristiani per servire, ricorda Ines Boffardi, morta ieri a Genova a quasi 95 anni. Boffardi è stata sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri in due Governi Andreotti, dal 30 novembre 1978 al 3 agosto 1979, con la delega per la Condizione femminile. È stata anche la prima presidente della Confederazione nazionale consultori familiari di ispirazione cristiana e fondatore di Cristiani per servire. I funerali saranno celebrati domani nella chiesa Santa Maria Assunta di Genova-Sestri Ponente, alle ore 10. Boffardi, spiega Previte, “è stata un esempio di cristianità nella difesa della fede, con una formidabile forza morale, perché aveva un’ideale da conservare e trasmettere: l’onestà. Ci ha insegnato ad amare la nostra terra in maniera profonda, ma nel contempo ed in casi di necessità essere critici in quanto dobbiamo migliorarla tutti insieme. Ci ha insegnato a guardare in alto e tanto alto che sempre in alto verrà apprezzata sempre più la sua persona”.

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Ma perché si uccide?

Ma perché si uccide?

Caino_Abele_sintesiOrmai è divenuta moda imperante uccidere e non si contano più gli episodi (non è azzardato dire molto frequenti!) dove avvengono ”fattacci” e dove ci scappa il morto od i morti, ma è divenuto molto tragico, dove uccidere è divenuto una consuetudine quasi una “moda”, quello che non sono considerati tragici gli avvenimenti in cui sono protagonisti persone psichicamente malate!

E si!, perché è in aumento una “peste sociale”: l’esaurimento nervoso, ansia, stress, depressione che fanno parte delle malattie psichiche.

49213600cover sick on the jobPer contrastare questi fenomeni, avverte l’OCSE, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Sick onthe job. Myths and realities about mentalo health and work dicembre 2011), perché la malattia mentale sta diventando un problema crescente per la società incidendo gravemente sulla produttività benessere lavoro, bisogna intervenire con programmi di prevenzione precoci che possono limitare l’insorgenza della malattia, specie, fra i giovani .

Perché si chiede il cittadino bisogna intervenire in modo globale?

Behperché forse contano di più: i cani ed i gatti, (che oggi 2014 sono considerati prioritari), gli immigrati che sbarcano allegramente sulle spiagge italiane, senza intervento della Comunità Europea (ma come ci tengono in considerazione!), le vergognose e liti politiche (dove tutti sono contro tutti), il seguire “cose evanescenti”, mentre purtroppo sono in atto scarsi Servizi di prevenzione psichiatrica.

La Sanità Italiana, poi, che occupa tra i Paesi Europei l’ultimo posto, deve la propria situazione deficitaria agli sprechi ed al mal utilizzo delle risorse finanziarie e destina un budget modesto per la psichiatria, pare, il 3,4% del budget , mentre in Tanzania è del 7%, in Australia del 10%, in Inghilterra del 12% in Europa 4,5% / 5%.

E’ una Sanità molto malata e male amministrata e gli avvenimenti quasi giornalieri ce lo confermano .

Inoltre fa “capolino” nella società la scarsa cultura verso le persone anziane, ultimo “grido della moda”, che non ho nessuna remora a definire maltusiana o nichilista (situazioni che conformano pensieri, cancellano prospettive, oscurano orizzonti), se si sviluppano comportano una situazione gravissima in quanto ingenerano nell’opinione pubblica convinzioni devastanti sul piano sociale e diseducative per i giovani, portati a credere che gli anziani altri non sono che un peso inutile, sussistendo quindi, una palese contraddizione con gli sforzi della ricerca scientifica per l’allargamento della speranza di vita.

Tornando alla realtà quotidiana, non vogliamo riportare le notizie recenti in questo mese di maggio 2014 dove ancora una volta si rinnovano quegli episodi tragici, specie in famiglia, che sembrano essere una prassi consolidata, una “licenza di uccidere” e sull’onda dell’allarme sociale ogni volta, con lucida follia, premeditazione, freddezza creando una confusione ed un terribile terrore tra i cittadini.

scontripalermo_img20-400x215Dobbiamo soltanto infinita riconoscenza, solidarietà, gratitudine ai Tutori dell’Ordine, ai NAS dei Carabinieri, ma quanta amarezza pervade nell’opinione pubblica che teme per la propria incolumità!

