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AVVENIRE | Cronaca Roma > Disabili senza genitori, il tempo stringe | Alessia Guerrieri

AVVENIRE | Cronaca   Roma   >  Disabili senza genitori, il tempo stringe |  Alessia Guerrieri

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Una legge sul “dopo di noi” entro il 3 dicembre, giornata internazionale della disabilità. Ci si era lasciati con questo programma – prima della pausa estiva – in commissione Affari sociali alla Camera, dove dall’11 giugno è iniziata la discussione dei tre ddl in materia (n.1352, n.2205 e n.2167). Ed è lo stesso auspicio con cui si è concluso a fine luglio l’incontro dei parlamentari con le associazioni. Una promessa che, adesso, ci si aspetta la politica rispetti. Oggi intanto a Montecitorio si torna a parlare dell’assistenza ai disabili senza famiglia con l’audizione in commissione dei rappresentanti della Federazione italiana per il superamento dell’handicap (Fish), della Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità (Fand), dell’Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettive e relazionale (Anfass), del Forum italiano sulla disabilità (Fid) e dell’Unione famiglie handicappati (Ufha). Ma al di là dei fondi – seppur importanti – la parola d’ordine resta quella di fare presto con scelte complessive sulla non autosufficienza.

Nei testi depositati alla Camera, infatti, ricorre l’idea di istituire un fondo speciale “Dopo di noi” (con uno stanziamento che varia da 300 milioni di euro all’anno a 100 milioni per il prossimo triennio), per garantire una vita dignitosa ai disabili anche quando la propria famiglia d’origine non ci sarà più. Un diritto che finora viene assicurato quasi totalmente da associazioni e fondazioni, con l’incertezza tuttavia di un’ospitalità definitiva. Ecco perché, adesso, urgono risposte concrete dalle istituzioni, anche se il fattore spending review non fa ben sperare sulle risorse a disposizione. Prima di valutare gli stanziamenti, comunque, ci si dovrà mettere d’accordo sui principi generali. Ne è convinto il presidente della Fish,Vincenzo Falabella, il primo che stamani sarà ascoltato dalla commissione. «Ci sono due temi irrisolti e affrontati in modo frammentario – dice –: il diritto alla vita indipendente e il rifiuto della segregazione», visto che scegliere dove vivere e come vivere la propria esistenza non è ancora garantito a molti disabili. Non è solo e tanto, quindi, una questione di fondi, ma di «scelte politiche». Serve nell’ambito della disabilità una «scelta epocale» che costringa a «ripensare le risposte, i servizi, le responsabilità, i percorsi in una logica d’inclusione e non di luoghi speciali ». Certo il testo unificato all’esame della commissione è un punto di partenza ma, per il presidente dalla Fish, presenta «molti coni d’ombra» e soprattutto «non contiene in modo netto l’espressione dei principi di diritto a cui il legislatore dovrebbe ispirarsi».

Testo migliorabile, dunque. Anche perché ben venga un fondo ad hoc, affiancato però – aggiunge Anna Contardi, coordinatrice nazionale dell’Associazione italiane persone down – «a interventi mirati non solo a gestire un anno la struttura d’accoglienza, ma a consentire la sopravvivenza nel medio e lungo periodo». E questo vuol dire, continua, supportare la quotidianità, «attivare un percorso di educazione e crescita di queste persone», perché «il dopo di noi è solo l’inizio della loro storia ». A sollevare l’urgenza di un fondo speciale economico è stato anche Felice Previte, presidente di Cristiani per servire, in una lettera-appello inviata al ministro per le Politiche sociali Giuliano Poletti. Una “cassa” nel quale far confluire anche «quelle parti di patrimonio o risparmi che in eredità andrebbero ai loro familiari invalidi fisici o psichici», gestito da un ente pubblico, «sempre operante ed attivo garantendo una continuità che la persona fisica non è in grado di garantire». Perché il mondo della disabilità – conclude – è formato «non da progetti di natura privata, ma da necessità collettive e non ha tempi di attesa».

