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Nessuno deve rimanere escluso!

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Il Presidente

Non è mai successo che ciascuno di noi non abbia incontrato nelle strade delle n/s città e dei n/s paesi una persona che mostrava segni di equilibrio psichico.

Eppure, anche se sono passati quasi 36 anni dalla dismissione degli handicappati psichici dai così detti “manicomi”, ancora oggi 2015, vagano per le n/s strade senza meta e forse anche senza fissa dimora, dimenticati da parte delle Istituzioni, specie oggi che ci si vanta di grandi riforme (?).

12038270_411898545665775_8123690435673522656_nPapa Francesco ha lanciato un tweet  il 29 ottobre 2015 dal suo account @Pontifex: “Lo sviluppo economico deve avere un volto umano, così che nessuno rimanga escluso”.

In quel buio e triste periodo il malato di mente soffriva nel chiuso di una stanza e talvolta subiva trattamenti disumani, degradanti, inammissibili, ma come dice il Papa, passare da un estremo ad un altro non è segno di saggezza, né segno di garantire la dignità ed i diritti della persona, soprattutto quando è debole ed indifeso.

Oggi il problema è prioritario, necessità che non viene “capita”, in quanto manca una soluzione dignitosa della persona, soluzione che è nei valori stessi della persona significativamente evidenziati dalla n/s Costituzione fondata sul principio del personalismo giuridico in cui la persona, con la sua dignità e la vasta gamma dei suoi diritti, resta ed è al vertice della struttura dello Stato. La tutela, specie verso gli ultimi fra gli ultimi, è un atto dovuto non facoltativo o discrezionale.

La qualità e la quantità degli aiuti degli esseri umani, non solo dei cani e dei gatti, devono essere commisurati all’effettivo bisogno della persona, se la n/s Nazione vuole essere in linea con la dottrina dei diritti umani ed il personalismo dell’autentico umanesimo.

E’ augurabile che il quinto Convegno di Firenze, voluto dalla Chiesa Cattolica Italiana dal 9 al 13 novembre. sia quello di trovare la strada perché gli uomini ridiventino umani, che sia la strada giusta verso l’organizzazione della n/s umanizzazione e che il nome di Gesù non venga fatto invano, solo, sotto una valanga di parole.

L’identità del cristiano la si vede dall’amore al prossimo, la testimonianza del nostro essere cristiani non si manifesta tanto nell’andare in Chiesa, nell’assistere alla Santa Messa (Papa Francesco 17 ottobre 2014 S. Marta), ma sarà riconoscibile da tutti nel frutto inconfondibile del “come vi amerete gli uni gli altri” (Gv.15,9,17).

In sintesi gli handicappati psichici sono cittadini come gli altri, sfortunati della vita si !, ma che reclamano assieme alle loro famiglie ed all’opinione pubblica tutela e promozione della loro dignità e dei loro diritti.

Non sarebbe democratico quello Stato che consentisse l’abbandono dei malati di mente o tollerasse situazioni in cui fossero costretti a vivere ancora in condizioni di segregazione e di emarginazione.

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: Andiamo avanti con speranza”!

Previte

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

La famiglia del dopo Sinodo. Continuano gli echi sulla famiglia del Sinodo dei Vescovi da poco concluso.

La famiglia del dopo Sinodo. Continuano gli echi sulla famiglia del Sinodo dei Vescovi da poco concluso.

famiglia-400x215La famiglia italiana, trasformata dalla conversione dell’Italia da paese agricolo a quello industriale, che quei rilevamenti statistici, forse, vogliono affermare lo sviluppo di una cultura troppo spesso indirizzata contro ogni forma di vita sociale, di vita familiare, di vincolo matrimoniale in favore di nuove modalità dell’essere famiglia, oggi 2015  è ancora “balbettante”, ma di continuazione tradizionale.