 

Dobbiamo considerare che questi “misfatti”, queste “disgrazie”, questa “tragedie”, forse, sono da ri-collegare a quella “piaga” che colpisce ormai un quinto dell’umanità di persone che soffrono a causa di disturbi mentali e che nell’Europa dei 27 non ha ancora una Direttiva Comunitaria, cioè un provvedimento legislativo con uguale valenza in tutti gli Stati UE come da noi richiesta insistentemente con Petizioni giacenti da tempo nel Parlamento Europeo.

Ancora una volta dobbiamo ri-tornare sull’allarme derivante da gravi fatti che avvengono quasi giornalmente nelle famiglie e nella società, problema sociale da tempo affrontato nei temi della perizia psichiatrica inerente il “ matto” da trattare in modo diverso dal “normale”, le cui vicissitudini nelle varie articolazioni torna puntualmente di attualità.

Ma tutto questo, però, grandemente preoccupa l’opinione pubblica che teme, giustamente, per la propria incolumità, argomento che abbiamo condensato in una Petizione diretta al Parlamento Italiano il 18 marzo 2013 ancora inevasa!

renzi_homeSollecitiamo le Istituzioni Legislative e soprattutto il Governo Renzi, affinché si adoperino per iniziare l’iter di una legge-quadro di riordino dell’assistenza psichiatrica, richiesta continuamente dal 7 ottobre 1998 fino al 18 marzo 2009 con Petizioni dalla nostra Associazione.

Invece di inutili e dannose litigiosità che non servono a nessuno, ma preoccupano i cittadini per la loro incolumità e per non dover assistere ancora una volta a questi “ sotterfugi” , che non procurano giustizia, ma sanno più di offesa alla dignità ed ai diritti della persona!

Ma a quante morti dobbiamo ancora assistere e su quante coscienze esse peseranno nell’ignobile gara di ipocrisia dove insiste il disinteresse o si cerca di trovare altrove le cause di tutto questo?

I “fattacci” giornalieri saranno sempre i più recenti in ordine di tempo, ma fa tornare alla memoria tristi episodi del passato e non escludono purtroppo in futuro situazioni di analoghi disagi riguardanti l’handicap in genere, specie quello psichico.

Con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza!”

Previte

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

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Nessun Governo “vuole” risolvere la vergognosa situazione in cui vive il mondo della disabilità!

Nessun Governo “vuole” risolvere la vergognosa situazione in cui vive il mondo della disabilità!

Con Circolare n.7/2014 la Direzione Centrale delle Prestazioni, l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, come gestore, eroga prestazioni di natura economica-assistenziale agli invalidi civili totali e parziali, ai ciechi, ai ventesimisti, ai sordi, ai sordomuti, ai lavoratori con drepanocitosi o talassemia major, sprovvisti di redditi personali o di modesto importo.

Le famiglie di questi nostri concittadini sono molto preoccupate per la carenza d’interventi di natura legislativa e sanitaria, fin qui non pervenuti, ma soprattutto quelli che riguardano l’andamento economico, mentre la vita economica sociale si fà sentire . Eccome!

Si è chiuso un “ciclo politico” senza dubbio caratterizzato dal mancato raggiungimento di tappe o traguardi significativi, mentre ora si è aperto un “nuovo scenario” con enunciate prospettive di grande interesse, che ci auguriamo non siano nel segno della continuità di quelle sinergie negative fin oggi raggiunte, ma sopratutto dalle condizioni sociali e legislativi in cui si trovano i disabili fisici e gli handicappati psichici.

Nel momento in cui, ci dicono, che la nostra economia fa acqua da tutte le parti, il nostro status sociale è in “ebollizione”, la nostra Patria continua ad essere terra delle contraddizioni, terra martoriata dalle tante parole e vicissitudini, dove ogni giorno fanno capolino “problemi”, che non vengono risolti a causa di una mancata programmazione di priorità.

Ci domandiamo perché?

Non vogliamo che il nostro dire sia male interpretato, né considerato che “provenga” da una colorazione più o meno politica, lungi da noi perché la partitocrazia e la politica divide, mentre il buon senso, invece, dovrebbe accomunare.

Mentre diminuisce la speranza per giorni migliori, ecco che la Politica ci predica e ci ammannisce le più belle parole e ci vogliono insegnare il significato ed il sentimento della solidarietà.

