Crea sito

Il Campanile | Oggi è Sabato 30 Maggio. Aggiornamento 28 maggio 2015 A tutt’oggi, maggio 2015, attendiamo fiduciosi, ma non riscontriamo alcun “movimento” d’iniziativa governativa sulla “materia”, né prevediamo una concreta realizzazione futura. “Per la malattia mentale occorre una vera politica: non disinteresse!” I responsabili della salute pubblica devono trovare e dare un urgente aiuto a questi malati (circa 10 milioni di sofferenti), dei quali tanti si trovano per le strade delle nostre città e tantissimi nelle loro famiglie dove non possono ricevere l’aiuto legislativo, sociale, economico e accesso alle cure. di Felice Previte

Il Campanile | Oggi è Sabato 30 Maggio. Aggiornamento 28 maggio 2015 A tutt’oggi, maggio 2015, attendiamo fiduciosi, ma non riscontriamo alcun “movimento” d’iniziativa governativa sulla “materia”,  né prevediamo  una concreta realizzazione futura.  “Per la malattia mentale occorre  una vera politica: non disinteresse!”  I responsabili della salute pubblica devono trovare e dare un urgente aiuto a questi malati (circa 10 milioni di sofferenti), dei quali tanti si trovano per le strade delle nostre città e tantissimi nelle loro famiglie dove non possono ricevere l’aiuto legislativo, sociale, economico e accesso alle cure. di Felice Previte

ic3005ic3005aic3005b

Per la malattia mentale occorre una vera politica: non disinteresse!

Per la malattia mentale occorre una vera politica: non disinteresse!
  Cristiani per servire

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

e-mail [email protected]

     

Il Presidente

Nell’indicare in “una vera politica” una maggiore valutazione verso la malattia mentale, un vero ed autentico flagello sociale, il mondo cattolico e della sofferenza ancora una volta ha avuto una profonda delusione per la mancata possibilità di realizzazione di quei provvedimenti legislativi concreti ed attuabili che tutelino il diritto di questo “mondo”.

Abbiamo conosciuto una amara realtà, nell’apprendere che per tutto quanto avvolge la malattia mentale non vi sarà quella riforma, quella invocata legge-quadro dell’assistenza psichiatrica attesa da ben 37 anni dai sofferenti, dalle famiglie e dalla gente per la propria sicurezza.

68c3b29cfc5be0ff13f0481d74dda345-1935-kI7-U10202736377077VnF-568x320@LaStampa.itMah! Eravamo fiduciosi e ci dobbiamo arrendere innanzi alla realtà, malgrado che il Credo politico del Governo in carica è sempre stato verso il “popolo”.

Le nostre aspirazioni, i nostri sforzi, i n/s umili “suggerimenti”, condensati in tante Petizioni al Parlamento ed al Governo tendenti ed intesi alla soluzione di questa “problematica”, malgrado siano passati ben 37 anni dalla chiusura dei “manicomi”, questo “ciclone sociale”, questo “bubbone”, questa “patata bollente” non viene risolta malgrado i vari Governi che si sono succeduti a Palazzo Chigi, compreso l’attuale.

Mah! a tutt’oggi, giugno 2015, attendiamo fiduciosi, ma non riscontriamo alcun “movimento” d’iniziativa governativa sulla “materia”, né prevediamo, ripeto, una concreta realizzazione futura.

Ricordo, in passato, che l’azione rivolta a rendere propositivi gli “interventi” dell’epoca, per quella parte riguardante la malattia mentale, (che non ebbe alcun approfondimento), fu la stesura del “Programma di Azione del Governo per le politiche dell’handicap 2000-2003” del 28 luglio 2000, approvato dal Consiglio dei Ministri su proposta dell’allora Ministro della Solidarietà Sociale On.Livia Turco (così come si rileva dal Testo della  Presidenza Consiglio dei Ministri- Dipartimento Affari Sociali).

Lo stesso risultato si è riscontrato con l’attuale Governo: totale disinteresse!

Intanto incombe e grava sempre il pericolo nella n/s società.

