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Ottavo anno della “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” dell’ONU. Tutti i cittadini, deboli, indifesi, disabili fisici o handicappati psichici, devono godere degli stessi diritti degli altri esseri umani!  

Ottavo anno della “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” dell’ONU.  Tutti i cittadini, deboli, indifesi, disabili fisici o handicappati psichici, devono godere degli stessi diritti degli altri esseri umani!  
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Il Presidente

Convenzione-diritti-disabiliIl 6 dicembre 2014 ricorre l’ottavo anno dall’adozione della “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità“ (Distr.General A’/61/617 Sixty First Session), avvenuta a New York  da parte dell’ONU, ratificata dal Parlamento Italiano il 20 febbraio 2009 e pubblicata
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(Gazz.Uff. n. 61 del 14 marzo 2009), con Preambolo e 50 articoli,  compreso il Protocollo Opzionale composto da 18 articoli, incarnata nella legge 3 marzo 2009 n. 18.

Le riflessioni che mi permetto esporre, con l’obiettivo del bene comune, per giustizia e solidarietà, sono tese a porre attenzione su un provvedimento legislativo che nella ratifica da parte del Parlamento Italiano, in una certo senso, è stato a danno del mondo cattolico, della disabilità, dell’etica, restando sempre in perfetta sintonia:

  • con la Santa Sede, che ha richiesto al mondo nel 2007, compreso l’Italia, “precise riserve così da escludere ogni riferimento all’aborto, sia come diritto che come modalità e metodo della salute riproduttiva” logo-press (1)(Dichiarazione S. Sede del 13 dicembre 2006, a New York nella fase di ratifica dai Cardinale Migliore e poi dal Cardinale Lozano Barragan Presidente del Pontificio Consiglio degli Operatori Sanitari);
  • con il mondo della disabilità a difesa dei diritti e della dignità umana, che ha subito una evidente discriminazione.

La “Convenzione” è stata elaborata con l’intento di sostituire politiche sociali difformi, come le leggi 180 e 833 del 1978 che hanno “chiuso” in Italia i “manicomi” senza strutture alternative, “momento” nel quale il Parlamento Italiano ed il Governo nel 2007 potevano e possono tutt’ora applicare quelle norme migliorative ai sensi dell’art. 4 in conformità con la legge italiana 104/1992.

La n/s Petizione al Parlamento Italiano del 2 gennaio 2009, come consenso vincolante ai sensi dell’art. 42 della “Convenzione”, “suggeriva” al Parlamento ed al Governo di adottare “norme migliorative” ed inoltrare al Segretario Generale delle Nazioni Unite quelle “precise riserve” intese:

1.)  ad escludere l’aborto  che é contro l’etica, ed ogni forma civile, con un emendamento ai sensi dell’art.47/1 della “Convenzione” stessa;

2.) all’applicazione delle “norme migliorative” (riforma delle leggi 180 e 833 sulla chiusura degli ex-ospedali psichiatrici) previste dall’art. 4 della “Convenzione”, attese dalle famiglie degli handicappati psichici e dall’opinione pubblica dal 1978.

Il n/s Ricorso del 15/4/2010 ai sensi dell’art. 1 comma 1° del Protocollo Opzionale è stato inoltrato all’“ Ufficio per i Diritti Umani” dell’ ONU a  Ginevra (CH), inteso a chiarificare la differenziazione tra disabile fisico e handicappato psichico.

La Dichiarazione Vaticana del 13 dicembre 2006 ha chiaramente espresso l’utilità della “Convenzione”, ribadendo la posizione della Chiesa, che ampiamente approviamo, (posizioni poco valutate a fondo da certi n/s ambienti Non si può essere cristiani, senza la Grazia dello Spirito Papa_Francesco_ve_S_Marta_tn1(Papa Francesco 23 ottobre 2014 Vaticano Chiesa Santa Marta) e con “Il silenzio è la più bella espressione del disprezzo“ (George Bernard Shaw).