Solidarietà umana verso tutto e tutti, mentre qualche padre di famiglia si suicida per la disperazione, per la fame, per la situazione occupazionale, mentre qualche altra persona ruba al supermercato per necessità o perché l’importo della sua pensione non è all’altezza delle necessità, ecco che la Politica non dice nella urgenza di spending review, cioè di risparmio pubblico, quanto paga o ha pagato la “casta?

Si la casta politica?  Quanto guadagna non si sà,oppure non ce lo vogliono dire!

Noi non siamo contrari a quei principi di solidarietà umana, non siamo contrari a principi e valori morali, non siamo contrari ad iniziative di dignità sociale e civile, ma siamo dell’opinione che la legge è uguale per tutti e non per pochi!

Siamo semplicemente perplessi, frastornati, anche indignati per come ci vengono prospettati i “ problemi”, per come e con quale leggerezza non vengono affrontate situazioni che fanno accapponare la pelle anche ai più “incalliti” possessori di sangue freddo.

Perplessi perché a volte vengono propinate soluzioni che non ci convincono!

Ed allora fermo restando le nostre perplessità, convinti che sia giusta una significativa e marcata solidarietà nonostante i tanti problemi economico-sociali e fiscali che ci attanagliano, tuttavia sorge spontanea una domanda: perché chi siede in “alto loco” anziché predicare non dà in prima persona il buon esempio di pratica solidarietà?

Gli italiani di questi atteggiamenti di stimolo e di solidarietà ne hanno visto pochi, per non dire niente: il buon padre di famiglia prima di sacrificare i figli sacrifica se stesso!

Gli atti umanitari d’urgenza e che riteniamo di assoluta priorità, come quelli che leggiamo, vanno materializzati e lo vogliamo ricordare alla Politica col “P” maiuscolo.

Non siamo né razzisti, né qualunquisti: siamo soltanto obiettivi e realisti!

E con le parole del Santo Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza” !

Previte

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

Per un vivo ricordo alla Politica ed ai Politici :

nella tabella che segue sono indicati gli importi in euro, confrontati con quelli del 2013.

Tipo di provvidenza Importo Limite di reddito
2013 2014 2013 2014
Pensione ciechi civili assoluti 298,33 301,91 16.127,30 16.449,85
Pensione ciechi civili assoluti (se ricoverati) 275,87 279,19 16.127,30 16.449,85
Pensione ciechi civili parziali 275,87 279,19 16.127,30  16.449,85
Pensione invalidi civili totali 275,87 279,19 16.127,30 16.449,85
Pensione sordi 275,87 279,19 16.127,30 16.449,85
Assegno mensile invalidi civili parziali 275,87 279,19 4.738,63 4.795,57
Indennità mensile frequenza minori 275,87 279,19 4.738,63  4.795,57
Indennità accompagnamento ciechi civili assoluti 846,16 863,85 Nessuno Nessuno
Indennità accompagnamento invalidi civili totali 499,27 504,07 Nessuno Nessuno
Indennità comunicazione sordi 249,04 251,22 Nessuno Nessuno
Indennità speciale ciechi ventesimisti 196,78 200,04 Nessuno Nessuno
Lavoratori con drepanocitosi o talassemia major 495,43 501,38 Nessuno Nessuno

Nella Costituzione Italiana cosa sono i Partiti Politici?

Nella Costituzione Italiana cosa sono i Partiti Politici?

cosLa Costituzione Italiana, nel Titolo IV°, Rapporti Politici, riconosce esplicitamente il ruolo dei Partiti Politici quando afferma all’art. 49, che “tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in Partiti per concorrere in modo democratico a determinare la politica nazionale”.

A seguire quanto viene disposto da questo importante Documento, si desume che:

1.) la formazione dei Partiti è libera: infatti ogni Partito ha diritto di cittadinanza nello Stato Italiano qualunque sia l’ideologia, con limite a tale libertà, specificato dall’XII delle Disposizioni Transitorie della Costituzione, della riorganizzazione del Partito Fascista;

2.) la repubblica si fonda sul pluralismo dei Partiti, infatti nell’art. 49 della Costituzione implica che sarebbe inammissibile un regime a Partito Unico;

3.) ai Partiti è riconosciuta la funzione di determinare la politica nazionale, nella concorrenza democratica tra di loro;

4.) i Partiti devono rispettare il metodo democratico.

