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“Dopodinoi”: è una priorità? Ma cosa aspetta il Governo in carica ad attuarlo? Un grazie alla Radio Vaticana.

“Dopodinoi”: è una priorità? Ma cosa aspetta il Governo in carica ad attuarlo? Un grazie alla Radio Vaticana.
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Il Presidente

rv2908“Spesso la famiglia del disabile e la pubblica opinione si domandano: quando la famiglia scompare ed il superstite resta solo, chi provvede al suo futuro?” E’ stata una domanda che mi è stata posta dalla Radio Vaticana il 28 agosto 2014: http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00441892.mp3 e ripetuta il 30 agosto nel Radio Giornale della sera delle ore 19,30 (dal m. 13:46 al 15:43).

Un grazie profondo e dal cuore, da parte del mondo della sofferenza e della disabilità, alla Radio Vaticana!

In verità non è più trascurabile lasciare insolvibili uno dei problemi più scottanti, difficili, complessi, di maggior rilievo di questi n/s ultimi tempi che è necessario e gravano nelle famiglie dove esiste il disabile, sia esso fisico che psichico!

Lo abbiamo sempre sostenuto nelle n/s Petizioni ancora giacenti in Parlamento, budget del ricoverato  e  Petizione 2013 del 18 marzo 2013. 

Ripeto si tratta di “argomento” che affligge, che è fortemente necessario e che è e resta un cruccio che “perseguita” le famiglie per l’incertezza del “dopo”, cioè del dopo la morte di colui/ei che sostiene il peso dell’assistenza, soprattutto per non avere ancora una ragionevole certezza e sicurezza sui vari tempi assistenziali che il proprio familiare, anche malato dovrà affrontare .

Ma ci si chiede in cosa serve il Fondo “Dopo di noi”?:

1.)    serve nel confluire quelle parti di patrimonio, risparmi, beni mobili, immobili che in eredità andrebbero a questi cittadini che hanno avuto la vita non certo facile e che un giorno resteranno soli e dovrebbe essere gestito da un Ente Pubblico che costituisce e garantisce continuità, che diversamente la persona fisica non può garantire ed avere per sempre;

2.)    occorre per dare agli “indigenti” una prestazione di natura assistenziale da parte delle Istituzioni, come gli ancora vigenti  artt. 154 (riconoscimento inabilità) e 155 (diritto agli alimenti) del Regio Decreto 773/1931 che le Regioni nel dare attuazione alla legge 328/2000( interventi e servizi sociali) dovrebbero riprendere per confermare il diritto al ricovero, così come ha fatto la Regione Piemonte con la legge 1/2004;

3.)    occorre sia amministrato da un Ente Pubblico, sempre operante ed attivo che garantisce una naturale continuità che la persona fisica non è in grado di farlo.

La n/s Associazione fin dal 7 ottobre 1998 con l’Opera don Orione e don Guanella ha inoltrato Petizioni, tutt’ora inevase, al Parlamento Italiano ed Europeo, l’ultima il 18 marzo 2013, col n. 308 assegnata alla 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica e col n. 31 assegnata alla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.

Purtroppo i 150 milioni derivanti dal gioco d’azzardo previsti per la costituzione del “Fondo dopo di noi” approvato dalla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati nel maggio 2012 è stato respinto dal Governo Monti.  Dopo di ché il nulla!

In Italia i disabili fisici sono circa 3 milioni, di cui il 73% anziani, 900 mila circa le persone costrette a letto o su una sedia a rotelle, circa 1 milione e mezzo le famiglie aventi in casa parenti con gravi handicap, circa 10 milioni le persone che soffrono patologie mentali (Fonte Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali).

Da ciò il desiderio e l’auspicio che possano sopravvivere quelle Comunità, dove dovrebbero essere collocati le persone sole al mondo, che rispecchiano la famiglia, composta possibilmente da pochi utenti e qui dobbiamo dire un grande grazie  per quanto operano da lungo tempo gli Istituti Cattolici tipo Opera don Orione, don Guanella, don Gnocchi ecc., oggi, anch’esse in grave pericolo per la sofferenza finanziaria e per il risparmio pubblico che l’Italia in questo momento deve compiere.