Comunque, in sede civile “la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” (art. 29) , ciò significa che l’ordinamento familiare si considera come infatti è preesistente allo Stato, quindi l’espressione della Costituzione Italiana, “riconosce i diritti di famiglia”, li considera e riconosce come diritti primordiali, naturali conseguendo la concezione famiglia come “società naturale”. E’ vero che la famiglia “vive” tra crescenti difficoltà, possibile frammentazione delle forme familiari, crisi, stress, capacità di “tenuta” che si fa sempre più labile e debole unitamente ad altre “anomalie”, ma questa resiste ancora in questo contesto culturale malgrado, ripetiamo, i segnali di intensa fragilità, come ne ha  rilevato il Sinodo.

sinodo_famiglia_1570126In sede cattolica, nel Sinodo appena concluso, la famiglia deve essere considerata come un vincolo razionale, etico che trova le sue leggi ed i suoi diritti nella natura stessa.

I diritti della famiglia riconosciuti, senza escludere quella della morale cristiana, sono tali in quanto, ripeto, questa è “fondata sul matrimonio” “ ordinato sulla eguaglianza morale e giuridica dei coniugi”, dove “ è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli “, cioè di continuazione dell’umanità, malgrado ogni supposizione .

La famiglia italiana, comunque è un po’ ammalata e non necessita di semplici farmaci da banco, ma di una costante valutazione della crescita individuale dei suoi componenti nelle diverse espressioni e nel riconoscimento all’unisono della dignità dei suoi componenti.

La famiglia ancora “tiene”, perché continua a mantenere la promessa di fedeltà reciproca dei coniugi, continua a farsi “carico” dei propri figli, continua ad “aiutare”i propri genitori anziani, continua a “curare” i propri membri disabili fisici o handicappati psichici.

Con le parole dellInstrumentum Laboris diciamo che la Misericordia più grande è dire la verità e quando non la si dice la Misericordia non è più tale: non dimentichiamo!

Papa Francesco con molta enfasi ha detto “Sinodo significa tornare a camminare insieme”, sperando che esso continui a camminare anche fuori dall’Aula Sinodale.

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: ”Andiamo avanti con speranza!

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FIRENZE 2015, quinto Convegno Ecclesiale Nazionale della Chiesa Italiana con nuovo umanesimo. Questo senso dell’umanità e della dignità è anche verso il mondo della disabilità, della sofferenza, del dolore?

FIRENZE 2015, quinto Convegno Ecclesiale Nazionale della Chiesa Italiana con nuovo umanesimo. Questo senso dell’umanità e della dignità è anche verso il mondo della disabilità, della sofferenza, del dolore?
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logoIl 9 novembre comincerà, con l’apertura in Cattedrale a Firenze, il 5° Convegno Ecclesiale Nazionale della Chiesa Italiana, per terminare i lavori il 13 novembre sul tema: “In Gesù il nuovo umanesimo“.

L’avvio sarà dato con le processioni nella 4 Basiliche (Santa Croce, Santa Maria Novella, Santo Spirito, Santissima Annunziata) per l’ingresso in Cattedrale e la prolusione dell’Arcivescovo di Torino Mons. Cesare Nosiglia Mons. Cesare NosigliaPresidente del Comitato preparatorio del Cen, anche con il valido apporto di S.E. Reverendissima Mons. Nino Raspanti 5gfdVescovo di Acireale, mentre il 10 novembre è il giorno della visita del Papa, papa-e1427497631956che dopo la prima tappa a Prato incontrerà i partecipanti al Convegno in Cattedrale e verrà accolto e salutato dal Cardinale Angelo Bagnascofotopres
Presidente della CEI.

Il nuovo umanesimo auspicato è per sapere se vi è un futuro per l’uomo, il quale possa ritrovare quella Fede nel Figlio di Dio fatto uomo, che oggi sembra. va perdendosi?, oppure per rispettare l’umanità ed il senso della dignità universale dell’uomo disabile fisico o dell’handicappato psichico?