Per “metodo democratico e nella concorrenza democratica“ viene definito il principio per cui la minoranza deve rispettare le decisioni della maggioranza, od il contrario, ma in evidente piena libertà di agire, con tutti i mezzi pacifici, per diventare a sua volta maggioranza ed assumere la guida del Paese.

Da questo si arriva a considerare che è proprio nel metodo democratico la possibilità dell’alternanza pacifica al potere tra maggioranza e minoranza.

Ma esiste in Italia questa alternanza nell’anno di grazia 2014?

SIMBOLI-PARTITI_NAMINGiDal punto di vista giuridico i Partiti Politici in Italia sono organizzazioni private che godono dell’ampia libertà d’azione.

Non sono, quindi persone giuridiche e pertanto non dovrebbero essere sottoposti ai controlli statali che il codice civile prevede per tali Enti.

Fatta questa umile disquisizione, dobbiamo entrare nella formulazione di queste “entità” nella realtà storica anche di questa nostra Italia sbilanciata da ogni sorta di impedimenti e di avversità.

La prima è quella di considerare: un qualunque Governo, dal dopoguerra 40/45, ha mai terminata la propria Legislatura? La risposta è negativa, perché questo non è mai avvenuto !

La seconda nelle ultime elezioni amministrative, considerato l’aumento dei cittadini chiamati alle urne, il numero dei cittadini che non si sono presentati al seggio elettorale sono stati molti ! Troppi !

La terza l’intervento dei cittadini nelle elezioni politiche ed amministrative, da qualche tempo, si è trasformata da voto di investitura in voto di indirizzo? La risposta è negativa in quanto la legge elettorale, in auge non concede al cittadino di scegliere le persone a cui affidare il mandato elettorale.

costituCosa bisogna fare dal momento che “vivono” in Italia molti Partiti per arrivare ad una governabilità?

Il problema principale in un Ordinamento fondato sul consenso e sulla collaborazione dei cittadini per raggiungere le condizioni di equità (in primo luogo fiscale !) consiste nella coscienza dei doveri verso lo Stato, ma deve essere pari a quella dei diritti, il cui adempimento è condizione necessaria, anche se non sufficiente, per corrispondere alla scelte della Costituzione che dipende dalla lealtà dei cittadini ed anche dello Stato per garantire, in tempi nuovi e considerare la realtà sopra descritta, assicurando una governabilità.

In una parola, secondo noi è necessario, anzi urgentissimo, riformare la legge elettorale onde consentire in sole due fazioni politiche la “lotta” per la governabilità del Paese, quindi necessario, dato i trascorsi tempi politici negativi, in un bipolarismo puro: quando uno non và, passare all’altro!

Solo così, sperando temporaneamente, si può risolvere la crisi politica. Ma si deve risolvere e non avere una pletora di Partiti sorti all’ultimo momento, che a parte la nullità di voti, sono una restrizione e contrizione alla governabilità! Il tempo trascorso ce lo testimonia!

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza!

Previte

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

DTBhttp://www.reginamundi.info/dontoninobello/sobrieta-letteraaipolitici.asp

A margine della Marcia per la Vita, dove rispettare il diritto inviolabile alla vita resta quello dal concepimento alla morte naturale.

A margine della Marcia per la Vita, dove rispettare il diritto inviolabile alla vita resta quello dal concepimento alla morte naturale.

mxvMigliaia di fedeli, circa 40 mila, si sono riuniti domenica 4 maggio 2014 a Roma per “Marcia nazionale per la Vita“.

Ai partecipanti è giunto il saluto all’Angelus di Papa Francesco, che ha espresso “pieno sostegno” agli sforzi di tutti coloro che lavorano perché il diritto umano fondamentale alla vita “riceva una protezione legale adeguata”, con l’auspicio che la manifestazione “possa suscitare un maggiore rispetto per il diritto inviolabile alla vita di ogni persona , dal concepimento fino alla morte naturale”.

GvxxiiGPIIQuesta Marcia per la Vita assume un significato particolare nell’anno della canonizzazione di Giovanni XXXIII e di Giovanni Paolo II, due Papi che hanno posto la famiglia al centro delle loro preoccupazioni pastorali.

