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La dignità umana fa parte del n/s comportamento sociale? Lo pensava così il pilota tedesco che si è schiantato nell’Alta Provenza?

La dignità umana fa parte del n/s comportamento sociale? Lo pensava così il pilota tedesco che si è schiantato nell’Alta Provenza?
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Il Presidente

1427295102-germanwingsAncora una volta la “mannaia” della mente sconvolta ha colpito innocenti, ancora una volta “qualcuno” deve rispondere alla propria coscienza, ancora una volta dobbiamo “sentirci” impotenti innanzi a quelle orribili notizie che provengono dalle Alpi Francesi, dove Andreas Lubitz il coopilota alla guida dell’Airbus della Germanwings si è schiantato deliberatamente su quelle montagne dell’Alta Provenza con 149 persone a bordo!

Tutti noi dobbiamo mantenere sempre vigile la n/s attenzione ed il n/s senso di responsabilità che non deve essere carente, specie oggi, nella consapevolezza del recupero di quelle doti morali che attestano il vivere dell’uomo, che vive con un vuoto interiore  e con un relativismo davvero spaventoso ed aberrante.

Quel giovane pilota, pare, soffrisse della sindrome da Burnout (che significa essere bruciati, esausti, scoppiati) che è la conseguenza di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni di aiuto, logoramento, improduttività lavorative sul tipo di Sacerdoti, Pompieri, Cassieri, Piloti, cioè di coloro che sono quasi sempre in stasi di affaticamento.

Questi “rilievi” di natura psichiatrica sono parole quelle che sentiamo spesso, attuali, in occasione di episodi di lucide follie anche se sono indirizzate e riflettono un situazione sociale che incombe sulla società in genere, ciò non di meno coinvolgono la solidarietà sociale, principio altamente etico che ogni uomo deve sostenere.

Quanto è successo a quel giovane pilota e questo triste “episodio”, ci ha lasciati un po’ turbati, non tanto per l’avvenuto, ma per il fatto che quel giovane in condizione di parziale grado di offuscamento mentale è stato coinvolto, scientemente o meno, in quel “fattaccio”.

Non voglio entrare nel merito di questo “avvenimento”, ma la logica ci induce a dedurre che quel giovane nel suo fare, ha espresso, come ci dicono i mass media, una menomazione funzionale, una infermità di disabilità già riconosciuta, che gli impediva l’inserimento nella vita  lavorativa, inabile a vivere in mezzo agli altri, privato del diritto ad interagire con il mondo e con altre persone.

Quel “misfatto”, considerato un normale gravissimo fatto di cronaca nera, non potrebbe essere giustificabile verso quelle persone che, attraverso “cavilli legali”, poi godono dell’imputabilità del reato, che non è quello delle montagne francesi.

Ma se quel “gesto” viene da un “malato” accertato di disordine psichico, come avviene da tempo anche in Italia, allora è scandaloso non porre rimedio in quanto già si conosce quel “difetto” e nel suo insieme desta un senso di incomprensione e di ribellione, per il ritardo a non valutare queste situazioni di mancata assistenza psichiatrica.

Comunque quell’ ”episodio” è la strada che risalta incompresa i valori della giustizia, della solidarietà, della equità, delle pari opportunità,  ma dimostra “ necessità” che dovrebbero far capire le priorità assolute.

Anche se l’espressione “dignità umana” é diventata la parola della modernità e della “moda”, è tematica ricchissima e complessa il cui fine è la promozione e la difesa della dignità dell’uomo, di ogni uomo dal concepimento alla morte naturale, promuovendo una cultura della vita che dia un fondamento di amore all’intera società.

Le famiglie, incolpevoli, prendono atto di un bilancio sociale alquanto deludente, anche proveniente dai vari gradi di insensibilità dei rappresentanti della vita pubblica, non proprio elogiabili, soprattutto nell’osservare il disinteresse delle Istituzioni, invece di “guardare” verso il mondo della sofferenza e della disabilità per perseguire quegli sforzi atti ad assicurare benefici che non lesino l’inalienabile dignità della persona umana.