Sui concetti della salute sessuale e riproduttiva (art. 23 e 25), il Vaticano ha posto in risalto la dimensione umana del concetto “persona” “per farne un testo efficace e sottoscrivibile”, “con criteri diversi, comprensivi del divieto dell’accesso all’aborto”, (Dichiarazione del Cardinale Lozano Javier Barragan ex- Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari – Pastorale della Salute). (speciale dossier).

Argomento molto contestato per le decisioni assunte di impegno nella difesa delle dignità e diritti delle persone disabili, a cominciare dal diritto alla vita, perché pur considerando la “Convenzione” ottima ed importante per il miglioramento della qualità della vita dei 650 milioni di persone con disabilità del mondo (l’80% dei quali vivono in Paesi in via di sviluppo), quegli articoli (23 e 25) autorizzando l’accesso ai servizi riproduttivi, possono favorire l’aborto, l’eutanasia, la limitazione delle nascite, lo stesso concetto non responsabile dei rapporti sessuali, l’espandersi dell’epidemia dell’HIV/AIDS disattendendo la procreazione, metodologie di sterilizzazioni, sufficienti ad offendere la dignità della  persona, specie per quelle popolazioni più povere e più vulnerabili.

Javier_Lozano_BarraganBisogna considerare che la natura giuridica della Santa Sede è speciale, in quanto comprende la Città del Vaticano, che è anche Governo  della Chiesa Universale e la sua approvazione, “equivarrebbe ad offrire una cauzione morale nell’insieme del testo giuridico” (Card. Lozano Javier Barragan), un sostegno morale ad un provvedimento in contrasto con la morale specifica dei Documenti Dottrinali  e del Magistero della Chiesa Cattolica.

A nostro modesto avviso la riproduzione e la pianificazione familiare, così come “presentati”, sono in netto contrasto con l’art. 10 della “Convenzione” dove “viene garantito il diritto inalienabile alla vita; con l’art.15 “dove nessuno dovrà essere sottoposto ad esperimenti medici scientifici”; e con  l’art.16 dove si protegge “ogni forma di sfruttamento, violenza od abuso”.

Una società civile e globalizzata che tende costantemente e giustamente a riaffermare il valore della vita (no alla guerra, no al terrorismo, no alla pena di morte) la si neghi attraverso il tentativo di ”imporre” norme che inducono alla soppressione radicale della funzione generatrice e procreatrice del genere umano, con la scusa di volere prevenire complicazioni future onde frenare la diffusione di handicap genetici, eliminare figli imperfetti.

La consideriamo quale eutanasia mascherata per distruggere la vita senza senso, negazione della vita nascente, con una apparente “eliminazione” di anziani non autosufficienti, disabili psico-fisici, malati terminali, in contrasto con l’art.25/f che “impedisce il rifiuto dell’assistenza sanitaria nonché di alimenti o liquidi a causa della disabilità“: budget del ricoverato.

Le n/s riserve fanno parte della preoccupazione delle famiglie, dell’opinione pubblica ed intende collaborare affinché il mondo della sofferenza sia portato a migliorare la condizione di vita e protezione della salute.

Sui mezzi di controllo della natalità si è prodotta una confusione morale, specie in quella parte (non solo!) del mondo civile quando le modalità stabilite nella “ Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” potevano e possono causare gravi danni alla dignità della persona, alla sua nascita, alla sua vita fino alla morte naturale riconosciuta dalla ragione umana e dalla morale cattolica, nonché quale segno di civiltà.

Quelle “azioni” fanno parte di un “disegno illogico”, anticattolico, anti civile, anti umano che nel mondo, come in Italia, non sostiene le famiglie che si trovano a fronteggiare situazioni di acuta sofferenza, di offendere la dignità, specie delle popolazioni più povere e vulnerabili, con “quella” normativa concernente la limitazione delle nascita, il concetto non responsabile dei rapporti sessuali ed anche l’aborto.