Areteo_di_CappadociaInfatti secondo la teoria di Areteo di Cappadocia, medico greco al tempo di Nerone, il quale dopo Ippocrate fu il migliore conoscitore di malati, quasi 2000 anni or sono evidenziò il fatto che la malattia mentale “esplodeva”:

– nei mesi primaverili ed estivi come quelli più propensi per l’instaurarsi della sintomatologia maniacale;

– nei mesi invernali quelli in cui è facile vedere insorgere la sintomatologia depressiva.

Oh! quanto sono valide le previsioni degli “antichi”, che ancora oggi, purtroppo, si avverano!

Un’autentica “lezione”, una prevedibile “attenzione”, un chiaro “monito” che la n/s società, soprattutto le n/s Istituzioni dovrebbero tenere nella massima considerazione.

A distanza di tempo e malgrado, ripeto, avvenimenti”e “tragedie familiari” quasi quotidiane, ancora una volta dobbiamo constatare che la politica non vuole integrare i sofferenti problemi psichici nei privilegi della società, né iniziare un processo di rinnovamento o di quelle conclamate “riforme”.

L’opinione pubblica osserva: solo litigi, disinteresse, sconnessa, dissociata politica!

Si dimentica, non a caso, che in questa ottica fino oggi i “malati” sono stati ignorati, non considerando le oggettive difficoltà incontrate dagli stessi e dalle famiglie, ingannate ed illuse da qualche pseudo promessa elettorale di qualche coalizione politica e di trasformazione di questa “problematica” : purtroppo nessun vantaggio è pervenuto per questi sofferenti, per le loro famiglie ed a garanzia della sicurezza dei cittadini.

Difendere-la-famigliaE poi si dice che la politica, sopratutto i politicanti difendono la famiglia: ma quale famiglia? ma quale é il bene dell’Italia,  non certo quella delle oneste persone!!!

Non ci stanchiamo di ritenere che lo scandalo dei “manicomi” prima, la carenza di pianificazione e programmazione della salute mentale dopo, costituiscono la vergogna del secolo scorso e la pacifica continuazione in questo “duemila”.

Quanti sono responsabili della salute pubblica devono trovare e dare un urgente aiuto a questi malati (circa 10 milioni di sofferenti), dei quali tanti si trovano per le strade delle n/s città e tantissimi nelle loro famiglie dove non possono ricevere l’aiuto legislativo, sociale, economico e di quei strumenti efficaci per difendere l’elementare diritto all’accesso alle cure, all’equità nella salute, nel pieno rispetto della loro integrità e dignità.

Malgrado le “buone intenzioni ed i sagaci suggerimenti”, come al solito, ripeto, finisce il tutto con quelle belle illusorie parole della politica, trionfo dell’ipocrisia, senza passare a leggi appropriate da dove possono scaturire vere e valide soluzioni.

Altrimenti, Signori della Politica, sarebbe come cospargere di miele l’orlo del calice delle parole per trovare in fondo l’amaro della delusione!

A noi poveri mortali (non facciamo politica dì alcun genere!) resta solo sperare che il modus vivendi in atto della politica, (che oggi “dice” e domani il “contrario” di quello che ha detto), comporti e susciti l’interesse di qualche Istituzione su una situazione paradossale, nel contempo ridicola ed offensiva, che costituisce una lesione allo spirito di solidarietà e di altruismo della pubblica opinione.

Signori della Politica: la famiglia (1)famiglia italiana è turbata, indignata, preoccupata e non può che esprimere la sua protesta, il suo dissenso, il sio rammarico per come e con quale disinteresse non vengono risolti tali problemi sopra esposti, di enorme rilevanza che investono e coinvolgono la serenità della famiglia stessa e la sicurezza dei cittadini.

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: Andiamo avanti con speranza!”

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

 La famiglia si sta indebolendo?

 La famiglia si sta indebolendo?
Cristiani per servire

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

e-mail p[email protected]

     

Il Presidente

adinolfi_20150519192034729.jpg.pagespeed.ic.7pEybyAWYQLa teoria od ideologia del  “gender”, che intende porre in essere la differenza del sesso, per sostituirlo con una astratta equiparazione di tutti i possibili orientamenti tra maschio e femmina, si sta diffondendo soprattutto nelle scuole e coinvolge l’impostazione generale del senso della vita.