Il definire, poi, sostegni economici alle famiglie che si gravano di assistenza ai pazienti con handicap sia fisico che mentale, l’inserimento lavorativo, il sostegno scolastico ed altro, sono temi che le Istituzioni dovranno affrontare in maniera efficace, decisiva e senza indugio.

La realtà attuale che abbiamo sottolineato, cioè il “Dopo di noi”, ci lasciano perplessi, molto perplessi e con noi l’opinione pubblica per la reale necessità e la mancata adozione da parte delle Istituzioni che urgentissimamente devono compiere, perché il mondo della sofferenza non gestisce digiuni, provvedimenti per cani e gatti, manifestazioni di piazza, giochetti politici elettorali od “altro” .

h_01Rinnovo e grido forte, come ho fatto alla Radio Vaticana e sempre grato alla stessa, alla bravissima dottoressa Masotti ed al laborioso equipe, l’appello al Signor Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Parlamento perché si attivino ad occuparsi di questo provvedimento “Dopo di noi”, perché l’handicap in genere non ha tempi di attesa !

Con le parole del Santo Giovanni Paolo II: Andiamo avanti con speranza!” (NMI, 58).

Previte

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto né gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

Violenza contro le donne e femminicidio. Ultimo illogico episodio a Roma Eur dove una donna è stata decapitata.

Violenza contro le donne e femminicidio. Ultimo illogico episodio a Roma Eur dove una donna è stata decapitata.
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Il Presidente

Il dramma della eccessiva violenza contro le donne ed il femminicidio imperante, nelle notizie dei mass media, è un disagio sociale oggi agosto 2014 al pari di “altri” con la stessa gravità nell’ambito educativo e culturale.

Da tempo, da troppo tempo sui mass media si leggono notizie sulla rapida escalation di violenze fisiche o verbali verso il mondo femminile, verso un proprio congiunto, un amico, un cittadino/a qualunque, ricondotte ad improvvisi “raptus” di follie, di incomprensibili atteggiamenti sociali, terrificanti, terribili, tremendi: veri bollettini di guerra che psichiatri, psicoterapeuti, mondo dell’informazione si fanno in quattro per definire questi comportamenti .

donna-decapitata-roma_640Non a caso citiamo, non certamente ultimo, quello che è avvenuto a Roma-Eur dove Oksana Martseniuk la 38enne colf ucraina uccisa da 40 coltellate e poi decapitata,  è un episodio di una atrocità da far rabbrividire e ci fa riflettere su questo ormai deplorevole fenomeno che quasi giornalmente avviene in Italia come, forse, in altri Paesi, dimostrano che insistono in questa turbolenta società, persone in condizione genetica di varie sindromi, di ritardo mentale, ma tutti, esprimono una menomazione funzionale, una infermità, una debolezza . Petizione 2013.

stop violenzaLa lotta contro la violenza sulle donne, oggi 2014, si è spostata con estrema escalation nelle famiglie, contro i coniugi, i bambini, i disabili, gli emarginati, le persone indifese e nel contesto della questione femminile anche per la conseguenza derivante dal protagonismo culturale, sociale e politico della donna.

Ricordiamo quelle donne, madri, sorelle, figlie vittime indifese di violenze d’ogni genere, soprattutto di stupri ricorrenti che lasciano nella vittima profondi solchi, a volte irreparabili anche di natura psichica, comunque quei “gesti” non sono la strada sociale che risalta i valori della giustizia, della solidarietà, della equità, delle pari opportunità, “qualità” che dovrebbero guidare il cittadino attento ed onesto, oggi purtroppo, avviato sulla strada dell’egoismo, della permissione più sfrenata e di un relativismo aberrante.

Anche se l’espressione “dignità umana” è diventata la parola corrente, essa indica che per l’uomo è la promozione e la difesa della stessa, di ogni uomo, dal concepimento alla morte naturale, promuovendo una cultura della vita che dia un fondamento di amore home_slide2all’intera società “per la sua realizzazione nella dignità”, come osserva giustamente Papa Francesco (05.07.2014 Campobasso – Molise).