Un’attenzione portata avanti da Papa Francesco che alle sfide della famiglia oggi ha deciso di dedicare due Sinodi nel messaggio per l’occasione, in cui ricorda lo stretto legame tra il tema della famiglia e quello della vita .

“Le famiglie”, ha continuato Papa Francesco “ci danno la vita, ci mantengono in vita e ci danno la migliore ragione per vivere, anche nelle prove. Esse sono vere scuole di vita!”, ribadendo il “valore inestimabile della vita umana” ed il “ruolo primordiale che la famiglia gioca nel trasmettere la fede e far rispettare la vita”.

Il Papa esprime apprezzamento “per l’opportuna iniziativa volta a riflettere sempre animata dallo spirito di ricerca e dalla passione per la comunità ecclesiale e la società civile, sulle possibilità di una rinnovata integrazione tra i popoli e le persone, che consenta a ciascuno di essi un’autentica fioritura nella casa comune, anche europea”.

papafrancescoIl Santo Padre auspica anche che una così qualificata assise favorisca “un costruttivo confronto circa il fondamentale apporto della fede cristiana all’unità del continente europeo e riaffermi l’importanza dei valori spirituali che hanno forgiato il pensiero, l’arte e la cultura dell’Europa, promuovendo incessantemente la solidarietà e il rispetto della dignità umana”.

Quello che ha colpito l’ opinione pubblica è stata la totale assenza dei mass media di rilevanza pubblica, che sono deputati alla comunicazione di ogni manifestazione e non di quella che fa “comodo” .

Non vogliamo esprimere una profonda espressione circa la mancata comunicazione fornita dalla Televisione Pubblica, ma richiamare quel dovere di comunicare anche brevemente lo svolgimento di un pubblico servizio meritevole di un più attento esame per incentrare nella libertà di avvenimenti, come la Marcia per la Vita, certamente meritevole di un più attento esame.

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: ”Andiamo avanti con speranza!

Previte

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“Più cuore in quelle mani, fratelli, più cuore ! ( San Camillo de Lellis ). Carisma religioso a servizio degli ammalati.

“Più cuore in quelle mani, fratelli, più cuore ! ( San Camillo de Lellis ).  Carisma religioso a servizio degli ammalati.

Lellis2Il 25 maggio 2014 ricorre l’anniversario della nascita di San Camillo de Lellis, avvenimento che verrà celebrato a cura dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute nella Chiesa di Santa Maria Maddalena in Campo Marzio a Roma con la Santa Messa presieduta da S. Ecc. Mons. Nunzio Galatino, Segretario Generale della CEI.

 Vi sono personaggi che hanno fatto la storia per i quali vengono ricordati solo quando se ne presenta l’occasione, ma di cui pochi ne ricordano i “cambiamenti” apportati nel mondo dell’agire, come il caso di San Camillo de Lellis nel campo della cura ed assistenza agli infermi.

Lo stesso San Camillo conosceva molto bene la ospedalizzazione per essere stato all’Ospedale San Giacomo degli Incurabili a Roma, ricoverato per un impedimento al piede destro e successivamente assunto come inserviente, per essere nominato, poi, Economo Generale e responsabile del personale.

Subito si rese conto della poca preparazione del personale infermieristico e della negligenza che usavano verso i ricoverati abbandonati da ogni possibile pulizia e nutrizione ed escogitò di fondare un gruppo di persone che si dedicassero ad assistere gli infermi con quella devozione e servizio per amore di Dio.

Ecco che iniziò a svolgere un servizio solidaristico e pluralistico e questo è uno dei meriti di questo Santo, Patrono della Sanità Militare, sicuramente quello di avere avviato una metodologia d’insegnamento ed applicazione nell’arte del servizio verso gli infermi e nella cura delle persone in sofferenza, non per altro si ritiene essere l’inventore della Croce Rossa, sempre presente in ogni situazione sociale.

Soleva ripetere San Camillo de Lellis, dice la storia, che non bastava intelligenza scienza tecnica nell’aiuto alla sofferenza, ma la Fede , restando famosa quella frase: “Più cuore in quelle mani, fratelli, più cuore”!

Nell’era moderna questo nobile e solidaristico concetto di riconoscere la sofferenza è valutato? Mah!