Debbo sottolineare che la “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” segna un distacco molto chiaro da un approccio medico-assistenziale ad un approccio legato ai diritti umani, ma con l’obiettivo precipuo di affermare con notevole incisione che tutti i cittadini, deboli ed indifesi, disabili fisici o handicappati psichici, “devono godere degli stessi diritti degli altri esseri umani“! (Giornata dell’handicappato mentale voluta dall’ONU 20 dicembre 1971) e non solo di cani e gatti come l’idolatria che avviene nei n/s giorni. Tutti hanno diritto alla vita!

La nostra cultura deve dare una civile, cristiana solidarietà, una chiara risposta etica ed un impegno sollecito per garantire la sicurezza e la dignità di ogni cittadino disabile ed il “peso” di questa “ situazione” é svolto in parte, soprattutto, da Opere Cattoliche tipo don Orione, don Guanella, Opera don Gnocchi, Fatebenefratelli ecc.

Queste nostre “riflessioni” non hanno la pretesa di far “ripensare” il Parlamento a rivedere quanto di non positivo ha la “Convenzione”, ma di consolidare e dire a quanti non hanno valutato il rispetto della persona umana, soprattutto sofferente, che è un principio inscindibile ed irrinunciabile dell’uomo, come giustamente avvertiva l’allora p_vi (1)S. Padre Paolo VI che affermava che “il popolo di Dio” (compreso i cattolici) e la nostra società, non è quella dell’avere, ma dell’essere. Il resto non conta!“.

Avvertiamo preoccupazione nelle famiglie in cui insiste un disabile una grande preoccupazione per le prospettive future, cioè la carenza del DOPODINOI (che sosteniamo con le n/s Petizioni) in quanto non hanno la sicurezza sull’assistenza quotidiana che il proprio familiare dovrà affrontare quando resterà solo, ma ci conforta i tanti “segnali” di attenzione ed adesione al n/s agire, nell’aiutare le persone fragili e vulnerabili, anche se con una dissertazione un po’ lunga, ma necessaria per la verità!

http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00441892.mp3   http://media01.vatiradio.va/podcast/feed/rg_italiano_sera_300814.mp3. http://it.radiovaticana.va/news/2014/08/29/cristiani_per_servire_più_attenzione_ai_disabili/1105415 

Dalla Soglia Pontificia tutti i Pontefici consegnano a tutti noi un messaggio verso i più deboli, emarginati, disabili, i quali non sono da considerare come un carico di pietà e di dolore, ma come dono di Gesù da abbracciare con una seria meditazione che viene dalla fiaccola della carità, perché “cerchiamo di vivere in maniera sempre più degna della n/s vocazione cristiana“ (RQBdiqvr_biggerPapa Francesco, twitter 20 novembre 2014).

E con le parole del Santo Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza”!

Previte

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto né gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

Astensionismo o rifiuto della politica in Emilia/Romagna ed in Calabria?

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Il Presidente

La politica deve “guardare” al Paese reale, dove primeggiano economia, morale, bipolarismo!

elezioini_regionali_oliviero_bonaccini_645La stanchezza, il disgusto della gente per la politica, le inutili chiacchiere, i mancati provvedimenti per quanto si riferisce anche il mondo della disabilità, ecco uno dei tanti problemi che hanno seguito l‘astensione dai seggi elettorali della gente nell’Emilia Romagna e nella Calabria.

La  grave situazione della n/s Italia necessita di provvedimenti contingentali, risolvibili e tali che con Governi Regionali (e centrali!),  a tutt’oggi, novembre 2014, questi non sono stati in grado di “ascoltare la gente” per risolvere una crisi, che è anche morale!

