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Le Case di Riposo e l’Instrumentum Laboris: un ricordo al Sinodo dei Vescovi!

Le Case di Riposo e l’Instrumentum Laboris: un ricordo al Sinodo dei Vescovi!
Cristiani per servire

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      Il Presidente

PAPAS-620x348“Tutelare la vita dal concepimento fino alla morte naturale” compito fondamentale a favore della persona umana,  nell’ultimo Capitolo dell’Instrumentum Laboris chiama i cristiani impegnati in politica (quelli che restano!) a promuovere leggi che tutelino la vita  “dal concepimento fino alla morte naturale“ (Papa Francesco Messaggio ai Cattolici di Irlanda, Scozia, Inghilterra, Galles 17 luglio 2013), pur restando sempre il punto di partenza, anche, la Lettera Enciclica Humanae Vitae di Paolo VI.

Di fronte all’aborto, inoltre, “la Chiesa afferma il carattere sacro ed inviolabile della vita umana”,  (Congregazione Dottrina della Fede 22.2.1987 Ioseph Card. Ratzinger), restando vicina a chi ha vissuto tale dramma, e rammenta  “l’obbligo morale dell’obiezione di coscienza” (1972 diritto riconosciuto dallo Stato Italiano) per chi opera nelle strutture sanitarie ed allo stesso tempo, si afferma “il diritto alla morte naturale”, evitando accanimento terapeutico e l’eutanasia.

La solidarietà si alimenta anche dando spazio alle “voci del territorio”, anche quelle come la n/s, che cerca di raccontare la vita e le storie di una Italia costituita per fortuna da singoli che vogliono (imperativo) fare del bene verso le persone fragili, come quelle del mondo della sofferenza e della disabilità.

Ogni giorno purtroppo, sviando il credo della solidarietà, si “cammina” nell’indeciso, si ricerca avidamente il “potere”, ma i variegati problemi sociali tanto decantati, gravi, urgenti languono nel nulla e lo Stato Sociale, quello che “deve” essere presente innanzi alle necessità della gente, è assente!

Manca l’impegno ed è carente un’impostazione programmata dalle Istituzioni, di tutte, mentre dalla collettività sale forte, diffusa e decisa la domanda di solidarietà e di giustizia sociale per tutti.

Ancora una volta vogliamo ri-presentare all’attenzione del Documento Sinodale nella parte inerente gli anziani, la necessità di Case di Riposo in grado di garantire una adeguata assistenza della popolazione autosufficiente e non, le cui condizioni quotidiane di arretramento dei Servizi Sociali e Sanitari sono notevoli, lasciando al lucro attivissimo ed alla speculazione privata l’intromissione!

Ci chiediamo: se questa carenza non sia una forma di strisciante eutanasia o un’eutanasia mascherata, che costituisce una grave emergenza sociale dettata dall’isolamento relazionale di questa tipologia anziana per garantire e dare una adeguata assistenza?

Secondo i dati Istat 2010, la popolazione italiana supera i 60 milioni e uno su cinque è over 65, il 15% della popolazione anziana nel 2015 sarà del 25% ed i grandi vecchi (dagli 80 in su) sono il 6% del totale e sette adulti su dieci dicono di essere in buona salute, imitati dal 45% dei soggetti dai 65 anni ai 75 (45%) , percentuale che scende al 27% negli over 75 ).

Ritenendo che i Servizi Pubblici sono necessari, questi devono essere riveduti con quei criteri non solo rispondenti allo spending review, ma in un contesto che tenga concretezza, valori morali ed etici, orientati e diretti al bene comune, in difesa della vita umana (e non solo quella dei n/s amici a 4 zampe), della dignità di ogni cittadino dall’emarginazione degli anziani, dei disabili fisici e degli handicappati psichici, di tutto il mondo della sofferenza e della disabilità.

Purtroppo bisogna considerare cosa è stato fatto da parte delle Istituzioni verso questa necessità sociale, quale programmazione è stata adottata, quanti bilanci pubblici stanziano risorse finanziarie per realizzare Case di Riposo ove possono trovare un sereno e sicuro asilo persone anziane che consumano giornalmente i tempi della loro vita e della loro disperazione nella perfetta solitudine, quasi, ripeto, una “strisciante eutanasia”?   Petizione 2013 ( Punto 6 Pag.13).

Nella meditazione sulla vita anche il Santo Giovanni Paolo II con la XI Enciclica “Evangelium vitae” esortava la comunità in difesa della vita “dal concepimento al declino”, richiamo che sempre, come detto sopra, perviene dalla Soglia Pontificia.

La comunità nazionale, al di là di ogni credo politico, deve farsi carico della difesa della vita umana e della dignità di ogni cittadino, affinché il fenomeno dell’emarginazione degli anziani, dei disabili, dei malati terminali, non deve avvenire, né essere una situazione da “usare” in maniera “sui generis”!!!.

Secondo la n/s Costituzione, (sempre per il bene collettivo!), la solidarietà pubblica, lo Stato Sociale non devono essere mai assenti, come avviene purtroppo!