E’ stato uno degli argomenti affrontati dall’Assemblea Generale della CEI, rinnovando, nel frattempo i vertici delle Commissioni Episcopali, tra i quali “spicca” il nostro solerte ed instancabile ARaspantiMonsignor Antonino Raspanti Vescovo di Acireale, ora Presidente della Commissione Episcopale per la Cultura e le Comunicazioni sociali.

Con sinceri Auguri di buon, fertile, proficuo lavoro per bene di tutti!

Sensibilità ecclesiale è la parola che è tornata più di frequente in questa Assemblea Generale della Cei, dove i Vescovi hanno accolto l’invito del Papa a vivere tra la gente, ma hanno anche rimarcato i “nodi antichi e nuovi del Paese”: ovvero, la piaga della disoccupazione, la tragedia dei migranti, i tentativi legislativi di equiparare il matrimonio e l’istituto familiare ad altre unioni, dove il Presidente Cardinale Angelo Bagnasco ha ribadito che “indebolire la famiglia significa indebolire la società” .

E quindi la tenuta della società” ha continuato l’Arcivescovo con vigoria “dipende innanzitutto, lo sostengo sempre, non dalle buone leggi, che ci vogliono, sicurezza, stabilità, etc., ma dalla famiglia, che è veramente questa scuola primaria e questa palestra fondamentale in cui le persone adulte e giovani, piccoli, imparano e si allenano continuamente a dialogare, a capirsi, a conoscersi, a sostenersi”.

Roma 18-5-2015Papa Francesco apre i lavori dell' assemblea generale della Conferenza Episcopale ItalianaPh: Cristian Gennari/Siciliani

Per quanto riguarda la teoria del “gender”, l’Assemblea Generale nel proprio insieme ha chiesto a Pastori e famiglie di fare attenzione a quanto viene insegnato nelle scuole, trovando anche “norme per contrastare una tale deriva ideologica“.

Un accenno inoltre al clima politico perché, ha detto il cardinale Bagnasco, c’è bisogno di un’etica pubblica perché “senza etica pubblica non si fanno buone leggi” e facendo riferimento alla riforma della scuola, il Presidente della Cei ha invitato a “non farsi prendere dalla fretta per arrivare in fretta a concludere“, chiedendo che per un’operazione così decisiva ci sia “un tempo più disteso“.

Ma viene spontaneo chiedere:  “vive” in libertà la famiglia, soprattutto  quella dove insiste un disabile psico-fisico?

Il quotidiano antagonismo politico e quel negare ogni valore etico, sono elementi che avvelenano l’atmosfera e fanno perdere di vista le priorità che la gente vuole e necessita.

I diritti umani, i principi civili, cristiani, sociali sono fondamentali per la vita della famiglia, ma quando “qualcuno” innalza un “muro di opposizione”, quasi a contestare e privare il diritto di parlare e se si toccano queste “problematiche”, allora è naturale una valida difesa.

Il versante della famiglia, della morale, della libertà va difeso innanzi alla politica, al mondo dei mass media, ai contestatori, tutti, quasi uniti con la scusa ed in nome della parola libertà ( noi aggiungiamo libertinaggio) la contrastano e quindi non si può né si deve tacere.

La Chiesa si è sempre opposta coraggiosamente a questa “strategia devastante”, i politici cattolici forse con una formula un po’ “spensierata”.

Il n/s Paese è costantemente “preso” nella scandalosa litigiosità politica con scambi di accuse che non sono altro che micidiali “forme” per abbattere la democrazia, senza minimamente avvertire se emergenze, non solo quelle della insistente crisi economica e politica ed altre latenti, con esigenze come quelle di particolare tutela ed assistenza sanitaria ed ospedaliera per categorie di pazienti fragili, come persone in età avanzata disabili psico-fisici, malati terminalisiano degne di essere chiamate tali e vergognosamente lasciate nell’angolo più buio del buon senso!