Alcuni commentano ed indicano nell’astensionismo un grave rischio di una governabilità senza rappresentanza, in quanto le leggi regionali hanno tenuto uno sbarramento “feroce”, che è giusto porre in essere per instaurare una legge elettorale che svolga un bipolarismo perfetto, ripeto, dove devono esserci solo due Fazioni Politiche: quando una non va passare all’altra e questo perché da moltissimo tempo i Governi che si sono succeduti in Italia sono stati parzialmente  governabili e sotto la continua minaccia degli altri Partiti, che non sono altro che centri di potere.

copertina Nuova genLa mancata formazione di una politica da parte dei politici cattolici, non giustifica il fenomeno dell’astensionismo che resta pur sempre una non presa di responsabilità dell’elettore sia esso cattolico o moderato, ma manca un cammino di sensibilizzazione di una solida presenza del valore cattolico e sociale che fa parte della Copertina-Compendio-DSCDottrina Sociale della Chiesa Cattolica.

Lo ripeto da tempo: abbiamo bisogno di onesti Politici che ci amministrano per il bene di tutti come li vuole la buona politica e di buoni Sacerdoti che sappiano, da buon samaritani, evangelizzare e non agire come arroganti funzionari, impiegati o dipendenti della Chiesa come dice Papa Francesco “cerchiamo di vivere in maniera sempre più degna della n/s vocazione cristiana“ (twitter Papa Francesco 20 novembre 2014).

Ritornando alla politica, il cittadino si domanda: perché i risultati elettorali, a parte la forte astensione dal voto dell’elettorato ritenuto moderato, favoriscono ed agevolano Movimenti o Partiti che possono contare sui loro fedelissimi?

Indubbiamente questo “intreccio di cespugli” non soltanto ostacola una efficiente governabilità, ma riduce, per ora, la possibilità al cittadino di dare un voto di indirizzo, anziché di investitura, per cui necessita una riforma della legge elettorale che consenta la valida e libera espressione dei cittadini in soli due Partiti Politici e “liberare” la politica dai gruppi di potere.

Dante_DoréParafrasando il Sommo Vate Dante Alighieri, oggi 2014, non si può che pensare, “Ahi serva Italia di dolore ostello nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincia, ma bordello!” (Dante – Purgatorio VI, 78),

E con le parole del Santo Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza!”

Previte.

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E’ una vita quotidiana piena di sorprese! Papa Francesco ha lanciato un account @Pontifex in nove lingue: “Quanto bene possiamo fare con il buon esempio e quanto male con l’ipocrisia”. (1 novembre 2014)

E’ una vita quotidiana piena di sorprese! Papa Francesco ha lanciato un account @Pontifex in nove lingue: “Quanto bene possiamo fare con il buon esempio e quanto male con l’ipocrisia”. (1 novembre 2014)
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Il Presidente

pfQuando quelli che sono nel Tempio siano sacerdoti, laici, segretari, ma che hanno da gestire nel Tempio la pastorale del Tempio, divengono affaristi, il popolo si scandalizza. E noi siamo responsabili di questo. Anche i laici, tutti”.

Lo ha detto il Papa, che nell’omelia della Messa celebrata a Santa Marta il 21 novembre 2014 ed ha ammonito: “Se io vedo che nella mia parrocchia si fa questo, devo avere il coraggio di dirlo in faccia al Parroco”.

Queste parole molto significative di storia giornaliera e della Chiesa valgono anche nell’ambito della Chiesa Universale, centrando quella che è una “storia amara” che avvilisce tutti coloro che sono dentro e fuori della Chiesa e sono in sofferenza.

Eppure rappresentano quei tasselli di quel grande quadro di cui è costituita la vita della Chiesa nella quotidianità.

Sono parole cariche di quei valori profondamente umani, profondamente cristiani che sono alla base del sistema formativo e sono espresse con quella tenerezza sulla quale insiste Papa Francesco di misericordia, sono parole con notevole rudezza che dovrebbero cambiare il cuore di qualche “birichino”, perché sono frutto di un atteggiamento buono, non di compassione o di chiusura degli occhi di fronte al male, parole che devono tendere alla rieducazione ed alla socializzazione anche di fronte ad una realtà scomoda.