Papa Francesco alla chiusura del Sinodo dei Vescovi sulla Famiglia rimarcò che “ il primo dovere della Chiesa non è quello di distribuire condanne o anatemi, ma è quello di proclamare la misericordia di Dio “.

Ma questo nuovo umanesimo o senso dell’umanità che va verso ad ogni persona, ripeto, specie quella disabilitata, va rispettata nella sua dignità ed accolta con rispetto, con l’osservanza di porre, anche, quella solidarietà ecclesiale ed evitare ogni ingiusta recriminazione?

Molti chiedono se noi cristiani, specie i cattolici, “osserviamo” i dettami della Morale Cattolica quando veniamo “consigliati” dai Padri e se ancora insiste nel mondo contemporaneo una problematica urgente verso le politiche familiari? Ed ancora lo tsunami delle sinergie si è affranto innanzi ai problemi della disabilità?

E’ augurabile che il quinto Convegno di Firenze, voluto dalla Chiesa Cattolica Italiana sia quello di trovare la strada perché gli uomini ridiventino umani, che sia la strada giusta verso l’organizzazione della n/s umanizzazione e che il nome di Gesù non venga fatto invano, solo, sotto una valanga di parole?

Quante possono essere le osservazioni, i rilievi, i perché, anche nella stessa tematica del Convegno titolato “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo” siano l’occasione giusta per essere una buona volta convinti che non è possibile dirci cristiani se la n/s vita non è cosparsa di buone azioni che vanno verso il bene comune?

La disabilità comporta delle modificazioni di salute a ciascuna persona con conseguenti limitazioni della propria autonomia, ma la società ed anche la Chiesa viene richiamata, anche da questo Convegno ad una riflessione per dare un proprio contributo.

Molte questioni etiche e proposte saranno affrontate e discusse in questo Convegno di Firenze, in quanto quelle più attuali sono il problema sociale e religioso, ma le malattie che possono condurre alla disabilità, l’assistenza medica di cui ha bisogno la persona malata, la dimensione antropologica, i principi etici da adottare da parte degli Enti, degli Operatori Sanitari, soprattutto le necessità spirituali e l’apporto particolare della Chiesa Cattolica, saranno tematiche in questo Convegno?

In questo giorno però raccomandiamo ed auspichiamo che non può essere disatteso il pensiero nei riguardi di tutto il mondo della disabilità, che porta nel proprio corpo i segni di una grande sofferenza fisica e psichica, come ci ricorda da tempo Papa Francesco e “soprattutto chi soffre ha bisogno di aiuto” xj(Via Crucis Rio de Janeiro 25 luglio 2013).

Ci siamo sempre chiesti se per le persone disabili vi sono altre “possibilità d’intervento” al posto della sorda attenzione della Comunità Civile, ma ancora una volta constatiamo che nessuno “parla” espressamente come Papa Francesco e la Chiesa tutta di concretezza ed emergenza/uomo su argomenti più reali e molto più vicini alla gente.

Quelle parole semplici, ma molto significative di Papa Francesco, sono condivisibili dalla Chiesa nell’interpretazione della questione morale che si impone da tempo nella società, mentre è veritiero il pericolo che venga offesa la dignità della persona con proposte future concernenti provvedimenti legislativi negativi verso gli emarginati, i poveri, i disabili.

E’ buon diritto reclamare giustamente per gli amici a 4 zampe, “esseri senzienti” come dice la Costituzione Europea: tutti hanno diritto al rispetto, alla vita, al vivere, ma anche l’uomo quale “essere umano”!

Le persone disabili, molto spesso ed a causa della tipologia e della patologia da essi subita, necessitano di prestazioni sanitarie e medicinali molto costose in quanto in nome del superiore “risparmio“ si pensa che per costoro le speranze di vita sono molte residue: “budget del ricoverato .

