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Violenza contro le donne, specialmente disabili: una orrenda violazione dei diritti umani! Col 1 agosto 2014 entra in vigore la “Convenzione di Istanbul“ sul diritto delle donne!

Violenza contro le donne, specialmente disabili: una orrenda violazione dei diritti umani!  Col 1 agosto 2014 entra in vigore la “Convenzione di Istanbul“ sul diritto delle donne!
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Il Presidente

Convenzione di Istanbul e mediaNel 1999 le Nazioni Unite istituirono la “Giornata Internazionale per l’eliminazione delle violenze contro le donne” ed il 1 agosto 2014 entra in vigore la “Convenzione di Istanbul” dell’11 maggio 2011 sempre sulla stessa tematica promossa dal Consiglio d’Europa (art.1).

Hanno ratificata la Convenzione 30 Stati Esteri, tra cui: l’Albania, l’Austria, la Bosnia Erzegovina, Italia, Montenegro, Portogallo, Serbia, Turchia.

Ormai è inderogabile per ogni connivenza sociale proseguire nella riflessione di questo, ormai, deplorevole fenomeno che quasi giornalmente avviene in ogni Paese ed in Europa ogni giorno vengono “eliminate” circa 12 donne, mentre in Portogallo 37,  in Spagna 54, in Italia 134, in Francia 121, nel Regno Unito 143 (Indagine Istat 2013).

Le motivazioni della violenza sulle donne hanno origini diverse, come uccise per gelosia, strangolate, picchiate, aggressione di violenze in genere, mentre oggi, si è spostata con estrema escalation nelle famiglie ed ora anche contro i bambini, emarginati, persone indifese in un contesto patriarcale ed incentrato sul concetto famiglia.

L’abitudine di addossare alla donna la soluzione dei molteplici bisogni e problemi connessi alla vita familiare è svanita per la pari opportunità, ma fatalmente è divenuta quella violenza domestica oggi più ricorrente, specialmente nei confronti dei disabili psico-fisici.

Questo avviene specialmente quando sono necessarie strutture sociali atte alla cura di congiunti malati, quali in stato vegetativo, in fase terminale ed anche alla prevenzione cura ed inserimento sociale di malati psichicamente instabili in quelle famiglie dove si potevano evitare episodi crudeli nei quali figli hanno ucciso padri, madri o viceversa, come le tragedie familiari recenti o passate dove sono aberrabili quelli di stupri ricorrenti che lasciano nelle vittime profondi solchi di natura spesso psichica.

La Costituzione Europea allontana le inquietudini e nel contempo traduce i dubbi e le attese dei cittadini, rafforzando la lotta contro l’esclusione sociale garantendo la protezione della famiglia nel Titolo 4° artt.93-94-95, il rispetto della persona e della salute umana di tutti ed in qualsiasi situazione, salvaguardando la non discriminazione di cui al Titolo 3° art.II-81,Parte 3° art.III-118,Capo 5° Parte 3° art.III-278.

Nel motto dell’Unione Europea “Uniti nella diversità” di cui all’art.I-8, i popoli europei vogliono restare un Continente aperto alla cultura, al sapere ed al progresso sociale, certezza che viene rievocata in questa “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” che resta, pur sempre, la piattaforma propositiva di democrazia e soprattutto che non disattenda mai quei valori conquistati di uguale opportunità, di rispetto, di promozione e di sempre più garanzia futura.

convenzione-di-istanbul
La “problematica femminile” di difesa, anche a livello europeo, non può essere considerata alla stregua di un’appendice di un settore o di una rievocazione della sua origine reale anche in presenza di un programma di Governo, ma deve essere assunta come un modo di continuare a proporre soluzione ai problemi di carattere femminile che tenga sempre conto della specificità dell’essere donna.

Questo il significato del ricordo della  “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” che sancisce l’importanza di taluni valori fondamentali etici e sociali.

Previte

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“La vita e la famiglia sono doni di Dio per ogni uomo”. E’ il tema che il Sinodo dei Vescovi svolgerà in Vaticano dal 5 al 19 ottobre 2014.