Purtroppo oggi la famiglia, che la stessa antica Roma non esitava a definire “Principium urbis est quasi seminarium rei publicae” (il nucleo primo della città e quasi semenzaio dello Stato), è nel turbinio delle “contraddizioni”, degli “assalti”, delle “vessazioni”, ma costituisce la principale capacità di relazione sociale, perché senza famiglia non c’è socializzazione.

famigAnche se si cerca di aiutare la famiglia nelle politiche sociali, continua la cultura di voler prestare cura ad altri “problemi” dimenticando la famiglia (che non è solo quella dei pannolini, assegni familiari o quant’altro), ma anche quella dove “insiste” un disabile fisico e dove un handicappato psichico è trascurato da ben 37 anni dalla chiusura degli Ospedali Psichiatrici e dove avvengono tragedie che quasi ogni giorno la cronaca ci fornisce.

Ma quando verranno quelle modifiche normative che fanno parte di quelle riforme tanto decantate, in particolare dell’assistenza psichiatrica attese da oltre 37 anni?

Forse, come dice il Presidente della CEI, la famiglia si sta indebolendo, ma l’homo sapiens, pur tra le crescenti difficoltà e fragilità possibile frammentazione delle forme familiari fallimenti crisi contenitrice di stress capacità di “tenuta” che si fa sempre più labile e debole od altre anomalie,  deve difendere la famiglia  che tiene ancora quel “volto tradizionale”.

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza”!

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

 La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

Il Campanile | Oggi è Sabato 23 Maggio. Aggiornamento 22 maggio 2015 Ci sorprende questo Governo che dice di essere per il popolo, verso le riforme, verso tutti! Ma dove sono stati fin’ora? | Quanto vale la vita? Il cittadino cosa vale? L’andazzo del pressapochismo, del relativismo, del disinteresse rischia di traghettare il nostro Paese e quello che è più grave i padri, le madri, i figli, i giovani, gli adolescenti verso una cultura dell’egoismo sfrenato, del gelo sempre più emergente e dell’indifferenza che si va affermando autonoma e svincolata da ogni rapporto con la legge sociale che considera a volte, la persona “un oggetto da buttare”. di Felice Previte

Il Campanile | Oggi è Sabato 23 Maggio. Aggiornamento 22 maggio 2015 Ci sorprende questo Governo che dice di essere per il popolo, verso le riforme, verso tutti! Ma dove sono stati fin’ora?  | Quanto vale la vita? Il cittadino cosa vale? L’andazzo del pressapochismo, del relativismo, del disinteresse rischia di traghettare il nostro Paese e quello che è più grave i padri, le madri, i figli, i giovani, gli adolescenti verso una cultura dell’egoismo sfrenato, del gelo sempre più emergente e dell’indifferenza che si va affermando autonoma e svincolata da ogni rapporto con la legge sociale che considera a volte, la persona “un oggetto da buttare”. di Felice Previte

ic2205ic2205aic2205b

Ma quanto vale la vita? Il cittadino cosa vale?

Ma quanto vale la vita? Il cittadino cosa vale?
Cristiani per servirehttp://digilander.libero.it/cristianiperservire

e-mail [email protected]

      Il Presidente

tettam2_1415036_294027Molto spesso il cittadino, ormai delegato a non contare più, l’uomo della strada, la singola persona si chiedono: ma si ha diritto alla vita? Quanto vale la vita? Si può viverla?

La cronaca quotidiana, i mass media, i TG quasi ogni giorno sono “bollettini di guerra”, di una guerra fratricida che investe spesso la famiglia.

Quel gesto omicida da parte di un figlio verso la madre o viceversa, quello del marito verso la moglie od i figli, non ci sorprende, le annunciate “mattanze” di gesti tragici ormai non ci sorprendono più, quelle infauste vicende che si svolgono nella società, specie in seno alla famiglia, non ci sorprendono più,  ma ci meraviglia il silenzio delle Istituzioni verso una mancata soluzione del “bubbone malattia mentale”.

Ci sorprende questo Governo che dice di essere per il popolo,  verso le riforme, verso tutti! Ma dove  sono stati fin’ora?

