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Il 2015 se ne va : cosa lascia ?

Il 2015 se ne va : cosa lascia ?
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Se lo chiede l’onesto cittadino invasato, disorientato, annichilito dalle disavventure bancarie, dalle diversioni politiche, dalla nascita di nuovi Partiti, Movimenti Politici per scissioni od altre motivazioni, i quali finiscono per essere gruppi di potere tesi a “beneficiarsi”, mentre sarebbe logico un bipolarismo puro, sano, sincero per rendere governabile il n/s tormentato Paese . E’ una battaglia, anzi una guerra fratricida ?2016

Purtroppo si! mentre la politica discute, incalza la grave crisi economica per le persone, le famiglie, il popolo e tutti si sobbarcano una situazione precaria, di vera miseria, dove, anche le persone di marcata menomazione sono dimenticate : come disabili fisici, handicappati psichici, ciechi, ciechi assoluti, sordi, sordomuti, lavoratori con drepanocitosi i talassemia major e restano non segnali, ma certezze di sofferenza che il Legislatore dovrebbe arginare prima che la situazione divenga esplosiva e pericolosa per l’ordine pubblico.

La politica molto impegnata in inutili litigiosità, con l’odio che va “ distribuendo” in maniera allarmante, con situazioni familiari drammatiche, con persone allo sbando, civiltà che va dissolvendosi, trovano le Istituzioni disattente, indifferenti, apatiche, che non percepiscono le priorità sociali, soprattutto il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione e non promuovono quelle necessarie iniziative tendenti ad ampliare la qualità della vita, del malato, dei familiari e la tutela giuridica della dignità e del diritto alla vita “dal concepimento alla morte naturale “ ( Papa Francesco 12 agosto 2013 in Brasile) :budget del ricoverato .

E’ un continuo “predicare” una nuova metodologia politica per migliorare la salute, una nuova politica economica, sociale, invece finisce per essere sentito chi grida più forte, a scapito di andare verso chi è più debole, emarginato, dimenticato.

Basta con le frammentazioni! “ La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo “ ( art. 2 della Costituzione).

Non si può non rilevare questo. L’opinione pubblica ne ha capito l’entità per come si può andare avanti con quanti, non sapendo politicamente dove andare, cercano di sviare il senso della politica andando contro ogni “cosa”, con una nuova pletora di Partiti, Movimenti, Espressioni Politiche che dicono e non fanno, che sono “cespugli”, “ caverne “, “ antri ”, centri di potere, centri personali di gestione, centri anomali della Repubblica, che “impongono”, relegando l’idealità verso la corruzione, il peculato, la malversazione, la disonestà : un canestro di mele marce !

Non escludiamo il diritto di associazione politica fissato dall’art.49 della Costituzione per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale, ma è da considerare che la sovranità appartiene al popolo, che non “ vede più “, da moltissimi anni sicure finalità di tutela e promozione di benessere sociale ed anela alla tranquillità !

Le leggi di Stabilità ed i Dispositivi Legislativi sono parzialmente difensori dei cittadini, anche per quelli colpiti da forme di depressione o da disabilità fisiche che impediscono la “vita”, mentre si cercano motivazioni per “diversioni” politiche, per immergere la n/s Italia nel profondo disorientamento, “dimenticando” le n/s famiglie, i n/s disoccupati, i n/s malati, i n/s senza tetto a causa delle alluvioni, i n/s morti sul lavoro ( che da anni vengono “traditi” senza trovare per i lavoratori una adeguata e sicura legge di protezione ), la riforma fiscale, la “protezione “ sul risparmio ( ma cosa è ?) “carpito” e “buttato” fuori da un concetto illogico dalle Banche, il violato segreto bancario, le tante conclamate Riforme e le imbarazzanti situazioni sociali che vengono ancora una volta “gabbate” , “offese” ed “ignorate” da qualunque Governo !

Questa è la sintesi di un Paese che invece vogliamo vedere più moderno, di vera libertà e non libertinaggio, di politica attiva e non improntata, di vera giustizia e non di ingiustizia, di legalità e non di “ beffe ” legali ed ogni sorta di malvagità, mentre ora è impedito a ri-prendere l’azione, la proposizione, la giustizia, la connivenza civile che costituiscono il senso della vita, del rispetto della dignità umana e della libertà in questa civiltà dell’individualismo e dell’indifferenza sempre più emergente .

Che sia il 2016 apportatore di pace, serenità, giustizia ? E’ augurabile ! Comunque Buon Anno !