La partitura “teatrale” e “filosofica” dei Governi che si sono succeduti nella realtà contemporanea, da tempo sta nel perfetto disinteresse verso quelle priorità che il cittadino anela sempre più.

Fra altre importanti necessità, soprattutto nel campo della solidarietà e della giustizia sociale, “spicca” la carenza di Case di Riposo, (necessità “provocate” anche dall’aumento della popolazione anziana, secondo i dati statistici Istat che attestano che le persone con più di 65 anni sono oggi il 15% della popolazione e nel 2025 saranno il 25%) , di cui in Italia molte sono gestite dai Camilliani e Figlie di San Camillo.

anzianiDi fronte a questi “dati”, che costituiscono una grave emergenza sociale, dettati dall’isolamento relazionale di questa “tipologia anziana”, emerge la urgente necessità di garantire una adeguata assistenza a tutta la popolazione autosufficiente e non, le cui condizioni quotidiane di arretramento dei servizi sociali e di quelli sanitari sono notevoli, lasciando al lucro attivissimo ed alla speculazione dell’iniziativa privata.

In una parola, questi anziani, spesso, sono ritenuti improduttivi, per non dire inutili, ma fonti di “guadagno” per il privato, sono spesso, pare, oggetto di carenze d’assistenza quando intervengono necessità ospedaliere .

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, Signori della Politica per sostenere e consolidare la promozione dei diritti umani, tutela dei beni comuni, costruzione della pace, applicazione dell’art.32 della Costituzione, necessita garantire in egual misura anche quelli nei confronti dei n/s cittadini, spesso “traditi”, “dimenticati”, “ignorati”.

Non è eccessivo pensare che per gli stranieri l’assistenza sanitaria è molto “positiva”, mentre per i cittadini italiani è molto “arida”: è equità, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, Signori della Politica? Ci dicano, inoltre, i “tagli” alla Politica dove sono?

Mentre ogni giorno si “polemizza”, si fanno “congetture”, si ricerca avidamente il “potere”, si “parla” di riforme, (oh! quante se ne inventano, senza concrete soluzioni !), i variegati problemi sociali tanto decantati, gravi ed ugualmente urgenti, languono nel nulla da parte della Politica e dei Governi .

Lo Stato Sociale, quello che “dovrebbe” essere pronto innanzi alle necessità della gente e che dovrebbe garantire a risolverle, è assente ! sempre assente, costantemente assente!

Il dovere, purtroppo, é carente, specie quello tanto decantato di impostazione programmatica e di riforme della società da parte della Politica, mentre dalla collettività sale forte, diffusa e decisa la domanda di solidarietà e di giustizia sociale, fra le quali “spicca” la carenza di Case di Riposo necessarie per persone parzialmente autosufficienti, mentre scarse sul territorio sono le RSA (Residenze Sanitarie Assistite) per le persone non autosufficienti.

casa_di_riposo002Le Case di Riposo sono lasciate, ripeto, alla speculazione privata in quanto mancano programmazioni e bilanci pubblici che non stanziano risorse finanziarie per realizzare quelle opportune strutture ove possono trovare un sereno e direi sicuro asilo persone anziane, che consumano giornalmente i tempi della loro vita e della loro disperazione nella perfetta solitudine, quasi una“strisciante eutanasia”?

Quella “dimenticanza”, quel rivolgere lo sguardo “altrove”, quella “distrazione” da parte della Politica e dal Governo, si tramuta in una sintomatologia emotiva che conduce o può condurre l’anziano alla depressione : primo disordine funzionale della persona, per condurlo ad una fine non certamente umana, una eutanasia mascherata!

Nella meditazione sulla vita, il Santo Giovanni Paolo II con la XI Enciclica “Evangelium vitae” esortava la comunità in difesa della vita “dal concepimento al declino”, richiamo che sempre perviene dalla Sede Apostolica.

La comunità nazionale, al di là di ogni schematismo, credo politico, movimento d’opinione all’interno di qualunque programma elettorale deve farsi carico dei temi etici che sono pubblici, come nascite, morti, malattie, procreazione, eutanasia, aborto, difesa della vita umana, della dignità di ogni cittadino, dell’emarginazione degli anziani, dei disabili, dei malati terminali, come spesso esortano la Chiesa Cattolica, il Sommo Pontefice ed altre Confessioni!