10 ottobre 2014: Giornata Mondiale della Salute Mentale. I Convegni sulla materia, anche quello voluto recentemente dalla CEI, non risolvono né le condizioni dei malati, delle loro famiglie, soprattutto quella della sicurezza dei cittadini!

10 ottobre 2014: Giornata Mondiale della Salute Mentale. I Convegni sulla materia, anche quello voluto recentemente dalla CEI, non risolvono né le condizioni dei malati, delle loro famiglie, soprattutto quella della sicurezza dei cittadini!

Cristiani per servire

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Il Presidente

tristeNella possibilità o meno di rimuovere gli ostacoli che si frappongono verso i malati psichici, tema discusso nel Convegno voluto dall’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della CEI dal titolo: “La malattia mentale: una emergenza. La Psichiatria in tempi di crisi“, i convegnisti hanno tentato di spiegare questa grave ed urgente situazione che perversa in Italia.

Questo Convegno saggiamente voluto, è stato teso per sensibilizzare il pubblico sui problemi di salute mentale nel ricordo dell’uomo-malato debole ed indifeso, che come tale, non viene “aiutato” dalle risorse globali stanziate ancora insufficienti in Italia e come ci ricorda l’Organizzazione Mondiale Sanità, per l’espandersi dell’aumento delle necessità distribuite in maniera difforme tra nord e sud nel mondo.

whoIl tema centrale voluto dall’ONU nella Giornata Mondiale della Salute di quest’anno 2014 riguarda la tecnologia per favorire l’inclusione sociale delle persone con disabilità, non ha trovato riscontro, ma solo inutili chiacchiere che non hanno risolto, proposto, introdotto alcun suggerimento alle Istituzioni, ma evidenziato che l’uomo e la famiglia sono in pericolo da disordini mentali o neurologici, depressivi, demenziali. Petizione 2013.

Molti problemi di salute sussistono e nel maggio 2013 l’Assemblea Mondiale della Sanità ha adottato un Piano d’Azione fino al 2020 ritenendo prioritario la coordinazione dei servizi sociali e sanitari per trattare in forma più adeguata la salute pubblica a partire dall’adolescenza fino alla tarda età.

ista1Secondo i dati Istat ultimi nel Rapporto Annuale del 28 maggio 2014 “tra i 28 Paesi della UE, l’Italia è settima per la spesa in protezione sociale” ed “esso ci offre uno spaccato degli andamenti demografici, delle condizioni di vita delle famiglie e delle politiche di welfare del n/s Paese” e “ la spesa destinata alle persone con disabilità, nel 2011 è stata pari in Italia al 5,8% “ a fronte del 7,7% della media europea.istat

 Il Capitolo 4 del “Rapporto” non considera la situazione economica delle famiglie con almeno un membro con disabilità, figuriamoci dove insiste e persiste un malato psichico dove una cruda realtà i “tagli” sulla Sanità sono intensi, compreso quelli scarsi economici, soprattutto non legislativi per questo settore.

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In Italia le persone con più di 65 anni ,oggi 2014, costituiscono il 15% della popolazione anziana e nel 2025 saranno del 25%, eppure mancano Case di Riposo in grado di garantire una adeguata assistenza di tutta la popolazione autosufficiente e non, le cui condizioni quotidiane di arretramento dei servizi sociali e sanitari sono notevoli lasciando al lucro attivissimo ed alla speculazione dell’iniziativa privata. Ci chiediamo se questa carenza non sia una forma di strisciante eutanasia mascherata.

Spesso e volentieri si “coltiva” e si diffonde il concetto di una certa filosofia al fine di ottenere una corretta e maggior informazione verso la malattia mentale, intesa a superare lo stigma sociale, l’esclusione, il pregiudizio, la discriminazione.