“La vita e la famiglia sono doni di Dio per ogni uomo”. E’ il tema che il Sinodo dei Vescovi svolgerà in Vaticano dal 5 al 19 ottobre 2014.

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Il Presidente

ITA_sinodoOggi la famiglia è un “tema caldo” che pervade nella n/s turbolente quotidianità, “bombardata” in ogni componente, “silurata” nel mare delle insidie,quasi “disintegrata” socialmente, dove si vocifera la proposta normativa sul matrimonio tra persone dello stesso sesso, sull’aborto e sull’eutanasia.

Innanzi a questi “novità che pervadono la vita, non solo il cristiano, ma il cittadino dovrebbe guardare con timore, con rispetto, con profonda riflessione il c0ncetto famiglia, costituito da uomo e donna, uniche “figure” che continuano l’essere umano, principio fondamentale che costituisce la base della n/s civiltà.

La famiglia è una società originaria le cui basi non derivano dallo Stato, ma sviluppata attraverso un processo millenario che riconosce la parità giuridica e morale dei coniugi che “concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare” (art.144 Codice Civile) e “la repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” (Art. 29 Costituzione Italiana).

Non di meno dobbiamo ricordarci che deve essere sempre valido il rifiuto dell’aborto, perché il diritto alla vita umana fa parte principalmente dei diritti umani, principio che deve essere rispettato e difeso sempre dal “concepimento fino alla morte naturale” (Papa Francesco 17.7. 2013 Messaggio ai cattolici di Scozia, Galles, Irlanda, Inghilterra).

Di qui, il richiamo alla solidarietà nei confronti delle tante donne sottoposte a pressioni per evitare la nascita del figlio e che la soppressione di un bambino non desiderato è un’ingiustizia ed implica un trauma che può segnare per tutta la vita.

Una mamma che, disgraziatamente, abortisce deve portare un peso enorme per il resto della vita per questo che invece di condannarla, bisogna aiutarla, sostenerla, come fa la Chiesa Cattolica ed altre Confessioni, attraverso programmi di supporto per le madri adolescenti o fondazioni che si occupano delle adozioni dei neonati. Abominevole poi, l’eutanasia sulla persona incapace di esprimersi.

A questo proposito sarebbe opportuno che non solo il Sinodo dei Vescovi non dimenticasse la famiglia dove insiste un disabile sia fisico che psichico in quanto questo ambito sanitario e legislativo è molto trascurato, dire omesso, che dovrebbe essere considerato prioritario, anche a causa delle tragedie che avvengono nelle famiglie, specie in quelle dove insistono disabili, che dovrebbe “spingere” le Istituzioni ad una maggior comprensione, valutazione, intervento legislativo.

dott.previte5E con le parole del Santo Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza!

Previte

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

Di fronte al disagio psichico, è sempre più grave ed in pericolo la sicurezza dei cittadini! Cosa aspetta il Governo delle Riforme  a prendere seri e validi provvedimenti?

Di fronte al disagio psichico, è sempre più grave ed in pericolo la sicurezza dei cittadini!  Cosa aspetta il Governo delle Riforme  a prendere seri e validi provvedimenti?
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Il Presidente

aSempre più drammatica si fa la situazione nella quale vengono coinvolti i cittadini per i tragici episodi che avvengono nelle famiglie, dettati da menti malate, che ancora una volta giungono alla ribalta della quotidianità, che lo ripetiamo da tempo, non vogliamo vedere né sentire!

Questi comportamenti compulsivi, molto tristi e violenti, sono segni indiscutibili di una gravissima mente malata, forse latente, ma ormai indiscutibilmente che è dotata di scarsa “protezione sanitaria nonché legislativa”.

Esiste in Italia il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO), dove si intende applicare quelle procedure sanitarie in caso di necessità ed urgenza e che ne motivano l’applicazione.