Ancora una volta ri-prendiamo la “denuncia” della carenza di attenzioni da parte delle Istituzioni, come facciamo nelle n/s Petizioni inoltrate al Parlamento Italiano ed Europeo, mentre è ignorato ogni inizio di programmazione pubblica per la realizzazione di attenzioni e di priorità, come evidenziamo: Petizione 2013, per creare un nuovo umanesimo, una novella umanità.

Sono necessità anelate dalle persone anziane, povere, emarginate e da tutto il mondo della disabilità, della sofferenza, del dolore e che consumano giornalmente i tempi della loro vita e della loro disperazione nella perfetta solitudine, quasi una strisciante eutanasia”.

Ecco quanto necessita al popolo della disabilità, della sofferenza, del dolore, della povertà e come si spera venga proposto in questo 5° Convegno di Firenze, ma non possono e non devono dimenticare quelle “necessità” da noi modestamente esposte ed elevare il “grido di dolore”.

L’identità del cristiano la si vede dall’amore al prossimo, la testimonianza del nostro essere cristiani non si manifesta tanto nell’andare in Chiesa, nel partecipare alla Santa Messa (Papa Francesco 17 ottobre 2014 S.Marta), ma sarà riconoscibile da tutti nel frutto inconfondibile del “come vi amerete gli uni gli altri” (Gv.15,9,17 ).

Ecco quanto ci aspettiamo dal Convegno di Firenze verso l’umanità sofferente, verso i cittadini di questa grande Nazione: almeno una solidarietà ecclesiale!

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza!”

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

http://www.firenze2015.it/cristo-maestro-di-umanita/

Imputabilità penale per i malati di mente! Mangiò la madre, niente carcere. Resta possibile: “è incapace di intendere e volere”?

Imputabilità penale per i malati di mente! Mangiò la madre, niente carcere. Resta possibile: “è incapace di intendere e volere”?
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Il Presidente

Questa è una piccola, amara, raccapricciante cronaca di un avvenimento che è avvenuto a Salerno nel luglio del 2013, dove tale Lino Renzi cannibale della madre, non andrà in carcere, notizia rilevata e che ci ricorda logo_blitzBliz Quotidiano del 22 ottobre 2015.

Questo “fattaccio”che ci lascia allibiti e frastornati da come è avvenuto, si deve ritenere una persona colpita da un deprecabile raptus di follia.

Perché avviene questo si chiede il cittadino? Beh! perché forse contano di più, i cani ed i gatti, (che sono considerati prioritari), le vergognose politiche litigiosità, mentre purtroppo in Italia sono in atto scarsi i Servizi di prevenzione psichiatrica e la Sanità destina un budget modesto per la psichiatria e le famiglie, la società, specie anziana, quasi tutti, sono abbandonati da troppo tempo dalle Istituzioni! Mah! Il popolo si chiede ma dove sono le Istituzioni?

La cultura verso le persone “ tarate”, ultimo “grido della moda” che non ho nessuna remora a definire maltusiana o nichilista (situazioni che conformano pensieri, cancella prospettive, oscura orizzonti), se si sviluppano, comportano una situazione gravissima in quanto ingenerano nell’opinione pubblica convinzioni devastanti sul piano sociale e diseducative per i giovani, portati a credere che insiste una palese contraddizione con gli sforzi della ricerca scientifica per l’allargamento della speranza di vita.

saLa Sanità Italiana, che occupa tra i Paesi Europei l’ultimo posto, deve la propria situazione deficitaria agli sprechi ed al mal utilizzo delle risorse finanziarie.

E’ una Sanità molto, molto, molto malata, C_17_minsez_49_paragrafi_paragrafo_0_immagineSignor Ministro della Salute! e male amministrata!

Sin dalle scuole elementari ci hanno insegnato che amministrare, significa prevedere, quindi porre la dovuta attenzione alle priorità e questo lo devono soprattutto porre in essere le Istituzioni verso il mondo della sofferenza, della disabilità, delle persone deboli ed indifese.