Senato-800x540Ai n/s governanti vogliamo dire che quei benefici fanno parte di quei diritti che dovrebbero essere riguardanti i disabili fisici e gli handicappati mentali, oggi carente da ben 35 anni di una legge-delega che riformi l’assistenza psichiatrica e dia giustizia, che non è solo quella per tutelare cani e gatti!

Ai n/s governanti vogliamo ricordare che nell’opinione pubblica persiste intenso il timore di perdere quei diritti sociali condensati nel rispetto della persona umana, anche se, una progressione di “esternazioni” di “ricorrenze” di “episodi” non bene definibili vanno affermandosi, come nel caso di quel giovane pilota tedesco .

Quello che ci meraviglia, non è il comportamento degli Organi di Tutela, ma dall’incedere di questi moltissimi episodi quasi giornalieri dove l’origine dell’avvenimento viene da menti psichicamente malate e che dalle Istituzioni vengono ritenuti un semplice fatto di cronaca e non vengono considerati e ritenuti un dovere ed una necessità da incarnare in un provvedimento protettivo.

Questi “fatti”, Signori della Politica, del Parlamento, del Presidente del Consiglio dei Ministri, fanno emergere guasti profondi nell’essere umano costituente un problema sociale di proporzioni che la comunità civile non deve eludere e che ci devono indirizzare anche verso i n/s concittadini!

Purtroppo la vita quotidiana è anche segnata da “conseguenze”, “fatti”, “misfatti” che impediscono di percorrere anche la strada dei valori etici, come quell’episodio del pilota e quelle “situazioni” invocate sono rivolte per leggi di riforma, che non devono guardare il colore della pelle o la condizione del cittadino che necessita di tutela della propria salute, ma occasione da non volgere lo sguardo ad altre parti come fanno le Istituzioni imperterrite nel loro comportamento.

Quel triste episodio evocato all’inizio del n/s dire, sul quale si deve distendere un velo di pietà, sia d’esempio ai n/s Governanti perché si sveglino dal letargo verso le necessità del mondo della sofferenza e della disabilità!

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza!”

Previte

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto né gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

9.600 morti causati dall’epidemia Ebola. Il cittadino italiano si domanda: l’Italia è al sicuro?

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Il Presidente

jose-guinea630Un anno fa è scoppiata in Africa Occidentale l’epidemia detta Ebola che a tutt’oggi ha causato 9.600 morti, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Le strutture sanitarie sono ancora molto necessarie per combattere l’epidemia, ma dovrebbero essere ulteriormente modernizzate per affrontare in futuro altri gravi problemi sanitari e sociali che colpiscono le popolazioni come il colera, la malaria, il fenomeno delle mutilazioni genitali femminili.

Le notizie che i mass media ci forniscono non sono certamente confortevoli per i cittadini italiani dove gli sbarchi degli extra comunitari sono sempre più frequenti e non si vedono segni di far terminare questo triste esodo che può produrre serie conseguenze nel mondo della disabilità e della sofferenza?

L’OMS ci fornisce dati e vittime che avvengono nella Sierra Leone, Liberia, Guinea, ovvero i quei Paesi più colpiti, malgrado che il Presidente Statunitense Obama continua a rassicurare: “l’Ebola, non si prende facilmente. Dobbiamo farci guidare dalla scienza, non dalla paura”.

Ma il cittadino italiano si domanda: l’Italia è al sicuro?

C_17_notizie_1954_paragrafi_paragrafo_0_immagineIl Ministro della Salute ha assicurato, secondo le notizie dei mass media, che “sono improbabili gli arrivi virus via migranti“, ma ci domandiamo e ci dovrebbe dire quale è l’organizzazione in atto per affrontare questo pericolo sanitario, quale “garanzia” ci fornisce onde ripararci dall’Ebola ritenuta la peggiore epidemia esistente negli ultimi 40 anni?