Con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza !”

Previte

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38° Giornata per la vita.

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Il Presidente

Il 7 febbraio 2016 si svolgerà la “38° Giornata per la vita” con il tema “La Misericordia fa fiorire la vita”.

ROMA 11-02-2007 SANTUARIO DEL DIVINO AMORE FESTA DIOCESANA DELLA FAMIGLIA

Nell’Anno Santo della Misericordia ricordando che la famiglia è composta, malgrado i grandi cambiamenti che si intende fare nel sociale, è e resta costituita da uomo e donna in maniera stabile con la finalità della prosecuzione dell’essere umano malgrado la carenza di politiche familiari incarnato nel generare i figli e come ricorda il Messaggio dei Vescovi, ogni volta che avvengono queste nascite, è “Il Signore amante della vita (Sap 11,26), un “fatto” straordinario che interviene nel n/ mondo ed aggiungo nella  nostra Italia per la carenza di politiche familiari.

Ma la Famiglia è e resta la risorsa fondamentale per il futuro!

A pochi giorni dall’appello dei Vescovi per la difesa della vita e della Famiglia, la comunità tutta, non solo quella cristiana ma anche quella laica, anela a seguire o meditare su questa reale istituzione fondamentale di ogni società, “incaricata” a riprodurre e dare continuità sul piano biologico ed umano a questa risorsa fondamentale per il futuro.

Nella lettura globale di quella cellula fondamentale del consorzio umano e civile che è la famiglia, in cui i diversi problemi educativi e generazionali incontrano nella cultura attuale variegate situazioni di conflitto, la Chiesa Cattolica e le altre Confessioni nel loro insieme fermano prevalentemente la propria attenzione sulla diffusione sempre più ampia di un modello interpretativo della persona in ogni età dall’accoglienza della vita nascente al suo declino, in una sintesi più profonda ed autentica del rispetto della dignità dell’uomo.

La famiglia, bene prezioso e risorsa insostituibile in un modello sociale, sarebbe opportuno per non dire essenziale, che conservi quei valori di solidarietà e di coesione sociale, continuando a mantenere la promessa di fedeltà reciproca nei coniugi, a farsi carico dei propri figli, ad aiutare i propri genitori anziani, a curare i membri disabili o svantaggiati, ma restando pur sempre una barriera al dilagare di una cultura sterile, individualista, silenziosa, sorda.

Pur in presenza di profondi cambiamenti, sotto gli occhi di tutti, la famiglia italiana a dispetto di ogni assurdità, è ancora una istituzione che “tiene”, mentre appare certo che da qualche tempo il dibattito politico sulla famiglia sembra riguardare essenzialmente eventuali pseudo interventi posticci, promesse che spesso sono avvolte dal velo dell’ipocrisia.

Non bastano le esteriorità se non sono seguite da concrete proposizioni quali, fra l’altro, forme migliori di assistenza sociale o quelle di considerare che il disabile fisico e l’handicappato mentale percepisce mensilmente 279,75 euro di media, sufficienti alla sopravvivenza per non morire! Una vera vergogna rispetto a quegli “esempi” che apprendiamo dai mass media!

La politica è ormai stata “defenestrata” dalle corruzioni, malversazioni, concussioni e da ogni violazione del diritto penale e civile, questo non va certamente a vantaggio della crescita della gioventù, tanta decantata, ma poco valutata colpita oggi da “mance”piene di profonda volgarità, emarginazione, di elettoralismo, nel voler “concedere” loro 500 euro per il loro “bene sociale”. Ma il giovane vuole lavoro, giustizia,dignità, non “elemosine sociali”!

Purtroppo, invece, per ogni essere umano colpito da una concentrazione di handicap, un riconoscimento economico e morale dovrebbe essere più aderente alla realtà sociale, non dimenticando che la soglia di povertà è di euro 600,00 mensili, (ci sono ormai tante cifre in giro …???)  che costituirebbe, se ancora vera, un atto sulla protezione ed assistenza sociale incarnato nella Costituzione per non sentirsi abbandonato, perché la solitudine non diventi il regno della confusione anche mentale.

Ancora una volta bisogna constatare che le Istituzioni paradossalmente dimenticano quelle “calamità sociali” sopra ricordate, mentre nell’opinione pubblica si rinnova il timore di perdere quei diritti che fanno parte dell’etica sociale, cioè il rispetto della persona in condizioni di disabilità psico-fisica, specchio per eccellenza della verità di una parte della società che necessita aiuto e solidarietà.