Il popolo di Dio sa perdonare i suoi preti, quando hanno una debolezza, scivolano su un peccato”, ha spiegato Francesco: “Ma ci sono due cose che il popolo di Dio non può perdonare: un prete attaccato ai soldi e un prete che maltratta la gente“.

Una volta Papa Francesco disse “I soldi sono lo sterco del diavolo, ma possono servire a concimare i campi di Dio” e “quando la Chiesa o le Chiese diventano affariste, si dice che non è tanto gratuita, la salvezza”.

Dice un mio amico: abbiamo bisogno di onesti politici e di Governanti stante la situazione italiana, dove i politici sono tutti pieni (?) di principi per una giusta onesta e sana politica, ma abbiamo bisogno anche di Sacerdoti non dipendenti della Chiesa, che dapprima sono tutti pieni di onesto fervore per il bene comune, poi qualche volte “inciampano”, non ricordano che “siamo forti quando siamo deboli” (San Paolo 2 Cor 12,10).

Da questi principi cristiani ci viene l’esortazione di Papa Francesco non solo agli uomini della Chiesa, ma a  tutti, perché dobbiamo essere poveri, umili, miti ed i Sacerdoti e i Vescovi devono essere al servizio del popolo e se vi è un “firmamento buio” necessita di un sussulto di carità accogliente per riuscire  a dare speranza, perché fatti di questo genere per noi cristiani rappresentano un membro ferito della n/s comunità.

Porta-FideiQuesti “fatti” sono segnali di un dono della Fede da riscoprire anche nei n/s giorni per farla ritrovare a quanti hanno perduta, a quelli che dicono di averla, a quelli che l’adoperano per secondi fini, a quelli come noi che la cerchiamo nel quotidiano perché il Signore conceda a ciascuno di noi di vivere in bellezza e la gioia di essere cristiani” (Lettera Apostolica benxviBenedetto XVI, Porta Fidei, 11 ottobre 2011).

E con le parole sagge del Santo Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza!”

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“Salute mentale, OPG, Diritti Umani”: sono argomenti discussi in un “incontro” nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica.

“Salute mentale, OPG, Diritti Umani”: sono argomenti discussi in un “incontro” nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica.
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Il Presidente

zaccuriNella Sala Zuccari del Senato della Repubblica l’11 novembre 2014, si è svolto un incontro sulla Salute mentale,  Ospedali Psichiatrici Giudiziari, Diritti Umani con la presenza di Vito De Filippi Sottosegretario di Stato per la Salute ed Enrico Costa Vice Ministro della Giustizia.

1.) La salute mentale è una della cause di disagio sociale che più preoccupa il cittadino, in genere l’opinione pubblica del n/s Paese, mentre le chiacchiere restano solo chiacchiere se non si attuano provvedimenti diretti ad una urgente riforma di questo ambito sanitario. Non è forse così?

Sono trascorsi 36 anni dall’emissione delle leggi 180 (quella che ha” ordinato” la chiusura degli ospedali psichiatrici) e 833 (quella che ha “continuato” gli effetti negativi della 180),  ma restano invariate le necessità delle vecchie e nuove cronicità che richiedono interventi ad alta protezione sanitaria e legislativa.

La paura e l’angoscia aumentano di pari passo nella n/s società con lo svilupparsi di menti psichicamente instabili tanto che il cittadino sta perdendo la fiducia nelle Istituzioni perché non si sente tutelato e garantito dalle gesta di questi poveri malati.

Cosa è cambiato da quel 13 maggio 1978 ai n/s giorni?  molte le incertezze, mentre nelle Istituzioni manca la capacità di vero ascolto!