Le famiglie, incolpevoli, prendono atto di un bilancio sociale alquanto deludente, anche proveniente dai vari gradi di insensibilità dei rappresentanti della vita pubblica non proprio elogiabili, soprattutto nell’osservare il disinteresse delle Istituzioni, tutte o quasi tutte, intente come sono nella loro litigiosità, invece di “guardare” verso il mondo della sofferenza, della disabilità.

L’eliminazione della violenza contro le donne sancisce l’importanza di taluni valori fondamentali etici e sociali da ricordare da chiunque, cristiano o meno, perché dare scandalo è contro il valore della civiltà, è contro la morale e “contrario al rispetto dell’integrità corporea della persona umana“ compendium_title(Compendio Catechismo Chiesa Cattolica, 477).

 E’ una metodologia di un’azione che si svolge quasi giornalmente, specialmente nelle famiglie, le quali dovrebbero essere il “faro di civiltà” in questa società turbolenta che dovrebbe accomunare tutti i cristiani  o meno a delineare un uguale sistema per affrontare insieme queste specifiche  questioni.

Il prossimo 25 novembre 2014 ricorre la XV “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne“ voluta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1999 dove era ed è inderogabile per ogni connivenza sociale proseguire nella riflessione di questo, ormai, deplorevole fenomeno che quasi giornalmente avviene in ogni Paese.

La rievocazione nel contesto della questione femminile, è dovuta anche per la conseguenza derivante da un lungo ciclo di scarso protagonismo culturale, sociale e politico della donna, oggi quasi scomparso, ma che era corollario della vita quotidiana nel secolo scorso.

Le molteplici necessità di strutture sociali in grado di curare congiunti ammalati, in stato vegetativo, in fase terminale dovrebbero essere “capofila” delle necessità sociali ed anche alla prevenzione cura ed inserimento sociale di malati psichicamente instabili in quelle famiglie dove si potevano evitare episodi crudeli nei quali figli hanno ucciso padri, madri o viceversa, come le tragedie familiari recenti o passate.

Debbo ritornare su una questione da me dibattuta da tempo, ma che reputo della massima importanza che riguarda la rievocazione di fatti in questi giorni ampiamente riportati dai mass media con la “scusa”, alle volte  troppo giuridica e non certamente sagace, per la ritenuta incapacità dei protagonisti dei ormai ricorrenti tristi episodi.

Su queste “considerazioni etiche” continuano, allora si dovrebbe calare il “sipario” del pietoso silenzio, perché questa attenuante, cioè l’incapacità dell’intendere e del volere, come, spesso si vuole far apparire, non interrompe l’aggravante per il fattaccio avvenuto.

La dimensione del “fenomeno” è significativa, grave, allarmante e pare allargarsi in maniera tale che necessita di più consistenti “interventi legislativi” già adottati, per dare risposte alle necessità di congiunti costretti a far fronte quotidianamente a fatti che logorano resistenze psichiche e fisiche in una silenziosa sofferenza.

Questo costituisce una importante ragione per fare un passo avanti sulla strada dell’unità europea e della sua democratizzazione perché aumenta i poteri del Parlamento e rende più funzionali le strutture preposte alla politica interna ed estera, come una grande speranza di democrazia, giustizia, pace, anche in considerazione che l’art. 13 del Trattato di Amsterdam della CE “combatte ogni forma di discriminazione”.

La Costituzione Europea, mi permetto ricordare, allontana le inquietudini e nel contempo traduce i dubbi e le attese dei cittadini, rafforzando la lotta contro l’esclusione sociale garantendo la protezione della famiglia nel Titolo IV artt. 93-94-95, il rispetto della persona e della salute umana di tutti ed in qualsiasi situazione, salvaguardando la non discriminazione di cui al Titolo III art.II- 81, Parte 3° art.III-118, Capo V Parte 3° art.III-278.

Europa Europe 3Deurope_day_2005_itNel motto dell’Unione EuropeaUniti nella diversità” di cui all’art. I-8, i popoli europei vogliono restare un Continente aperto alla cultura, al sapere ed al progresso sociale, certezza che viene rievocata in quella “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” che resta, pur sempre, la piattaforma propositiva di democrazia e soprattutto che non disattenda mai quei valori conquistati di uguale opportunità, di rispetto, di promozione e di sempre più garanzia futura.