Il rispetto della dignità della “persona psico-fisica malata”, forse non è condivisa dalle Istituzioni, dove proposte, progetti e disegni di legge di riforma restano abbandonati nel dimenticatoio o nei cassetti delle Camere Legislative, costituendo una beffa ad una speranza principalmente anelata dalle famiglie, tradite ancora una volta da una politica carica di silenzi, disinteresse, odio o quant’altro!

Il n/s Paese è costantemente “preso” nella litigiosità politica, con scambi di accuse, delusioni (dove i cittadini sono beffati, i quali devono avere anch’essi, come gli amici a 4 zampe, rispettata e promossa la loro dignità etica), senza minimamente avvertire se emergenze (non solo quelle della crisi economica), esigenze come quelle di particolare tutela ed assistenza sanitaria ed ospedaliera per categorie di pazienti fragili come persone in età avanzata disabili psico-fisici, malati terminali), siano degne di essere chiamate tali e vergognosamente lasciate nell’angolo più buio del buon senso e dell’azione!

La Famiglia è “incappata” nel turbinio delle contraddizioni di questi nostri tempi, ma ricordiamolo sempre essa è il trampolino di lancio della capacità di relazione sociale, perché senza famiglia non c’è socializzazione, né Nazione.

La crisi economica è grave e preoccupante, però non si deve dimenticare che se si tenta di distruggere il fondamento della famiglia, cellula primaria della società, è indiscutibile: la società va a “rotoli”!

Anche se si parla di aiuti alle famiglie nelle politiche sociali, ( oh! quanti politici “dicono di difendere la famiglia” e citano freddamente la parola “ bene comune ” !) continua la cultura di voler prestare attenzione ai problemi delle convivenze, coppie di fatto, single, matrimoni omosessuali, ma si tralascia la famiglia, specialmente quella dove insiste un malato psico-fisico, tutto il complesso familiare resta estraniato dalle Istituzioni!

In questa società che si dibatte in serie difficoltà economiche, morali, violenze in famiglia, negli stadi di calcio, problemi extra comunitari, disagio giovanile, droga, eutanasia, depressione, emarginazioni, corruzioni, recriminazioni ecc. “mali” di cui soffre la nostra società, se si distrugge la famiglia, ma come si può riconquistare quei valori morali indispensabili che si tenta e si vuole abbattere?

La famiglia, che i rilevamenti statistici e che la fantasia sociale forse vogliono affermare essere lo sviluppo di una cultura troppo spesso indirizzata contro ogni forma di vincolo matrimoniale in favore di nuove modalità dell’essere famiglia, deve restare ancora oggi salda e di continuazione tradizionale, perché, spesso, la libertà della persona finisce dove comincia il libertinaggio della politica.

Anche il Magistero della Chiesa Cattolica e le altre Confessioni ci rammentano spesso come la vita umana, anche malata, deve essere presente nelle n/s attività e considerazioni, nel n/s andamento giornaliero.

Salutiamo con la massima certezza ed auguriamo sinceramente che le proposizioni con coraggio che verranno devono essere la sintesi di un più moderno concetto di libertà, di azione, di proposizione, di convivenza civile che costituiscono il senso della vita, il rispetto della dignità umana e della libertà in questa civiltà dell’individualismo, del relativismo e dell’indifferenza che si tenta di instaurare da troppo tempo!

Con le parole del Santo Giovanni Paolo II:  “Andiamo avanti con speranza”!

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

Voci di Pace | 26 dicembre 2015 – Nella legge di stabilità vi sono delle novità nella lotta a povertà e sostegno disabili? – di Franco Previte

Voci di Pace | 26 dicembre 2015 – Nella legge di stabilità vi sono delle novità nella lotta a povertà e sostegno disabili? – di Franco Previte

vdp
Pare che sia stata approvata dal Senato della Repubblica la manovra finanziaria da 35,4 miliardi di euro, divenendo così legge dello Stato Italiano. I provvedimenti in essa contenuti rafforzano crescita e lavoro, mentre secondo notizie dei mass media, le norme approvate sono inadeguate e composte da “mance”. Secondo fonti governative per contrastare la povertà viene messo in campo un pacchetto di interventi, che puntano in particolare ad aiutare minori e famiglie numerose: dalla card familiare, al fondo sostegno “Dopo di noi” per disabili gravi o a quello di contrasto alla povertà educativa minorile, cambiando prospettive sociali. Mah! Oggi vi è da dubitare di tutto e di tutti, quindi abbiamo anche noi queste prospettive. Comunque per il “dopo di noi” che interesserebbe il sostegno per le persone con disabilità gravi, è un’ottima prospettiva, anche se interessa persone, pare, che non abbiano legami familiari. Non Le sembra, Signor Presidente, che sono norme parziali ovverosia “mance”, o “ elemosine” che offendono il mondo della disabilità, del dolore, della sofferenza?