Ma il n/s dovrebbe essere uno Stato che riconosca ormai con una certa urgenza quei “fatti” ormai diventati quasi quotidiani e sostenga con provvedimenti legislativi e sanitari più aderenti alla realtà, vicinanza ai cittadini bisognevoli dì aiuti e di sicurezza.

I recenti rilevamenti statistici Istat indicano che in Italia 1 cittadino su 10 soffre d’ansia, di cui il 60% sono donne e circa 10 milioni di persone accusano disturbi psichiatrici, il 16% da varie forme di disagio mentale, il 4% di disturbi mentali, mentre il 30% assume psicofarmaci.

Ancora una volta dobbiamo constatare che è sempre in atto il contrasto nelle leggi 180 e 833 ed il TSO, in quanto come, come primo rilevamento, può un individuo senza lucidità avere l’opportunità di scelta?

Queste vituperate leggi, prive del Regolamento d’Applicazione e poco rispondenti alla realtà, vanno riviste con massima urgenza! Se ne rendono conto le Istituzioni ?

E’ giusto rispettare la dignità dell’infermo ed i suoi diritti, ma in quel momento è persona non padrona delle proprie azioni e che necessita di aiuto ed il principio basilare dello psichiatra Basaglia, padre della legge 180, era quello di curare e non segregare il malato psichico.  Quindi è qui dove bisogna operare.

Ma che fine stanno facendo quei valori morali irrinunciabili facenti parte della nostra filosofia etica?

Il contributo al dibattito sulla disabilità psichica che si svolge nei mass media europei, è teso per migliorare la qualità della vita delle persone disabili fino al 2015, mentre noi non siamo al palo di partenza!

Consiglio-dEuropaObiettivo e Raccomandazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, che ritengo sempre auspicabile che abbia anche in Italia spunti di riflessione, di riguardo, di consapevolezza, per “vedere” l’handicap mentale considerato in maniera più aderente alla realtà,perché non è vero che lo stigma del silenzio e della vergogna affianca il “malato” e la sua famiglia, come si vuol far credere!!!

Ma, infine, vuole il Governo delle Riforme capire l’urgenza di questi momenti?

La situazione dei servizi pubblici riabilitativi evidenzia la costante necessità di servizi, ancora disattesi, con particolare riferimento ad alcune specifiche categorie di disabilità psichica cronica o temporanea, come nei  casi in esame. Petizione 2013

Ancora sono insistenti larghe fasce di “necessita” che risultano effettuate in maniera parziale, come patologie derivanti da danni neurologici (ritardi mentali più o meno gravi), da stress, ansia, depressione, sindrome da burnout (bruciati, esauriti, scoppiati conseguenza di un processo stressogeno ), epilessia e da problematiche relative per l’età evolutiva.

Queste “necessità”, per il momento, non le abbiamo riscontrato né nei programmi  di questo Governo, né nella impostazione politico-programmatica della politica in generale, né nelle “iniziative parlamentari”!

Sono “necessità” attese dalle famiglie e dall’opinione pubblica, onde evitare quelle “mattanze” o quegli episodi che quasi giornalmente avvengono nelle nostre città, a causa, ripeto, di carenze delle strutture atte alla prevenzione, cura ed eventuale reinserimento sociale di questi soggetti “malati”.

Papa Francesco ha lanciato un tweet dal suo account @Pontifex: “Il grande rischio del mondo attuale è la tristezza individualista che scaturisce dal cuore avaro” (Vaticano 22 luglio 2014).

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza!”

Previte

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E’ possibile regolarizzare nell’era delle riforme lo status legislativo e sociale dei disabili?

E’ possibile regolarizzare nell’era delle riforme lo status legislativo e sociale dei disabili?

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Il Presidente

Il mondo della disabilità attende un Programma di Azione delle politiche familiari in attuazione dell’articolo 1 della legge 162 del 21 maggio 1998 (ex legge 104/1978) e concrete definizioni nel campo legislativo e sociale per un più elevato livello di integrazione ed una migliore qualità della vita.