La gente si chiede insistentemente se il Parlamento piuttosto di perdere tempo in inutili e dannose discussioni, perché date le circostanze alquanto pericolose per non dire urgentissime per la salute pubblica e che mettono una grande paura per questa epidemia che è ormai in circolazione nel mondo, quali provvedimenti intenda adottare? Ed il Governo quali sono le” intenzioni” per frenare questa immigrazione che dura da anni?

Ricordiamo che il310x0_1412857109596_medium_141009_141247_to091014pol_057 Ministro della Salute in audizione alla Camera dei Deputati ha affermato di non essere più una “questione sanitaria, ma  umanitaria”, allora il cittadino ben pensante si domanda come fa ad essere così sicura?

Per il momento non abbiamo notizie della presa di misure precauzionali, ma ci impressiona la facilità ed il silenzio delle Istituzioni a non prendere i dovuti provvedimenti e “fermare” questo continuo sbarco di extracomunitari in Italia, che avvengono con un rituale quasi programmata e “protestare” con la UE per i mancati “aiuti” atti a garantire una seria e limpida salute pubblica!

29745_pnw_small_siciliaL’opinione pubblica non crede nelle assicurazioni che vengono propinate!

Ci sorprende, invece e molto, come il Governo e soprattutto il Presidente del Consiglio così vigile attento rispondente ai “fermenti popolari” che sono alla base del suo credo politico, non abbia compiuto un “qualche passo” atto a garantire la sicurezza dal contagio, atteso che l’Ebola, ripeto, è considerata  come la peggiore degli ultimi 40 anni.

Anche se fonti sanitarie internazionali informano che ci sono segni di speranza per affrontare in maniera efficace questa malattia ritenuta molto temibile e terribile, questa epidemia si può superare se vi è una capacità di fornire una assistenza molto attenta e dotata di molti mezzi di protezione, i quali possono dare agli operatori sanitari quelle possibilità di assistere i pazienti, specie sulla fase critica, ma sempre con terapie sperimentali .

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: ”Andiamo avanti con speranza!”

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Elezioni amministrative. Ancora una volta ci domandiamo: i cattolici dove andranno, come, con chi? L’Italia necessita di soli due grandi schieramenti politici! E’ giunta l’ora delle grandi decisioni: sappiamola sfruttare!

Elezioni amministrative. Ancora una volta ci domandiamo: i cattolici dove andranno, come, con chi? L’Italia necessita di soli due grandi schieramenti politici! E’ giunta l’ora delle grandi decisioni: sappiamola sfruttare!
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Il Presidente

corriere-repubblica1È impegno e responsabilità di tutti i cittadini, non solo dei politici, dare “suggerimenti” per partecipare al processo elettorale!

Il 2015 si presenta, infatti, ricco di appuntamenti elettorali per il n/s Paese, chiamato alle urne non solo per le votazioni amministrative in programma, ma anche per possibili elezioni politiche, visto che la politica è in profonda agitazione, quasi in fin di vita.

In vista di tali tornate elettorali, il mondo politico, soprattutto la gente, auspica che non si verifichino violenze, così che i cittadini possano praticare il sano esercizio delle libertà politiche e civili con una sola legge elettorale che dia la facoltà al cittadino di eleggere chi vuole e con bipolarismosolo due Fazioni Politiche, tanto più che le elezioni sono un elemento indispensabile della vita repubblicana e democratica.

Cosa necessita ora nella n/s bella Italia? Diciamo: rispetto, dialogo, promozione del bene comune! Ma i cattolici dove andranno, come, con chi?