E’ vero che l’ampiezza e la complessità degli interventi da realizzare richiedono un impegno da parte delle Istituzioni sia sul piano dell’impostazione programmatica che su quello del reperimento delle risorse finanziarie, che costano enormi sacrifici al contribuente italiano, ma tuttavia é utile ricordare che questa n/s società è un coperchio strapieno di buchi, che copre molto poco le realtà e le necessità umane. Quante spese inutili assistiamo !!! Mah !

Si !, ogni tanto viene annunciato un “taglio” agli appannaggi delle “forze Politiche ed Istituzionali”, ma poi tutto resta come prima nella esecutorietà !

Ci domandiamo: quanti sopportano o sopporterebbero con angelica serenità queste decurtazioni, ad esempio quale sarebbe il comportamento dei rappresentanti del popolo, dei Manager Pubblici, dei Partiti e Movimenti Politici che, pur sempre uniti, “attingono legalmente” dai bilanci dello Stato e si inebriano di tanta “manna” !

Non basta denunciare truffe, sperperi, trafugamenti od ogni sorta di reati penali, è necessario che il “cambiamento” sia frutto di una riflessione collettiva e non sotto la non impossibile ondata di giustificata protesta popolare !

Ricordo quella famosa frase di Pilato rivolta a Gesù “quid est veritas?” Se oggi, giugno 2015, la rivolgiamo a coloro che hanno responsabilità della res repubblica, sarebbero in grado di dare una risposta concreta e non ripetere il comportamento del Proconsole romano che trascurò di attendere le parole che sono state sulle divine labbra di Gesù che rispose “est vir qui adest”? Si è l’uomo che sta innanzi con tutti i suoi problemi basati, soprattutto, sulla giustizia !

Quei “cattolici”, poi, impegnati in politica, smarriti, indecisi, dimentichi che il primo principio della Dottrina Sociale della Chiesa è la dignità della persona umana, devono “infondere” ai diritti anche i doveri, alla ingiustizia la giustizia, alle “storture” la verità, alla corruzione l’onestà.

-S.S. Francesco - Messa Domus Sanctae Marthae   25-06-2015  - (Copyright L'OSSERVATORE ROMANO - Servizio Fotografico - photo@ossrom.va)
-S.S. Francesco – Messa Domus Sanctae Marthae 25-06-2015
– (Copyright L’OSSERVATORE ROMANO – Servizio Fotografico – [email protected])

Questi “cattolici” devono “scegliere” la via migliore nella coerenza, soprattutto, nel sostenere la solidarietà che non è né deve essere quella della superficialità esteriore e delle parole vane, ma d’impegno e di traino per rimodellare la società secondo valori etici e principi civili, aggiungo da cristiani . Bisogna stare anche “attenti agli pseudoprofeti. Quelli che predicano il Vangelo che non è Vangelo” (Papa Francesco Santa Marta 25.6.2015).

Nell’opinione pubblica è evidente che prevale la protesta, ma non è morta la speranza di rigenerazione perché, si sono accavallati problemi tanti ed urgenti, come le Case di Riposo che “raccomandiamo”  e ricordiamo al Sinodo dei Vescovi per rendere giustizia!

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: ”Andiamo avanti con speranza“!

Previte

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

Handicappati psichici, patologia incompresa, dimenticata, ignorata, sempre più travolgente. Una storia buia dell’Italia! “Comunicare la speranza”: è il grido dell’ “Instrumentum Laboris“!

Handicappati psichici, patologia incompresa, dimenticata, ignorata, sempre più travolgente. Una storia buia dell’Italia!  “Comunicare la speranza”: è il grido dell’ “Instrumentum Laboris“!
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      Il Presidente

In Italia, Signori della Politica, si fanno molti errori! Quello più riprovevole fin’ora è quello di non dare una priorità assoluta alle necessità della gente, specialmente quando avvengono episodi dettati da soggetti criminali perversi, mentre spesso e tragicamente avvengono quelli da menti psichicamente malate per le quali urgono Servizi specifici in strutture adeguate.

Lo ricordiamo anche alla Politica con la P. maiuscola: con il 13 maggio 1978 in Italia entrava in vigore la legge 180, una legge che ha rivoluzionato il trattamento e la cura della malattia mentale ed il suo concetto stesso, imponendo la chiusura dei “manicomi” spesso veri lager, luoghi di violenza, di dissolvenza della dignità dell’uomo e di degrado inauditi, patologia dimenticata, incompresa, dimenticata: una grossa e grande storia buia dell’Italia!

Questa legge, detta Basaglia dal nome del suo ispiratore lo psichiatra veneziano Franco Basaglia priva del Regolamento d’Applicazione, è divenuta punto di riferimento anche in ambito europeo e tuttavia in questi 37 anni non ha mai smesso di far discutere, forse poco in Europa, ma molto in Italia: Petizione 2013.

Sono soprattutto le famiglie dei malati ad avanzare le critiche più forti ed a richiedere una riforma della legge stessa, come “ribadiamo” dal 1994 con la presentazione di n/s varie Petizioni dirette ai due rami del Parlamento Italiano, Europeo e nel 2006 con Ricorso n. 44330/06 alla “Corte Europea per i Diritti dell’Uomo” di Strasburgo, finito purtroppo con una Sentenza da “no comment“!: speciale dossier.