Quella “nebbia della depressionedepressione (1)che ha colpito ed è caduta in maniera notevole ed ha coinvolto l’anima di quel figlio, di quella madre, di quel padre, o del vicino di casa, non è dovuta a quella sottile malinconia, tristezza, solitudine, ma spesso, ad una malattia latente: quella mentale come le altre, che va curata con prontezza e senza vergogna, perché sono molto chiare la motivazione di quel gesto.

Ci si domanda: queste forme di mancato riconoscimento di malato mentale, fatto salvo casi diversa patologia, possono essere curate se sono carenti le strutture necessarie? Se è carente una legislazione che chiediamo da anni e da ogni parte!

Petizioni:  budget del ricoverato Petizione 2013 che non hanno  ricevuto nessuna risposta, a tutt’oggi  maggio 2015!  

 http://it.radiovaticana.va/news/2014/08/29/cristiani_per_servire_pi%C3%B9_attenzione_ai_disabili/1105415.

Questo “andazzo” del pressapochismo, del relativismo, del disinteresse rischia di traghettare il n/s Paese e quello che è più grave i padri, le madri, i figli, i giovani, gli adolescenti verso una cultura dell’egoismo sfrenato, del gelo sempre più emergente e dell’indifferenza cogente da una metodologia che si va affermando autonoma e svincolata da ogni rapporto con la legge sociale che considera a volte, la persona proprio “un oggetto da buttare”.

E’ veramente inconcepibile e profondamente contraddittorio che in una società che tende costantemente e giustamente a riaffermare il valore della vita (no alla guerra, no alla pena di morte, no al terrorismo), la si neghi attraverso il tentativo di costruire un presunto diritto di “licenza di uccidere”, come pare sia prassi consolidata il lasciare persone psichicamente instabili al loro destino dalle Istituzioni che di questa “problematica”, la malattia mentale, ne hanno fatto da tempo, da ben  37 anni , un totale disinteresse!

la-vita-e-bellaMa quanto vale la vita?

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza!”

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto né gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

Il Campanile | Oggi è Venerdì 22 Maggio. Aggiornamento 21 maggio 2015 PAPA FRANCESCO: “Quando un Vescovo, un Prete va sulla strada della vanità, entra nello spirito del carrierismo e fa tanto male alla Chiesa: fa il ridicolo, si vanta, gli piace farsi vedere, tutto potente… E il popolo non ama quello!”. Il Papa scuote i vescovi: “Non siate timidi nel denunciare la corruzione” Francesco all’assemblea CEI, invita i presuli a superare una “irrilevanza” nei toni usati per sconfessare il malaffare. E sui laici ammonisce: “Non hanno bisogno di input clericali per assumersi responsabilità in politica.” di Felice Previte

Il Campanile | Oggi è Venerdì 22 Maggio. Aggiornamento 21 maggio 2015 PAPA FRANCESCO: “Quando un Vescovo, un Prete va sulla strada della vanità, entra nello spirito del carrierismo e fa tanto male alla Chiesa: fa il ridicolo, si vanta, gli piace farsi vedere, tutto potente…  E il popolo non ama quello!”.    	 Il Papa scuote i vescovi:  “Non siate timidi nel  denunciare la corruzione” Francesco all’assemblea CEI, invita i presuli a superare una “irrilevanza” nei toni usati per sconfessare il malaffare. E sui laici ammonisce: “Non hanno bisogno di input clericali per assumersi responsabilità in politica.” di Felice Previte

ic210515ic210515aic210515bic210515c

Papa Francesco alla CEI “non siate timidi nel denunciare i corrotti “, mentre lancia un nuovo tweet dall’account  Pontifex “Dio sempre ci aspetta, sempre ci capisce, sempre ci perdona”.