La “problematica femminile” di difesa, anche a livello europeo, non può essere considerata alla stregua di un’appendice di un settore o di una rievocazione della sua origine reale anche in presenza di un programma di Governo, ma deve essere assunta come un modo di continuare a proporre soluzione ai problemi di carattere femminile che tenga sempre conto della specificità dell’essere donna.

Questo il significato del ricordo della XV “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” che sancisce l’importanza di taluni valori fondamentali etici e sociali.

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza!

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto né gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

Incapacità di intendere e volere.

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Il Presidente

tribunale122-1120x641Ai gravissimi fatti quotidiani di reati di omicidio/suicidio/ crudeltà / futili motivi di premeditazione, specie quelli densi di tristezza che avvengono in famiglia, sollevano il nodo dell’imputabilità penale, a seguito della così detta “incapacità giuridica di intendere e volere”.

Naturalmente come primo provvedimento l’Autorità preposta dispone l’internamento in un Ospedale Psichiatrico.

L’allarme sociale del gravo fatto, non ultimo quello avvenuto a Roma in una villa all’EUR dove il killer, secondo i mass media, abusava della droga detta di Wall Street o di farmaco depressivo con effetti allucinogeni, riapre il nodo della perizia psichiatrica per raggiungere quella metodologia giuridica della “incapacità di intendere e volere” a volte decisamente incomprensibile e mostruosa, quindi, forse, consequenziale della non imputabilità del soggetto autore del “misfatto,che ci fa restare strabiliati e preoccupati in quanto non vi è più sicurezza!!!

Non si può decisamente affermare che il raptus di cui sopra sia dovuto ad una infermità mentale, anche se quella “persona” era in cura psichiatrica e non ci vogliamo addentrare nel “fattaccio” e nelle valutazioni giuridiche, ma si deve considerare che per “disagio mentale” il mondo medico-scientifico definisce situazioni diverse tra loro, quali disturbi del comportamento, panico, ansia, depressione, psicosi, schizofrenia, cronici o recidivanti che interessano l’età giovanile/adulta ed i pazienti, i quali raramente hanno coscienza di malattia.

Il problema dell’imputabilità penale nel campo psichiatrico e le varie diagnosi commesse tra psicopatologia e dinamica dei fatti, è argomento che lasciamo alla competenza medico-legale/legislativa che si dibatte tra le pericolosità sociali del malato di mente e le condizioni mentali dello stesso “imputato”, ma preoccupa l’opinione pubblica che teme per la propria incolumità.

 slide_24Ma non è pensabile che menti psichicamente instabili, autori di tragedie umane, possano entrare nei vituperati Ospedali Psichiatrici Giudiziari o rientrare tranquillamente in famiglia e conseguentemente nella società, la quale in tale maniera resta, ripeto, completamente indifesa ed in balia di “costoro” che si devono ritenere socialmente pericolosi.

Resta il fatto che il Parlamento ha rinviato la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari all’aprile 2015, mentre per ora agosto 2014 il Giudice rinvia questi “rei malati” in strutture OPG definibili manicomiali, invece che curarli, che da ben 35 anni dovevano essere soppressi.

Ora nel triste episodio di cui sopra si comincia a “ri-sventolare” ai quattro venti la solita “perizia psichiatrica” un sotterfugio giuridico, spesso e volentieri “sistema” per evitare la prigione o forse per introdurre il reo negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari Petizione 2013 .

In Italia con le leggi 180 e 833, ripeto, s’intendeva “chiudere” tutti gli Ospedali Psichiatrici e superare quei “specifici ed obbrobriosi sistemi di cura” ipotizzando la riconversione delle strutture e cure capaci di garantire interventi integrati e dignitosi per il malato psichico nelle varie fasi del suo trattamento. Questo lo spirito della legge Basaglia.

Ancora oggi ci domandiamo a seguito delle leggi di cui sopra, perché sono in atto ed ancora aperti 6 Ospedali Psichiatrici Giudiziari e qual è l’utilizzo di quest’ultimi? A chi servono e a che servono?

Prime_Minister_RenziAncora una volta auspichiamo che l’intendimento delle Istituzioni Legislative ed il Governo Renzi si facciano carico di riforme urgenti, invece di formalizzarsi in inutili e dannose litigiosità che non servono né a coloro che gestiscono la res pubblica né ai cittadini, per non dover assistere ancora una volta a questi “abominevoli massacri”!