I servizi pubblici, sono necessari, però devono essere riveduti con quei criteri non solo obbedienti allo spending review, ma in un contesto che tenga concretezza, valori morali, etici orientati e diretti al bene comune!

E’ vero che l’ampiezza e la complessità degli interventi da realizzare per le strutture di Case di Riposo richiedono un imponente “sforzo” da parte delle Istituzioni sia sul piano dell’impostazione programmatica che su quello del reperimento delle risorse finanziarie che costano enormi sacrifici al tartassato contribuente italiano, ma tuttavia é utile ricordare che questa n/s società è un coperchio strapieno di buchi, che copre molto poco e sempre meno le realtà e le svariate necessità umane.

Alle volte il cittadino si chiede insistentemente: ma negli sforzi dello spending review ogni tanto viene annunciato un “taglio” agli appannaggi delle “forze politiche ed istituzionali” , non nutriamo alcun dubbio! I dubbi ci vengono nel momento della esecutorietà di tali “tagli”! Ma avvengono? dove e quando? Nessuno “parla”!

Nulla dies sine linea” (Plinio, Scrittore latino – Storia Nat., 35) “non vi è giorno senza una linea”; come dire: non passa invano giorno applicato per raggiungere la perfezione e progressione del bene comune. Ma è così?

Non basta denunciare truffe, sperperi, corruzioni, concussioni, anomalie amministrative ed ogni sorta di reati penali che ci elargiscono in ampi spazi i mass media quasi ogni giorno, è necessario che il “cambiamento” (parola magica e di moda!) sia frutto di una riflessione collettiva e non sotto la non impossibile ondata di giustificata protesta popolare (anche di quella silenziosa!).

Quei “cattolici” impegnati in politica, smarriti, indecisi, dimentichi del principio della Dottrina Sociale della Chiesa che è il rispetto della dignità della persona umana, che non hanno più o non sanno dare un punto di riferimento a cui “aggrapparsi”, che sono molto “ tiepidini ” in fatto di concreta solidarietà, che sono alla ricerca di una “nuova stagione in politica”, devono “diffondere” e richiedere e programmare ai diritti anche i doveri, alla ingiustizia la giustizia, alle “storture” la verità, alla corruzione l’onestà, alla eguale dignità verso l’homo sapiens .

Questi “cattolici”, che a volte fanno “orecchie da mercante” e sono “ciechi” della realtà, “sordi” alle necessità, devono “scegliere” la via migliore verso la coerenza, soprattutto, nel sostenere la solidarietà che non è né deve essere quella della superficialità esteriore e delle parole vane (troppo spesso”usate” in difesa della famiglia o della gente!), ma d’impegno e di traino per rimodellare la società secondo, ripeto, valori etici e principi civili.

Nell’opinione pubblica è evidente che prevale la protesta, ma non è morta la speranza di rigenerazione, (altra parola molto stranamente “usata”) perché si sono accavallati problemi tanti ed urgenti, come anche le Case di Riposo.

Nello “Anno della Fede”, agli insegnamenti di San Camillo de Lellis, al Magistero della Chiesa Cattolica e non Cattolica, ricordiamoci del Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI inviato a tutti ricordando, “incoraggio la comunità ecclesiale ad essere attente ed accoglienti verso questi n/s fratelli e sorelle “ e fra “gli ultimi tra gli ultimi, i più deboli, emarginati i quali sono da vedere non come un carico di pietà e dolori” ed “ai Governanti di tutelare le persone con disabilità ed a promuovere la loro piena partecipazione alla vita della società” (Angelus Piazza San Pietro dai Palazzi Vaticani 2 dicembre 2012).

E’ tempo di buttare in terra la maschera dell’ipocrisia, per vedere risplendere la faccia della realtà e come disse il Censore Romano, vista la floridezza riconquistata dai Cartaginesi dopo la seconda guerra Punica, concludeva tutti i suoi discorsi in Senato ripetendo “Carthago delenda est “ (Cartagine deve essere distrutta!), non distruggiamo la società, non distruggiamo la solidarietà, non distruggiamo il bene di tutti, non illudiamo la gente e “prendiamo” l’esempio da San Camillo de Lellis: “Più cuore fratelli, più cuore in quelle mani!”

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: ”Andiamo avanti con speranza!”

Previte

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