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E’ da citare con gratitudine il XIV Documento Sinodale “Instrumentum Laboris” che ha messo in risalto, oltre la centralità della Famiglia, anche quella delle categorie fragili e dimenticate: quali anziani, disabili fisici e handicappati psichici inteso a “garantire, difendere e valorizzare la qualità possibile di ogni vita”. Interpretando quelle categorie diciamo: grazie alla Chiesa Cattolica e di cuore grazie a Papa Francesco.

Con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: Andiamo avanti con speranza”!

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Dignità per anziani, disabili: una ferma attenzione da parte dell’Instrumentum Laboris!

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      Il Presidente
061014-309
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Nella XIV Assemblea Generale Ordinaria dei Vescovi sulla vocazione e la missione della Famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo, l’Instrumentum Laboris ha messo in risalto, oltre l’importanza della famiglia nella società, quella delle categorie fragili e dimenticate come anziani ai quali è stata data “dignità e speranza”, disabili che vanno tutelati per contrastare “ le forme impietose di stigma e pregiudizi”.

Il Documento Sinodale affronta quanto avevamo auspicato da tempo, fin dal lontano 1994 nelle n/s Petizioni assieme alle Opera don Orione e don Guanella, il “dopo di noi” , cioè quello quando i disabili restano soli alla morte dei loro genitori e parenti, mentre il Documento intende di “garantire, difendere e valorizzare la qualità possibile di ogni vita”: 

http://it.radiovaticana.va/news/2012/12/05/si_celebra_oggi_in_italia_la_giornata_della_salute_mentale/it1-644962 http://it.radiovaticana.va/news/2014/08/29/cristiani_per_servire_pi%C3%B9_attenzione_ai_disabili/1105415

La risoluzione (forse parziale!) di questa “problematica” potrebbe essere il così detto “dopo di noi”: prioritaria domanda, necessità ed urgenza, che richiede una giusta risposta da tempo auspicata, da troppo tempo dalle n/s Petizioni, sollecitando il Parlamento, il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Signori della Politica a prendere con le dovute cautele questo “suggerimento”!

Ma non vi è peggior sordo di chi non vuol sentire! e la Politica tace!

E’ indubbio che la fondamentale istituzione assistenziale esistente è la famiglia, la quale resta il fulcro indispensabile, centrale della vita e della società, ma fra tantissimi problemi scottanti, difficili e di maggior rilievo di questi n/s ultimi tempi che affliggono le famiglie, a volte persino paralizzante nel dialogo fra i  suoi componenti che crea tensione, è l’incertezza del “dopo”.

Mancano le “risorse”! Eh si! Ma non è vergognoso non considerare tali situazioni di fronte ai privilegi dei politici, alle pensioni d’oro, ai trattamenti, di fine “lavoro” dei deputati, dei senatori, ai favolosi stipendi dei manager pubblici, alle spese inutili e quanto attenta l’economia, la dignità e la  morale?

Ma chi contrasta le spese “pazze” dello Stato: tutto resta al palo! Allora i sacrifici “imposti” alla gente sono solo per carpire la buona fede?

Purtroppo questa “forma” di assistenza del “dopodinoi”, si è fatta sempre più necessaria, pressante, indispensabile, anche se in alternativa si dovesse ricorrere al “ricovero di massa” potrebbe subentrare quella di “ricovero in residenze di poche unità” quali casa-famiglia comunità alloggio od altro.

E’ molto importante garantire, anche se in maniera parziale, l’effetto familiare con quella solidarietà che pur non trascurando l’ambito della normalità potrà dare quell’aiuto necessario per compensare la carenza dell’affetto familiare.

Anche se è un “sistema di vita” extra familiare, non può che essere idoneo al bisogno assistenziale della persona malata e quello esistenziale della persona disabile.

A dirimere le perplessità e le preoccupazioni da molti sollevate circa il futuro dei disabili portatori di limitata autonomia (quali invalidi civili totali, parziali, sordi, sordomuti, ciechi, handicappati psichici che non hanno redditi personali o quelli di modesto importo), sarebbe opportuno e necessaria la costituzione di un Fondo Speciale Economico Unico, (dopodinoi), da noi ampiamente richiesto da lungo tempo alle Istituzioni, al Parlamento, al Governo ed auspicato lungamente dalle famiglie interessate.

Questo “sistema” si rende necessario per tutelare l’avvenire dei soggetti di limitata autonomia o meno, che sono nelle famiglie o che sono  soli, ma tutti che anelano ad assicurare una possibilità di continuare a vivere in un contesto familiare.

vatQuesto “sistema” si rende necessario per tutelare l’avvenire dei soggetti di limitata autonomia o meno, che sono nelle famiglie o che sono  soli, ma tutti che anelano ad assicurare una possibilità di continuare a vivere in un contesto familiare e multos in parvo dobbiamo essere grati alla Chiesa Cattolica e soprattutto a Papa Francesco per aver affrontato con coraggio questo argomento.

Grazie di cuore papafPapa Francesco!

 

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza!”

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