Papa Francesco alla CEI “non siate timidi nel denunciare i corrotti “, mentre lancia un nuovo tweet dall’account  Pontifex “Dio sempre ci aspetta, sempre ci capisce, sempre ci perdona”.
Cristiani per servirehttp://digilander.libero.it/cristianiperserviree-mail [email protected]      

Il Presidente

cei68Singolare è la “informazione” che Papa Francesco ha “lanciato” ai Vescovi italiani riuniti nell’Aula Nuova del Sinodo in Vaticano in occasione della 68° Assemblea Generale incentrata nell’Esortazione Apostolica del Pontefice “Evangelii gaudium” destinata ai Presbiteri, alle persone consacrate, nel denunciare i corrotti e nel formulare nello specifico di non essere astratti nei Documenti Pastorali, anzi rafforzando il ruolo dei laici perché anch’essi siano responsabili senza bisogno di “un Vescovo pilota”.

Aprendo i “lavori“ della CEI con viva forza e coraggio Papa Francesco, con quell’aria semplice modesta e nel contempo sagace che ha cambiato di non poco, oserei dire, le sorti del mondo, ha messo le “mani” nella profonda ferita della corruzione pubblica e privata che è una delle cause di turbamento, ricordando quando l’uomo di Chiesa viene  messo a servizio della gente, dovrebbe essere sostenuto da laici responsabili e capaci e non circondandosi da automi che fanno solo quello che il Parroco dice.

In una parola essere tutti anche difensori della Fede, ma anche dei più deboli, soprattutto non emarginando i bisognosi, i poveri, gli ammalati a volte “usati” come merce di scambio o di baratto e questo lo deve fare un Vescovo che unisce alla Parola, in sintonia con quella del Signore, quella di avere umiltà, misericordia saggezza, virtù che Papa Francesco definisce “sensibilità ecclesiale” la quale “come buoni Pastori escono verso il popolo di Dio per difenderlo dalle ideologie moderne che gli tolgono la dignità umana.

AFP4186903Davvero nuova è la maniera di concepire il ruolo dei laici nella Chiesa definito “indispensabile” e “disposti ad assumersi le responsabilità che a loro competono”, mentre “i laici con una formazione cristiana autentica non dovrebbero aver bisogno del Vescovo pilota, o del Monsignore pilota o di un input clericale per assumersi le proprie responsabilità a tutti i livelli, da quello politico a quello sociale, da quello economico a quello legislativo! Hanno invece tutti la necessità del Vescovo fraPastore!”.

Ci viene in mente quanto in tempi passati Papa Francesco disse: “pregate per i Vescovi ed i Preti perché siano Pastori e non lupi rapaci” (15 maggio 2013  Vaticano Chiesa Santa Marta), mentre decise coraggiose parole del Santo Padre furono molto significative, “Quando un Vescovo, un Prete va sulla strada della vanità, entra nello spirito del carrierismo e fa tanto male alla Chiesa: fa il ridicolo, si vanta, gli piace farsi vedere, tutto potente… E il popolo non ama quello!” Oggi viviamo, purtroppo, in una vita quotidiana piena di sorprese!

Quando quelli che sono nel Tempio, siano Sacerdoti, laici, segretari, ma che hanno da gestire nel Tempio la pastorale del Tempio, divengono affaristi, il popolo si scandalizza. E noi siamo responsabili di questo. Anche i laici, tutti”, ha avvertito Papa Francesco.

E nell’Omelia della Messa celebrata a Santa Marta il 21 novembre 2014 ancora una volta ammonisce: “Se io vedo che nella mia Parrocchia si fa questo, devo avere il coraggio di dirlo in faccia al Parroco”.

Queste parole molto significative di storia del giorno, ma maestre di vita, illustrano una cruda realtà quotidiana e di storia che per la Chiesa hanno valenza non solo in Italia, ma anche nel mondo, eppure rappresentano quei tasselli di quel grande quadro di cui è costituita la vita della Chiesa.

Sono parole e valori profondamente umani, frutto di un atteggiamento non di compassione sopportazione o di chiusura degli occhi di fronte al male, ma di contenuto che insistono nella realtà della vita quotidiana, sono e restano alla base del sistema formativo, espresse con quella tenerezza, franchezza e semplicità con la quale ci ha abituato Papa Francesco, soprattutto parole di misericordia, parole espresse con una certa notevole rudezza che dovrebbero cambiare il cuore di qualche vivace ed impertinente ecclesiastico, che rende molto caldo il clima della realtà quotidiana.