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Rispetto, dialogo, promozione del bene comune sono, quindi, i valori necessari attesi dalla gente ed anche dal mondo cattolico, da quello della sofferenza e della disabilità, che sottolinea alcuni obiettivi da raggiungere: il superamento dell’emarginazione e della povertà; la creazione di posti di lavoro; il rispetto dei diritti umani; la difesa della vita dal concepimento fino alla morte naturale; il rafforzamento di una educazione di qualità; il calo dell’inflazione che impedisce la crescita ed erode gravemente le entrate dei più poveri; la trasparenza dell’amministrazione pubblica e la lotta contro ogni forma di corruzione, concussione od “altro” e quindi valutare, ripeto, i candidati, nell’ipotesi di elezioni politiche anticipate in base ad integrità ed onestà.
Inoltre si auspica che i Funzionari Pubblici siano assunti per merito e non per il loro schieramento politico, insieme ad una loro capacità e nei governanti, di guardare le necessità o priorità, come ad esempio le opere pubbliche, in un’ottica a lungo termine e non in base al tornaconto politico immediato.

Le votazioni dovranno servire a valutare i candidati in base alla loro integrità ed onestà personale, alle capacità ed idoneità che presentano per la funzione che dovranno assolvere, per le proposte ed idee che dovranno illustrare con chiarezza, nell’ambito di dibattiti seri ed approfonditi.

Quello che potrebbe avvenire, con lo scioglimento del Parlamento, è originare ad una rincorsa al potere da parte di nuovi Movimenti, Formazioni e Partiti Politici, stante i molti simboli già presentati al Viminale nelle ultime elezioni amministrative 2014, i quali non sono altro, lo diciamo per l’ennesima volta, gruppi di potere, quindi necessità di un bipolarismo sano, per garantire una solida governabilità, in assoluto rispetto democratico.

E’ una constatazione incontrovertibile fin’oggi riscontrata in Italia, la quale necessita, ripeto, di una Politica incarnata in soli due grandi schieramenti politici, che potrebbero originare un Governo stabile e quando la governabilità diventa “impossibile”, si deve avere la possibilità con leggi elettorali civili di ricorrere all’altro schieramento, come vige in quasi tutte le democrazie! Reputiamo essere questa la salvezza politica dell’Italia!

Ora in un momento dominato dalla sfiducia, criticità, incertezza, dove i toni della politica e della socialità si fanno sempre più aspri e privi di valori morali,  dove si è chiuso un “ciclo politico” che ha portato ridotti traguardi significativi, si è aperto un nuovo scenario anch’esso vacuo e chiacchierino, è anche compito dei cattolici quali cittadini, di difendere i valori morali non negoziabili per ridare alle necessità della gente quella sovranità, ordinamento originario e sovrano che appartiene al popolo onde rimuovere i vari problemi fin’oggi totalmente trascurati.

Il nostro Paese è “preso” nella litigiosità politica con scambi di accuse senza minimamente curarsi se emergenze, divergenze, esigenze sociali siano degne di essere ritenute tali e vergognosamente lasciate nell’angolo più buio del buon senso.

Rafforzare convivenza con verità, giustizia, libertà, questo è l’essenziale di ogni virtù politica, con anche la volontà e la capacità di dialogo ed ascolto della volontà dei cittadini, perché ascoltare gli “altri” non è segno di debolezza, ma di grandezza, di democrazia e non di “altro”.

In questo senso si auspica che le elezioni di quest’anno siano un momento propizio per iniziare un esame di coscienza collettivo, per maturare e crescere nella cultura del dialogo e dell’incontro, dove anche i cattolici ( quelli veri ! ) siano presenti, efficienti, determinanti.

La responsabilità è di tutti e nessuno si può esimere dal partecipare secondo le proprie possibilità al rafforzamento della convivenza all’interno del Paese, guardando ai valori di verità, giustizia, libertà, solidarietà, riconciliazione, così da far crescere, almeno, l’amicizia sociale!

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: ”Andiamo avanti con speranza!

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