Arice-Galantino-300x300Quello che ci ha “colpiti” in quel Convegno, non vogliamo fare nessuna polemica, né recriminazione, ma solo esaminare in breve, uno spunto di riflessione ed interpretazione, nel non aver visto e sentito il non dire “basta con gli slogan”, come ha ricordato Mons. Nunzio Galatino Segretario Generale della CEI. Il riferimento è allo stigma sociale, all’esclusione sociale, al pregiudizio, alla discriminazione, per chiarire e chiudere una vicenda d’interpretazione di una legge (quella che ha “chiuso i manicomi) che ha lasciato la famiglia sola,  con essa la società ed in ambiguità la psichiatria.

Lo stigma sociale, cioè l’impronta il suggello la vergogna la paura il timore di essere additati alla gente, è ipotesi vecchia e stravecchia che poco sussiste nell’animo umano e nella solidarietà del quotidiano, perché non è qui che si devono ricercare queste evenienze e queste affermazioni che lasciano noi e l’opinione pubblica attonite, soprattutto sconcertate le famiglie di questi “desaparecidos della n/s civiltà”.

L’esclusione sociale: direi, è l’emarginazione avvilente dei malati. Il pregiudizio: si deve parlare di paura, in quanto siamo di fronte ad un nemico invisibile, incontrollabile,  come i giornalieri episodi di lucide follie che riempiono le cronache dei mass media. La discriminazione si combatte nel rispetto dell’art.13 del Trattato di Amsterdam verso il “modello sociale” onde trasportare in provvedimenti legislativi italiani la Direttiva Comunitaria entro il 31 dicembre 2003.

bluLa vergogna da stigmatizzare è nelle leggi 180 e 833 del 1978 che non hanno sufficientemente programmato servizi specifici in strutture adeguate, lasciando solo i Servizi di Diagnosi e Cura negli Enti Ospedalieri Generali, dove a volte non esistono Reparti di Accettazione per urgenze in TSO. Dove poi esistono, i “malati” vengono riempiti di psicofarmaci o manciate di pillole sufficienti da far tornare a casa dopo 7 giorni ( salvo altra conferma) ai sensi dell’art.35 legge 833. Ecco essere una parte della psichiatria in tempo di crisi economica, direi soprattutto morale.

E’ vergognoso e profondamente contradditorio che ancora esistono Cliniche Private, peraltro assai costose, 6 Ospedali Psichiatrici Giudiziari, persone con disordini mentali nelle carceri, *http://it.radiovaticana.va/news/2014/08/29/cristiani_per_servire_più_attenzione_ai_disabili/1105415. “… alle fondamenta della civiltà, della dignità umana e dei suoi diritti, noi non possiamo tacere“ (Presidenza CEI 2 agosto 2014) ed aggiungo dobbiamo avere coraggio!

Allora per riprendere le parole del Segretario Generale della CEI “bisognerebbe chiedere alla gente se sta trovando le risposte non annunciandole, ma affrontandole“, 1_0_726663senza dimenticare: “Perché i disabili mentali ricevano l’amore di cui hanno bisogno per una vita dignitosa” (Intenzioni del Papa affidate all’Apostolato della Preghiera per il mese di settembre 2014).

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza!”

Previte

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto né gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

Possibili elezioni politiche anticipate? Ma allora quale è, o sarà, il ruolo dei cattolici? Necessita una legge elettorale!

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Il Presidente

NEWS_137042L’elezioni politiche anticipate sono una delle possibili ipotesi ventilate con troppa frequenza! Ma in questa Torre di Babele, quale è o sarà il ruolo specifico dei cattolici?

I Partiti e le ideologie che hanno svolto in passato un ruolo fondamentale tra la società e le Istituzioni, non svolgono più il principio della rappresentanza democratica. E’ quindi necessaria una nuova legge elettorale, promessa, ma non realizzata. 1561119_LancioGrandeOccorre una nuova generazione di politici onesti, specie cattolica, coerente con la vita politica, con l’agire verso la socialità ed in osservanza con il Magistero Sociale della Chiesa Cattolica  e non “cristiani vanitosi, sono una bolla di sapone” (Papa Francesco Santa Marta 25 settembre 2014).