Quelle parole devono tendere alla rieducazione ed alla risocializzazione anche di fronte ad una realtà scomoda!

Il popolo di Dio sa perdonare i suoi Preti, quando hanno una debolezza, scivolano su un peccato”, ha spiegato Papa Francesco: “Ma ci sono due cose che il popolo di Dio non può perdonare: un Prete attaccato ai soldi ed un Prete che maltratta la gente“.

Una volta Papa Francesco disse “I soldi sono lo sterco del diavolo” e “quando la Chiesa o le Chiese diventano affariste, si dice che non è tanto gratuita, la salvezza”, continuando il suo dire “Penso allo scandalo che possiamo fare alla gente con il nostro atteggiamento”, sottolineando, “con le nostre abitudini non sacerdotali nel Tempio: lo scandalo del commercio, lo scandalo delle mondanità,entrando in una chiesa, ancora oggi, c’è lì la lista dei prezzi per il battesimo, la benedizione, le intenzioni per la Messa e il popolo si scandalizza”.

Altro che semplici “Osservazioni”, “Catechismo”, “Omelia”, ma una rinnovata Catechesi quella del Vescovo di Roma, come ama definirsi Papa Francesco, che ci porta alle sorgenti della Fede ed attuali nell’Anno dedicato alla Vita Consacrata, parole che illustrano una realtà a volte sconvolgente,  dure e coraggiose, parole che centrano uno dei malesseri che avviliscono quanti sono dentro e fuori della Chiesa e soffrono.

Il Prete, direi meglio, il Sacerdote che non fa il Prete, od il Prete che non fa il Sacerdote ma cede alla tentazione dei soldi e della vanità, secondo Papa Francesco non vuole essere una condanna, ma un richiamo amorevole (anche se duro!) affinché Sacerdoti e Presuli siano al servizio del popolo di Dio ed esso preghi per loro.

Le parole del Papa, sono una “raccomandazione”, non un rituale, anche se pieno di rimproveri o constatazioni,  ma di tenerezza, di amore Pastorale ribadendo l’invito ai cristiani a pregare per gli uomini di Chiesa, “perché siamo poveri, perché siamo umili, miti, al servizio del popolo”, e la parola del Papa è la via sicura per incamminarci da veri cristiani, come fecero gli Apostoli che seguirono Gesù sulla via della Croce.

Su alcuni aspetti della Fede, ritenuti ancora ambigui “per il cristiano legato a certe idee del mondo” dice Papa Francesco  “non si deve usare Cristo per fare carriera”, mettendo in guardia “dalle tentazioni di seguire Gesù per avere più potere” (Santa Marta 28 maggio 2013): una tentazione radicata, purtroppo, nel cuore di molti cristiani!

L’obiettivo dell’Anno della Vita Consacrata è quello di riscoprire la n/s Fede, della quale non solo attiene al  Sacerdote, ma deve essere di sprono per il cristiano e non solo e per tutto quel mondo che ha ed abbiamo tutti fortemente necessità della Fede, in cui contenuti, espressi dai Sacerdoti, sono nel Catechismo della Chiesa Cattolica, con l’intento quotidiano, specie dei credenti, di non dimenticare di affidare con Fede la loro esistenza al Signore ed alla Madonna della Misericordia.

Occorre nel momento molto delicato che i Sacerdoti impartiscono i principi della Fede e non nelle divagazioni del mondo contemporaneo.

Per noi cristiani è necessario chiedersi se nel n/s vivere quotidiano siamo in grado di poter essere con il Salvatore o si riduce tutto ad un momento celebrativo e non di riflessione e chi non si pente e ”fa finta di essere cristiano fa tanto male alla Chiesa“ (Papa Francesco 11 novembre 2013 Chiesa S. Marta Vaticano).

tweet_sempre_ci_aspettaDio sempre ci aspetta, sempre ci capisce, sempre ci perdona!

Con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza!

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto né gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

WP_20150503_19_14_07_Pro