Suicidio assistito e eutanasia: un ritorno alla negazione della vita!

Suicidio assistito e eutanasia: un ritorno alla negazione della vita!
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Il Presidente

“Un obiettivo per ogni giorno: trasmettere un po’ della tenerezza di Cristo a chi che ne ha più bisogno”, è il tweet pubblicato da Papa Francesco sul suo account Twitter @Pontifex, seguito da oltre 25 milioni di followers.

papa-francesco-abbraccia-un-malato-unitalsi (1)Nella trasmissione della tenerezza di Cristo verso il bisognevole, ecco che si presenta un nuovo caso di eutanasia dove ora si tratta di una cittadina italiana in Svizzera, la quale ha riaperto nei giorni scorsi il dibattito sul fine vita, alimentato da un video della donna malata di tumore che annunciava in Tv la sua decisione, sostenuta, pare anche economicamente per i costi della trasferta a Berna dove ha posto fine alla sua vita, da un Partito che da molti anni è impegnato a promuovere il suicidio assistito, quale diritto della persona.

In realtà un diritto insostenibile nel suo complesso, in quanto si deve compiere una distinzione molto importante tra il suicidio assistito, il caso di cui stiamo parlando e l’eutanasia. Ma qual è la differenza ?

Il suicidio assistito viene compiuto di fatto con l’aiuto di un medico dallo stesso soggetto che vuole morire e di solito viene compiuto quando ancora non si è in una fase terminale.

Nell’esempio portato da quel Partito, pare, che la stessa persona abbia detto che facendo la chemio avrebbe potuto continuare a vivere due o tre anni, mentre si tratta di una situazione molto diversa da quella che solitamente è legata all’eutanasia, che viene compiuta nella fase terminale della vita.

Nella n/s civiltà oggi, fine 2015, l’opinione pubblica pensa che si debba dare un aiuto per vivere al malato in modo dignitoso senza accanimento terapeutico o quant’altro.

Non esiste propriamente un diritto a morire per il semplice fatto che la morte non è, né un diritto né un bene, tanto è vero che tutta la medicina combatte la morte e cerca di favorire e accompagnare la persona alla morte nel modo più adeguato, più consono, più civile.

Ma cose è l’eutanasia, l’accanimento terapeutico, il testamento biologico?

  1. Nell’antichità il vocabolo significava una morte dolce, senza sofferenze, oggi si interpreta quale intervento diretto ad attenuare il dolore della malattia e dell’agonia
  2. Accanimento terapeutico. E’ una serie di interventi medici sul malato in sede terminale.
  3. Testamento biologico è la dichiarazione anticipata di volontà, cioè il consenso informato, l’autodeterminazione del paziente a garanzia di cure palliative e terapie del dolore.

Ai Politici diciamo molto chiaramente: finiamola di speculare sul dolore umano!

Ecco in breve una “visione” che l’uomo ha della sua persona, della vita, della sofferenza, della morte, mentre da tempo in Italia si registrano tentativi di legalizzare l’eutanasia!

Purtroppo c’è chi vorrebbe spingere la società ad essere selettiva sulla vita e sulla morte dei suoi membri, attraverso una, anche se impropria, “licenza di uccidere”, in contrasto con gli insegnamenti di Ippocrate, il padre della medicina che adottava il principio: “L’uomo è ministro ed interprete della natura, se ad essa non obbedisce, ad essa però non comanda” e “non darò a nessuno alcun farmaco mortale neppure se richiestone, né mai proporrò un tale consiglio”.

In parole povere ripeto con la pubblica opinione: la medicina ed il dovere del medico sono di proteggere la salute, guarire le malattie, alleviare le sofferenze, confortare nel rispetto della libertà la dignità della persona, impegno a favore della vita contro la morte.

Così come è stata presentata la “problematica” nella politica dai politicanti, si corre il rischio di considerare la cosiddetta pietà per le sofferenze insopportabili, come uno strumento che porta all’eliminazione della vita che non avrebbe più valore.