2.) cdeL’abolizione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari prevista per 2013, spostata al cde12014 e rinviata all’aprile 2015 : resta una commedia tragicomica! come quella di Penelope, moglie di Ulisse, che resisteva nobilmente alle istanze dei Proci, serbando la fede al marito andato all’assedio di Troia, promettendo che avrebbe sposato uno di loro appena terminata la tela che di giorno tesseva e la notte la disfaceva.

 La situazione allucinante in cui versano i 6 Ospedali Psichiatrici Giudiziari, simile a quella che avveniva negli ex “manicomi”, dove sono detenuti circa 1500 persone e dove circa il 40% potrebbero essere dimessi e con un sovrappopolamento aberrante (non bisogna dimenticare che ancora oggi 2014 i giudici ne “condannano” i rei alla detenzione), si continua a parlare invano, come è avvenuto l’11 novembre 2014 nella Commissione al Senato della Repubblica, senza agire con la dovuta urgenza dopo 36 anni dalla emissione della legge 180/1987 che aveva stabilito la chiusura di tutti gli Ospedali Psichiatrici!

Anche il Presidente della Repubblicanapo li ha definiti “estremo orrore i residui OPG, inconcepibile in qualsiasi Paese appena civile”, ma di fatto sono ancora aperti, malgrado che il 17 gennaio 2012 la Commissione Giustizia del Senato della Repubblica ne abbia stabilito la chiusura entro il 31 marzo 2013!

 Le n/s Petizioni inerenti la riforma delle leggi 180 e 833/1978, ultima quella del 18 marzo 2013 al punto 11° richiede una definitiva progettazione per gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari adeguando la normativa penale a quella civile, in quanto quelle “leggi” non hanno distinto il malato mentale responsabile di atti criminosi da quello relativamente innocuo e la mancata totale chiusura degli OPG! Petizione 2013

Sono documenti quelli da noi prodotti e non chiacchiere “per chiedere ed esporre comuni necessità”, come recita l’art. 50 della Costituzione, di una certa complessità e nel contempo molto delicati che interessano non solo la qualità giuridica e squisitamente politica, ma etica le cui soluzioni sono di competenza delle Camere Legislative. Ci sorprendono quei rinvii di chiusura degli OPG. Ma spontanea viene una domanda: ma dove sono stati sempre i politici fin’oggi?

Purtroppo oggi novembre 2014 si continua a dare ampia rilevanza al superamento dei “manicomi”, rispetto alla gravità dei malati sul territorio, mentre le famiglie, i “malati”, anche quelli in OPG, sono rimaste soli e questa situazione urgente ed irrevocabile ha una sua drammatica attualità e riscontri tragici, malgrado il gran clamore con ipocrisia, che si va instaurando con le sole parole, in Incontri Convegni Seminari, o che “imbonitori” si affacciano negli schermi televisivi ad ammonirci di belle parole, dimenticando che, non solo cani e gatti hanno diritto al rispetto, ma anche questi “reclusi” quali esseri umani.

http://it.radiovaticana.va/news/2014/08/29/cristiani_per_servire_pi%C3%B9_attenzione_ai_disabili/1105415

3.) Per quanto si riferisce ai diritti umani è noto che questi vanno esaurendosi a causa della sordità delle Istituzioni che antepongono altre motivazioni in una galleria piena di disillusioni e di mancato rispetto.  Ma per favore, suvvia, dobbiamo finirla con queste ipocrisie!

Il tempo ha fin’ora dimostrato, in questo ambito, che sono passati molti anni e le risposte a quelle ”evenienze” avanzate ogni qual volta e da qualunque parte esse provengono, sono comunque portate ad ottenere risultati silenziosi, trascurabili e spesso insignificanti. E poi i politici dicono di aver fatto tutto!

Il mondo della sofferenza e quello cattolico non accettano la sconfitta fin’oggi registrata!

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: ”Andiamo avanti con speranza!

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