Siamo in una Italia, un mondo in  movimento, che modifica continuamente, per non dire sempre, il sistema di vita, ma quest’ultima resta ripiegata su se stessa, coinvolta in un forte egoismo oramai assai diffuso, che “tollera “ troppe cose e pone scarsa attenzione ai più deboli e sofferenti.

800px-PaoloVINon a caso il Papa Paolo VI ha sempre affermato che “la n/s non è la società dell’essere, ma dell’avere” (Lettera Enciclica “Populorum Progressio” 26 marzo 1967 ).

I giovani sono “disorientati”, le persone anziane “trascurate”, i disabili fisici e gli handicappati psichici “dimenticati”, quindi è impellente non trascurare anche l’educazione integrale che resta non solo quella dell’apprendere scolastico, ma anche quella della applicazione dei valori morali, che trovano nelle radici etiche il loro riferimento fondamentale.

 Nelle difficili situazioni in ambito sociale dei giovani e soprattutto degli adolescenti (e questo è purtroppo “cosa quasi quotidiana”!), occorre promuovere l’educazione morale come affannosa ricerca della maturazione della coscienza e non del possesso dell’avere.

Decifrare le radici antropologiche da cui scaturiscono e si sviluppano l’accettazione od il rifiuto della promozione culturale in tema di solidarietà ed umanità, è difficile poterlo accertare, ma tutti sappiamo che la solidarietà sociale apre le porte alla speranza.

Quella incerta quotidianità, quel rinnegare col silenzio ogni diritto ed aiuto morale, quel continuo diverbio politico delle Istituzioni allontana tutto e tutti dalla coscienza, concentrando in un sordido egoismo ogni interesse contro il senso della solidarietà.

La solidarietà sociale è un concetto meritevole che induce ad essere non solo portatori di diritti, ma anche di doveri verso tutta la società da parte di tutti, soprattutto, verso quella vasta categoria di sfortunati che da anni aspettano risposte adeguate alle loro aspettative.

Ma ognuno aspira a star meglio, quasi disattendendo quella conclamata solidarietà verso quelle persone, deboli e bisognose, che hanno gli stessi diritti di quanti vivono in società.

Al di là delle barriere architettoniche che non dovrebbero più esistere, dure sono le barriere intellettive che offendono tutti, abili e disabili, mentre la società civile può trovare interessi comuni di solidarietà, specie là dove le famiglie provate dalla disabilità psico-fisica di qualche suo componente fatica a stare al passo, ad interloquire con un mondo che sembra sfuggire non solo al confronto, ma anche allo sguardo per timore di perdere.

All’evidenza, pare, che le Istituzioni non posseggono più da tempo la capacità di captare le necessità del cittadino, restando lontane , molto lontane, troppo lontane! Petizione 2013.

In questi frangenti restano dimenticati quanti drammaticamente “vivono” ora per ora, minuto per minuto, con i sofferenti queste patologie, mentre tutti continuano a coltivare la speranza, ad anelare attenzione al mondo della sofferenza.

v3_s2ew_consultazione.redir_allegati_docLa famiglia è un elemento essenziale di qualsiasi sviluppo umano e sociale sostenibile”: è il tweet pubblicato da Papa Francesco sul suo account @Pontifex, seguito da oltre 14 milioni di followers (Città del Vaticano 26 giugno 2014).

L’opinione pubblica, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri e Signori della Politica, chiede e si aspetta di più, perché non si può più ignorare quella attenzione preferenziale per chi è più debole ed indifeso!

E con le parole del Santo Giovanni Paolo II:”Andiamo avanti con speranza”!

Previte

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Signor Presidente del Consiglio dei Ministri: basta con le indifferenze. Fra i Suoi pensieri sulle Riforme, trova posto quella mentale attesa da ben 35 anni?

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri: basta con le indifferenze. Fra i Suoi pensieri sulle Riforme, trova posto quella mentale attesa da ben 35 anni?

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Il Presidente

La malattia mentale è, forse, una della cause di disagio sociale che più preoccupa il cittadino del nostro Paese: ne constatiamo, purtroppo quasi ogni giorno i risultati!