Tornando al quotidiano, ancora una volta si rinnovano quegli episodi tragici, come quello di Salerno, che sembrano essere una prassi consolidata, una “licenza di uccidere” e sull’onda dell’allarme sociale ogni volta, con lucida follia, premeditazione, freddezza creando una confusione ed un terribile terrore tra i cittadini.polizia_carabinieri_notte

Quanta infinita riconoscenza, solidarietà, gratitudine si deve ai Tutori dell’Ordine, quanta amarezza pervade nell’opinione pubblica che teme per la propria incolumità!

Dobbiamo considerare che questi “misfatti”, queste “disgrazie”, questa “tragedie”, forse, sono da ri-collegare a quella “piaga” che colpisce ormai un quinto dell’umanità di persone che soffrono a causa di disturbi mentali e che nell’Europa dei 28 non ha ancora una Direttiva Comunitaria, cioè un provvedimento legislativo con uguale valenza in tutti gli Stati UE come da noi richiesta con Petizioni giacenti da tempo nel Parlamento Europeo.

Ma tutto questo, però, grandemente preoccupa l’opinione pubblica che teme giustamente, per la propria incolumità, argomento che abbiamo condensato in una Petizione diretta al Parlamento Italiano il 18 marzo 2013 ancora inevasa! Petizione 2013.

ppSollecitiamo le Istituzioni Legislative di iniziare l’iter di una legge-quadro di riordino dell’assistenza psichiatrica, richiesta continua dal 7 ottobre 1998 con Petizioni dalla n/s Associazione, invece di inutili e dannose litigiosità che non servono a nessuno, ma preoccupano i cittadini per la loro incolumità e per non dover assistere ancora una volta a questi “ sotterfugi” legali”, cioè alla locuzione “perché incapace di intendere e volere” espressione che non procura giustizia, ma sa più di offesa alla dignità della persona!

Il problema dell’imputabilità penale nel campo psichiatrico e le varie diagnosi commesse tra psicopatologia e dinamica dei fatti, è argomento che lasciamo alla competenza medico-legale/legislativa che si dibatte tra le pericolosità sociali del malato di mente e le condizioni mentali dello stesso “imputato”, ma preoccupa l’opinione pubblica che teme per la propria incolumità.

Ma non è pensabile che menti psichicamente instabili, autori di tragedie umane, come il caso di Salerno, possano rientrare tranquillamente in famiglia e conseguentemente nella società, la quale in tale maniera resta, ripeto, completamente indifesa ed in balia di “costoro” che si devono ritenere socialmente pericolosi.

Non ci stanchiamo di citare una parola di elogio ai benemeriti Istituti Cattolici Religiosi, (quali don Orione, don Guanella, don Gnocchi, per fare qualche esempio) per la loro generosa ospitalità ed assistenza, peraltro essenziale, data la scarsa ricettività pubblica, perché per le famiglie il vero dramma è costituito, spesso, dalla solitudine in cui vengono a trovarsi.

E non ultima, ripeto, ancora una parola di elogio ai NAS dei Carabinieri, e ripeto, alle Forze dell’Ordine, le cui azioni sono indirizzate alla tutela dei diritti e della dignità dei disabili, come è avvenuto fin’ora, svolgendo un’opera meritoria e di garanzia giuridica. 

Ma a quante morti dobbiamo ancora assistere e su quante coscienze esse peseranno nell’ignobile gara di ipocrisia dove insiste il disinteresse o si cerca di trovare altrove le cause di tutto questo?

I “fattacci” giornalieri saranno sempre i più recenti in ordine di tempo, ma fa tornare alla memoria tristi episodi del passato, come quello di Salerno e non escludono purtroppo in futuro situazioni di analoghi disagi riguardanti l’handicap in genere, specie quello psichico.

Con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza!”

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