Quello che potrebbe avvenire, con le elezioni politiche, è una rincorsa al potere da parte di nuovi Movimenti, Formazioni e Partiti Politici, stante i molti simboli già presentati nelle ultime elezioni amministrative 2014, i quali non sono altro, per i trascorsi negativi anni (infatti oggi 2014 tutti vogliono riforme!), che gruppi di potere, (in aperta simbiosi di quanto diceva il Presidente Andreotti “ il potere logora chi non ce l’ha”!), quando, ormai, un sano bipolarismo si rende necessario per garantire una solida governabilità, in assoluto rispetto democratico .

Non è fare politica, non siamo “legati” ad alcuna “tendenza”, comunque commentiamo per dovere etico e responsabile di cittadini, avendo, come tutti hanno “visto” in passato, la constatazione di quanto affermiamo dal fatto incontrovertibile che oggi l’Italia necessita di una Politica incarnata, non in questo basculante incomprensibile agire politico, ma nella immissione di soli due grandi schieramenti politici, che potrebbero originare un Governo stabile.

E quando la governabilità diventa “impossibile”, si deve avere la possibilità con leggi elettorali civili e necessari “sbarramenti”, sempre in un sano bipolarismo, di ricorrere all’altro schieramento, come vige in quasi tutte le democrazie!

La consistenza politica funziona in modi assai diversi secondo il numero e la distanza ideologica dei Partiti che in un regime democratico influenzano profondamente nella vita delle Istituzioni e dove risultano leggi elettorali ispirate ad un proporzionalismo che ha pochi riscontri nei Paesi democratici con un numero di abitanti simili al nostro.

Immettendo nell’arena politica nuovi Partiti, Movimenti, Espressioni Politiche, è da ben 66 anni (dal 1 gennaio 1948) che abbiamo avuto ogni sorta di Partiti, Movimenti, Coalizioni che hanno più o meno dato vita ad una governabilità della n/s organizzazione costituzionale, riducendo, da qualche “decennio”, la possibilità dell’intervento dei cittadini nelle elezioni politiche/amministrative e trasformando sempre più da voti di investitura in voti di indirizzo. Insomma il popolo conta poco o nulla!

dottrina-sociale-ChiesaNon bisogna dimenticare che altissimo è stato il contributo offerto sul piano culturale e giuridico dai cattolici (quelli veri) per una corretta definizione dei rapporti sociali dopo la guerra 1940/1945 in un atto, la Costituzione, di pacificazione dettato dall’esigenza di non introdurre motivi di conflittualità nel difficile momento della ricostruzione, si può e si deve riformare una parte della Costituzione che è “rigida”, ma  può essere modificata, oggi 2014, attraverso leggi particolari, per le quali sono previste complesse procedure

Ora in un momento dominato dalla sfiducia, criticità economica, incertezza politica, dove i toni di quest’ultima e della socialità si fanno sempre più aspri e privi di valori morali, dove si è chiuso un “ciclo politico” che ha portato traguardi più o meno significativi, si apre un “nuovo scenario ” che deve tendere non ad avere colori diversi a secondo delle condizioni che si vuol far trovare il Paese, ma è compito dei moderati, soprattutto dei cattolici, di difendere onesti, autentici, chiari valori morali non negoziabili per ridare alle necessità della gente quella ormai persa sovranità, ordinamento originario, che appartiene al popolo onde rimuovere i vari problemi fin’oggi totalmente trascurati (art.1° Costituzione).

Il nostro Paese è “preso” nella litigiosità politica con scambi di accuse senza minimamente curarsi se emergenze, divergenze od esigenze sociali siano degne di essere ritenute tali e vergognosamente lasciate nell’angolo più buio del buon senso del “Palazzo”.

Il mondo civile e quello cattolico è tra due fuochi: bisogna finirla con questi atteggiamenti, è  necessario, opportuno, augurabile uscirne fuori! Provare si può!