Si tratta di “considerazioni” molto pericolose perché potrebbero coinvolgere malati di Alzheimer, handicappati psichici, disabili fisici con gravi patologie, bambini anormali o, come in Gran Bretagna che è stato chiesto alla Suprema Corte il suicidio assistito per i depressi, un relativismo incosciente!

Il principio fondamentale di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, assieme a quello di libertà e solidarietà sociale, è affermato dall’art. 3 della Costituzione Italiana.

Sarebbero quindi contrarie alla stessa quelle eventuali norme che concedessero ad una categoria od a singoli individui particolari privilegi non riconosciuti alla generalità delle persone, perché ciò violerebbe il principio della uguaglianza di trattamento.

Al principio di eguaglianza si ricollega  il principio della pari “dignità sociale” affermata in linea generale dall’art. 3 della Costituzione dove trova esplicazione in numerose altre disposizioni, come l’art.13 (“è punita ogni violenza fisica o morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”); l’art. 32 (“rispetto della persona umana”); l’art. 36 (“esistenza libera e dignitosa”); l’art. 41 (“dignità umana”).

Alla pari “dignità sociale”, più volte richiamata dalla Costituzione, ne discendono i così detti diritti sociali, come il diritto ad ottenere dallo Stato determinate prestazioni a favore di bisognosi, di assistenza sanitaria, cure gratuite per gli indigenti, ri-addestramento professionale per gli invalidi (art. 38) la protezione della madre e del fanciullo (art. 31).

Un medico dell’antichità per convincere pazienti riluttanti suggeriva: “I medici che somministrano una medicina amara devono cospargere di dolce miele l’orlo del calice, in modo che il malato beva il farmaco”: ora Signori della Politica non si può più indorare la pillola come attualmente si “dice” con il presentare “casi”  dolorosi”.

Il valore della vita dipende per i cristiani dalla capacità di seguire il rapporto della persona indicato dalla Fede e per i non credenti dall’interpretazione del rispetto della dignità e della libertà umana.

La rigidità della nostra Costituzione non significa che essa debba rimanere immutata, può darsi che alcune norme, come si cerca ora , debbano essere riviste per adattarle a nuovi indirizzi che si vanno formando nelle coscienze dei cittadini.

Allora secondo l’art.138 della Costituzione due sono i sistemi di revisione, uno rientrante nelle competenze del Parlamento ed un altro alla decisione di tutto il popolo mediante il referendum. E’ il Parlamento che deve interpretare le esigenze della società!… e non le dispute o le recriminazioni ed il popolo è sovrano nelle sue decisioni!

Ancora una volta diciamo: finiamola di speculare sul dolore umano!

In un certo senso si stia, in qualche modo, speculando su alcuni casi molto particolari dimenticando che una risposta adeguata alla domanda di sostegno e di solidarietà delle persone non sia certo quella di procurare immediatamente la morte.  Non credo che nessuno abbia il potere di procurare la morte ad altre persone.

Togliere il divieto di uccidere significa entrare in un contesto culturale che è lesivo dei diritti della persona e non è credibile la battaglia di quel Partito sia una battaglia capace di rispondere all’esigenza del nostro tempo, siamo in un’epoca nella quale dovremmo tornare a pensare che l’eutanasia e le pratiche dell’eutanasia sono sempre state legate a un modello di barbarie e di inutili soppressioni di persone. La vita è sacra per i cristiani, da vivere intensamente da quelli non cristiani.

E’ pur vero che dobbiamo anche lottare contro le pratiche di accanimento terapeutico che sono state sicuramente esasperate dall’evoluzione della tecnologia medica.-Credo che la battaglia di quel Partito faccia male a tutte le questioni e a tutte le impostazioni che hanno a cura un’assistenza reale delle persone che sono sofferenti.

Con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con fiducia!“.

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Nella legge di stabilità vi sono delle novità nella lotta a povertà e sostegno disabili? Desideriamo una risposta dal Presidente del Consiglio dei Ministri!

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Il Presidente

Pare che sia stata approvata dal Senato della Repubblica la manovra finanziaria da 35,4 logo_internemiliardi di euro, divenendo così legge dello Stato Italiano.

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I provvedimenti in essa contenuti rafforzano crescita e lavoro, mentre secondo notizie dei mass media, le norme approvate sono inadeguate e composto da “mance”.