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: “ Andiamo avanti con speranza !

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E’ la fede che ci salva!

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Il Presidente
F_-_AngelusPrima dell’Angelus che solitamente pronuncia dal Palazzo Apostolico Papa Francesco spiega che non bastano coraggio e qualità per affrontare le sfide della vita.
E’ la Fede che permette di camminare anche nel buio, in mezzo alle difficoltà” (10 agosto 2014).

Quella Piazza San Pietro rigurgitante di persone, ma soprattutto di pellegrini, di penitenti, di cattolici venuti ad ascoltare gli insegnamenti del Papa e dove ci informa che “l’umanità è fragile, intensa, immensa e rischia di essere travolta dalle avversità, ma se si ha Fede nel Signore Gesù, nulla è impossibile, anche camminare sull’acqua senza affondare”.

Riferendosi Papa Francesco al passo del Vangelo (Mt 14, 22-33) in cui si racconta di Gesù che dopo aver placato una tempesta sul lago, sostiene e salva Pietro, camminando sulle acque senza affondare, il Papa ha spiegato che la “la risposta fiduciosa e pronta alla chiamata del Signore fa compiere sempre cose straordinarie”.

Ma, continua il Pontefice, “Pietro comincia ad affondare nel momento in cui distoglie lo sguardo da Gesù e si lascia travolgere dalle avversità che lo circondano“, ha continuato il Santo Padre, “ma il Signore è sempre lì e quando Pietro lo invoca, Gesù lo salva dal pericolo”.

Dunque il Pontefice ci ricorda nel  rievocare il personaggio di Pietro con i suoi slanci e le sue debolezze, i n/s peccati, le n/s debolezze, le n/s sofferenze e descrive la nostra Fede: “sempre fragile e povera, inquieta e tuttavia vittoriosa, la Fede del cristiano cammina incontro al Signore risorto, in mezzo alle tempeste e ai pericoli del mondo“, mentre la barca con i Discepoli rappresenta il mondo, con le genti accomunati dall’inesperienza, dal dubbio, dalla “poca Fede.”

Ma improvvisamente  come per incanto, tutto cambia quando sulla barca sale Gesù e tutti si sentono uniti con Lui nella Fede, “tutti piccoli e impauriti” ha proseguito il Papa,”diventano grandi nel momento in cui si buttano in ginocchio e riconoscono nel loro Maestro Gesù il Figlio di Dio.”

Nel ricordare “questa è una immagine efficace della Chiesa” continua Papa Francesco, con tutte le sue disavventure che centrano uno dei malesseri odierni, che avviliscono quanti sono dentro e fuori la Chiesa e che soffrono, é “una barca che deve affrontare le tempeste e talvolta sembra sul punto di essere travolta, quello che la salva non sono le qualità e il coraggio dei suoi uomini, ma la Fede, che permette di camminare anche nel buio, in mezzo alle difficoltà”.

Ai giorni nostri nelle incertezze e nelle difficoltà della vita, vediamo sempre nella Fede che “ci dà la sicurezza della presenza di Gesù sempre accanto, della sua mano che ci afferra per sottrarci ai pericoli” e che “tutti noi siamo su questa barca e qui ci sentiamo al sicuro nonostante i nostri limiti e le nostre debolezze“.

pf1Siamo al sicuro”, ancora Papa Francesco, ”soprattutto quando sappiamo metterci in ginocchio e adorare Gesù, l’unico Signore della nostra vita. A questo ci richiama sempre la nostra Madre, la Madonna. A lei ci rivolgiamo fiduciosi“.

Pregare la Madonna, quella della Misericordia, (che abbia “Misericordia e non giustizia” come avvertiva il Cardinale Siri – Chiesa Santa Fede – Corso Sardegna – Genova dove ho trascorso la mia gioventù e conservo sempre la devozione a Maria Santissima).

Nella preghiera che rivolgiamoci tutti al Signore diciamo: Signore aiutaci a mantenere gli elementi essenziali dei 10 Comandamenti, conservaci il timor di Dio, donaci la Carità e perdonaci sempre, perché la Fede ci salvi! E così sia!

E con le parole del Santo Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza!

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