Con le parole del Santo Giovanni Paolo II: ”Andiamo avanti con speranza”!

Previte

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto né gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) in ambito psichiatrico.

Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) in ambito psichiatrico.

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Il Presidente
tsoSpesso nei mass media viene citato il Trattamento Sanitario Obbligatorio, ma l’opinione pubblica si chiede: cosa è il TSO?

Anzitutto il TSO è stato istituito dalla legge 180/1978 (quella legge che ha chiuso i “manicomi”), attualmente regolamentato dalla legge 833/1978 (quella che ha proseguito l’esecutorietà della “chiusura”) e costituisce quelle procedure sanitarie applicabili in caso di motivata necessità, in cui il “soggetto malato” soffra di una grave patologia psichiatrica non gestibile, a tutela della sua salute e per la sicurezza della salute pubblica.

tso (1)Un atto composito nella nomenclatura giuridico sanitaria che consente l’effettuazione di accertamenti e terapie in presenza di alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici, spesso non accettati da quanti mancano della consapevolezza di soffrire di questa grave patologia psichiatrica, intesi come procedura esclusiva finalizzata alla tutela della salute, della sicurezza del paziente e di quella, soprattutto, dei cittadini, oggi 2014, molto sconvolti e sempre in pericolo da raptus o tragiche follie, specie ora, che si verificano, anche, nelle strade delle n/s città e dei n/s paesi.

Questo “atto”, o trattamento inquisivo, ha sostituito la normativa in cui si chiedeva il ricovero coatto dalla legge n. 36 del 1904, basato sul concetto della immediata pericolosità del soggetto malato per sé e per gli altri, cioè una difesa sociale.

Disposto dal Sindaco del Comune su proposta motivata di un medico quando è necessario un ricovero ospedaliero, viene convalidato da altro medico appartenente ad una struttura pubblica e dal Giudice Tutelare di competenza e dura 7 giorni. Quando avviene tutto questo

Quando:

  • la persona affetta da malattia mentale necessita di trattamenti sanitari urgenti;
  • la persona rifiuta il ricovero ed il trattamento sanitario in presenza di una urgenza;
  • quando è impossibile prendere adeguate misure extra ospedaliere.

Nel periodo del TSO ospedaliero nei Servizi di Diagnosi e Cura (SPDC), è necessario, per legge, il rispetto della dignità della persona e dei diritti civili e politici garantiti dal Costituzione (qui ci trova consenzienti!).

Ma quando si trasforma in ricovero volontario richiesto dal paziente ed il diritto alla libera scelta del medico e del luogo di cura che la legge concede, ci si domanda, ma come può un sofferente mentale essere padrone delle proprie azioni quando è stato ricoverato per “riparare” a queste menomazioni?

In una società civile come la nostra Italia in cui insistono malati psichici lasciati allo “sbaraglio” (si parla di circa 10 milioni di sofferenti questa patologia, dalla depressione alla schizofrenia grave), dove le famiglie sono lasciate sole senza una ragionevole speranza, dove vi è un continuo pericolo, dove la famiglia in cui insiste un disabile psico-fisico è incompresa e beffata, la n/s Associazione ha voluto proporre fin dal 7.10.1998 con le Opere don Orione e don Guanella  e per l’ennesima volta riproporre il 18 marzo 2013 una Petizione al Parlamento Italiano (rubricata col n. 308 al Senato della Repubblica e n. 31 alla Camera dei Deputati), onde sollecitare una definitiva soluzione di questa piaga sociale che da moltissimi anni è stata lasciata nel più completo silenzio e disinteresse da parte delle Istituzioni.

budget del ricoverato   Petizione 2013 http://www.sordionline.com/index.php/2014/09/intervista-a-franco-previte-cristiani-per-servire-dopo-di-noi/

E con le parole del Santo Giovanni Paolo II: “ Andiamo avanti con speranza !

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