Secondo fonti governative per contrastare la povertà viene messo in campo un pacchetto di interventi, che puntano in particolare ad aiutare minori e famiglie numerose: dalla card familiare, al fondo sostegno “Dopo di noi” per disabili gravi o a quello di contrasto alla povertà educativa minorile, cambiando prospettive sociali .

Mah! Oggi vi è da dubitare di tutto e di tutti, quindi abbiamo anche noi queste prospettive.

Comunque per il “ dopo di noi” che interesserebbe il sostegno per le persone con disabilità gravi, è una ottima prospettiva, anche se interessa persone, pare, che non abbiano legami familiari.

Non Le sembra, Signor Presidente, che sono norma parziali ovverosia “mance”, che offendono il mondo della disabilità, del dolore, della sofferenza?

Ci vuol rispondere il Presidente del Consiglio dei Ministri?

Attendiamo una risposta!

Con le parole del Santo Giovanni Paolo II: ” Andiamo avanti con speranza! “

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Nelle ipotetiche riforme, tante decantate, sono considerati i portatori di handicap psichici, i disabili fisici, i malati cronici ? Ci risponde la politica ?

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Il Presidente

E’ esemplare, di insegnamento, di prassi : la Politica e le Istituzioni non rispondono mai !

11Il Giubileo della Misericordia si arricchisce di un altro toccante evento : Papa Francesco ha aperto la Porta Santa della Carità nell’Ostello della Caritas “Don Luigi di Liegro” nei pressi della stazione Termini di Roma : “Le strade della ricchezza, della vanità, dell’orgoglio non sono vie di salvezza “ (19 dicembre 2015).

Molti sono le tematiche, le strade dell’orgoglio, della la vanità che comprimono i n/s turbolenti giorni su temi scottanti e vitali, dalle varie forme di handicap che colpiscono i n/s concittadini alla droga, dalla possibile eutanasia all’aborto ormai legalizzato, dagli orrendi omicidi ai malati cronici ( quest’ultimi pare vengono “emarginati” negli ospedali ( budget del ricoverato ) dalle “disavventure” ospedaliere dove il cittadino entra da sano ed esce malato o morto a quanto attenta il vivere civile quotidiano, la nostra società e le Istituzioni non devono rinchiudersi nei privilegi, ma è necessaria un’intesa verso il bene comune.

E’ indubbio che da tempo in Italia si registrano tentativi di legalizzare l’eutanasia, trascurando problemi di assistenza ai disabili fisici, ai malati cronici, ai portatori di turbe psichiche, alle loro famiglie e soprattutto per garantire la sicurezza sociale di tutti i cittadini, comunque : è lecito l’ illecito ! Ormai siamo diventati stranieri nel n/s Paese !

Eutanasia : purtroppo c’é chi vorrebbe spingere la società ad essere selettiva sulla vita e sulla morte dei suoi membri : una licenza di uccidere, mentre siamo per la vita, dono incommensurabile del Creatore.

Disabili fisici : mancate riforme per migliorare la qualità della vita quotidiana .

Malati psichici : da oltre 35 anni, assieme all’opinione pubblica, attendono una riforma delle leggi 180 e 833 del 1978 in una legge-quadro dell’assistenza psichiatrica che non “vedono “ realizzata da nessun Governo !

Malati cronici : una “novità” appare nello scenario della vita quotidiana in quanto, pare, si vada uniformando nelle strutture ospedaliere il budget del ricoverato , una “forma”di risparmio, se vera, che restringerebbe i tempi di degenza del paziente, ancor più grave se i “malcapitati” sono persone disabili, in tarda età od agonizzanti, un “meccanismo”incivile, un’aberrante “metodo”, una omissione di soccorso.

A quanti sono lontani dalla vita quotidiana ed indotti ad un ridotto concetto della vita e della morte, che costituisce una speculazione di basso livello, resta pressante una riflessione onesta, ponderata e seria .

Per questo, per la quinta volta, abbiamo inoltrata la allegata Petizione 2013  per una valutazione di quanto essa contiene, ma raccomandando due urgenti necessità utili ed indispensabili, per il mondo della disabilità, del dolore, della sofferenza :

  1. il “Dopodinoi” ;
  2. le Case di Riposo.

Il “Dopo di noi” costituisce, come è nella normalità, il grosso problema dei parenti dei disabili fisici e degli handicappati psichici che un giorno resteranno soli, con la costituzione di un Fondo Speciale Economico nel quale confluire quelle parti di patrimonio, risparmi o beni che andranno in eredità a coloro che resteranno soli, oppure “l’intervento finanziario “ dello Stato Sociale .