RTEmagicC_legge180.jpgSono trascorsi 35 anni dall’emissione delle leggi 180 (quella che ha” ordinato” la chiusura degli ospedali psichiatrici) e 833 (quella che ha “continuato” gli effetti negativi della 180), ma nonostante i “provvedimenti tampone”, la carenza del Regolamento d’Applicazione, od “altro”, restano invariate le necessità delle vecchie e nuove cronicità che richiedono, anche, interventi ad alta protezione economica, sanitaria e legislativa.

La paura e l’angoscia aumentano di pari passo nella n/s società con lo svilupparsi di menti psichicamente instabili tanto che il cittadino sta perdendo la fiducia nelle Istituzioni perché non si sente  tutelato.

Ma in campo sanitario e legislativo, cosa è cambiato da quel 13 maggio 1978? Pochi risultati e molte incertezze!

Cosa chiediamo? Quanto citiamo con le n/s Petizioni, ultima del 18 marzo 2013, alle Assemblee Legislative:

a.)   l’autorizzazione al Trattamento Sanitario Obbligatorio anche in assenza del consenso del paziente, almeno in determinate condizioni;

b.)   la realizzazione di strutture territoriali di Riabilitazione di lunga durata per i “casi” più difficili da riabilitare, onde evitare che sulle famiglie gravi un carico insostenibile di disagi, costi e pericoli.

c.)  Petizione 2013

Purtroppo la nostra società, la gente comune, il cittadino qualunque non si sente garantito dalle Istituzioni, perché esiste solo la demagogia sommaria e le inutili litigiosità politiche, trascurando totalmente le necessità prioritarie del genere umano.

http://www.news.va/it/news/giornata-del-malato-limpegno-dellassociazione-cris

Dobbiamo riconoscere che con finalità etico-sociali, i Vescovi, il Papa Santo Giovanni Paolo II, il S. Padre Emerito Benedetto XVI e Papa Francesco  e la Chiesa Cattolica tutta, hanno affrontato e denunciato il disagio psichico nel mondo ed in Italia, sollecitando le comunità civili ed ecclesiali al richiamo, all’incremento, al riconoscimento ed alla possibilità di intervento verso questa grave ed urgente patologia. Ma nelle Istituzioni manca la capacità di vero ascolto e dare risposte alle richieste dell’opinione pubblica!

Il tempo ha fin’ora dimostrato, in questo ambito sanitario, che sono passati molti anni, ben 35, e le risposte a quelle ”evenienze” avanzate ogni qual volta e da qualunque parte esse provengono, sono comunque portate ad ottenere risultati negativi .

Resta il fatto che la scienza medica e la ricerca scientifico-farmacologica (ampiamente auspicata) fin’ora non hanno raggiunto traguardi vittoriosi e visibili nel miglioramento della salute di questi “malati”, anche perché scarseggiano strutture e modalità d’intervento più approfondite, facendoli restare “i desaparecidos della nostra civiltà”.

20140719_renzi_mozambicoSignor Presidente del Consiglio: occorre ridare ai valori culturali ed etici il loro primario significato! (che manca!), occorre ridare speranza alla gente! (non illuderle sempre!), occorre ridare dignità ed umanità! (quella che necessita), occorre ridare risposte chiare ed urgenti alle necessità della gente (e non chiacchiere!)

Queste sono esigenze fondamentali, e come diceva Dostojevskij:Una società va giudicata a seconda del trattamento che riserva ai malati di mente”.

20140719_74524_Renzi-in-Mozambico---18Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, perdoni l’ironia, forse autenticamente folle ma valida, è il nascondersi (come fanno le Istituzioni) dietro un dito quando si rifiutano quei benefici che non ledono l’inalienabile dignità della persona umana! Il mondo della sofferenza e quello cattolico non accettano la sconfitta fin’oggi registrata!

La filosofia della morale, Signore Presidente del Consiglio dei Ministri, è l’etica…. che se ne vede poca!

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: ”Andiamo avanti con speranza!“.

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