Le “Case di Riposo” una non nuova, ma importante necessità sociale dove le condizioni quotidiane di arretramento dei servizi sociali e sanitari per le persone anziane sono notevoli lasciando al lucro, alla speculazione dell’iniziativa privata, come va addentrandosi specie nel Sud d’Italia.

“La legge è uguale per tutti”, si va dicendo come base comune di convivenza, di connivenza, di progresso per la società italiana : ma viene rispettata ?

Questo è il preciso richiamo della n/s Costituzione ai diritti inviolabili, ai principi di uguaglianza, di solidarietà e libertà. Non vogliamo pensare come Tacito, insigne latinista di precetti morali, che profeticamente avvertiva “in repubblica plurimae leges” e noi aggiungiamo a volte ingiuste, non confacenti, disattente della realtà. prive di elementari cenni di democrazia!

Vi è un urgenza di rimuovere i vari problemi sociali che attanagliano tante famiglie nelle diverse cause, ma non dimentichiamo che urgono interventi socio-legislativi nei confronti dei pazienti, psichiatrici, disabili fisici, cronici e verificare se il budget del ricoverato  sia vero . Attendiamo una sempre urgente risposta dal Parlamento !

Il mondo cattolico, della disabilità, del dolore, della sofferenza, soprattutto dell’opinione pubblica anela ad ottenere : 

  1. a) – l’aspetto legislativo, cioè leggi concrete ed attuabili che tutelino questo “mondo”;
  2. b)   l’aspetto economico perché con euro di 279,75 mensili ( in media) consentono solo di sopravvivere ;
  3. c)   l’aspetto sanitario, per una assistenza sanitaria, seria, efficace, continua.

Ci permettiamo di proseguire a “gridare” in maniera prioritaria questi “problemi sociali” con la tematica della ragione, dapprima ai Ministri dello Stato ed ai Parlamentari, ma poi con “forza” e con l’opinione pubblica, che siano rese applicabili le attese della gente, della povera gente, volto della sofferenza ed insofferenza del Paese.

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: Andiamo avanti con speranza “!

Previte

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Con Papa Francesco in San Pietro: “Giubileo delle Famiglie“ il 27 dicembre p.v.

Con Papa Francesco in San Pietro: “Giubileo delle Famiglie“ il 27 dicembre p.v.
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Il Presidente

fam

Una nota del Pontificio Consiglio per la Famiglia avverte che alle ore 10 nella Basilica di San Pietro il 27 dicembre p.v. con Papa Francesco le famiglie di Roma ed i pellegrini del mondo si ritroveranno nella Basilica per la Messa con il Santo Padre per celebrare il Giubileo delle Famiglie.

Per le famiglie che non possono partecipare a Roma al Giubileo, alle le Chiese locali è stato proposto di convocare le famiglie, possibilmente nel medesimo giorno, presso una delle Chiese Giubilari dove è presente una Porta Santa, per celebrare con loro l’amore di Dio, in quanto “ogni porta di casa deve essere una porta santa”, dice Mons. Vincenzo Paglia, Presidente del Dicastero della Famiglia, per uscire verso gli altri e per accogliere i poveri.

jubileo

Il Giubileo della Misericordia, evento ecclesiale straordinario la cui missione principale è centrata sul perdono, è a riscoprire che “Il messaggio di Gesù è la Misericordia” (Papa Francesco Bolla d’Indizione Misericordiae Vultus 13 marzo 2015), mentre il mondo della disabilità, della sofferenza del dolore si domanda: è anche quello di far crescere il bene comune verso questo mondo ?

http://it.radiovaticana.va/news/2014/08/29/cristiani_per_servire_pi%C3%B9_attenzione_ai_disabili/1105415

Perdonare è vantaggioso anzitutto per chi perdona, ricorda Papa Francesco, in quanto “è lo strumento posto nelle nostre fragili mani per raggiungere la serenità del cuore. Lasciar cadere il rancore, la rabbia, la violenza e la vendetta sono condizioni necessarie per vivere felici”.

In occasione del prossimo Giubileo della Misericordia per le Famiglie, voluto da Papa Francesco, iniziato l’8 dicembre scorso per terminare il 20 novembre 2016, sono necessarie ed incontrovertibili concrete risposte verso povertà, disagio sociale, invalidità, disabilità sia fisiche che psichiche delle persone per una migliore qualità del vivere civile.

E’ auspicabile che l’Anno Giubilare sia anche il tempo del ripensamento su diverse questioni che spesso impediscono partecipazione, programmazione, lavoro, trasparenza, legalità per realizzare non solo grandi opere, ma incoraggiare anche una nuova cultura della solidarietà verso il n/s prossimo, il sociale, la persona : realtà oggi dicembre 2015 molto carenti ! Petizione 2013 

Il Giubileo sia un momento di riappropriazione culturale, etica, morale delle n/s città, dei n/s paesi, sia un tempo di rigenerazione e ristrutturazione di alcuni presidi dei mass media, specie cattolici, dove a dirla con Papa Francesco se “non sei cattolico, sei ipocrita” (8 marzo 2015 Tor Bella Monaca-Roma), che possono dare più evidenza cristiana alle necessità e dare riscontro di vivibilità delle varie periferie della sofferenza “ che hanno bisogno della luce del Vangelo” (Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium 20).

Queste virtù unite alla lotta alla povertà non solo sociale, sono necessità aggravate da una crisi economica, anche morale, dalla quale si stenta di uscire, soprattutto come viene contrastata la povertà, anzi la nuova povertà, come e cosa fare per arginare queste necessità che Papa Francesco sempre cita.

Da tempo abbiamo auspicato che l’Anno della Misericordia sia un momento di intervento pratico dei Vescovi sulla Famiglia, ricordando che questa sia una Pastorale nuova rispondente alle gravità della crisi, una Pastorale che intervenga, ripeto, anche verso il mondo della disabilità, della sofferenza, del dolore non solo dei “protagonisti”, ma anche delle loro famiglie ampiamente impegnate verso le necessità dei loro congiunti e per il bene sociale.

Nella lettura globale di quella cellula fondamentale del consorzio umano e civile che è la famiglia, in cui i diversi problemi educativi e generazionali incontrano nella cultura attuale variegate situazioni di conflitto, la Chiesa nel suo insieme ha fermato prevalentemente la propria attenzione sulla diffusione sempre più ampia di un modello interpretativo della persona, sperabile anche in quella dove insiste un disabile fisico o handicappato psichico: speciale dossier ) .

Riassumendo a margine del Giubileo delle Famiglie, mi permetto rendere necessario che siano tenute di priorità assoluta due importanti condizioni:

1.) la FAMIGLIA, soprattutto quella che accudisce ai propri familiari disabili, siano essi fisici che psichici, molto spesso dimenticata, per non dire ignorata;

2.) il “DOPO DI NOI, cioè dopo la morte di colui/ei che sostiene il peso dell’assistenza e la costituzione di un Fondo nel quale confluire tutto quanto perviene al “diversabile” per il sostentamento e cure, amministrato da un Ente Pubblico che garantisce la continuazione della solidarietà.

Il 2013 è stato proclamato “Anno Europeo dei cittadini” dalla Decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 novembre 2012 e l’iniziativa intende stimolare un dibattito quale aspetto inalienabile del diritto di “cittadinanza europea ”per tutti“ dove ogni cittadino beneficia di una serie di diritti di solidarietà, parità tra uomo e donna e rispetto reciproco, esplicita protezione giuridica della dignità e del diritto alla vita “dal concepimento alla morte naturale” (Papa Francesco 12.8.2013 / Brasile / Settimana Nazionale della Famiglia).

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza !”

Previte

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

“44/ma Giornata dell’handicappato mentale”.

“44/ma Giornata dell’handicappato mentale”.
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Il Presidente

Ogni anno il 20 dicembre si celebra la “Giornata dell’handicappato mentale” voluta dall’ONU nel 1971 con la Dichiarazione “Tutela per i diritti dell’handicappato mentale”.

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Quest’anno ricorre la 44.a Giornata ribadendo che “l’handicappato mentale deve godere in tutta la misura possibile degli stessi diritti degli altri esseri umani”.

Si domanda: viene ricordata questa Giornata [?], in questo oceano di silenzi, di globale disinteresse, di intensa litigiosità?

Comunque è uno “strumento” molto condiviso dalla comunità internazionale, intesa per raggiungere quei valori ed obiettivi per gli handicappati mentali che devono essere ritenuti in grado di inclusione sociale, quindi persone promosse e protette nella propria dignità.

E’ stato il risultato del processo di interazione ed integrazione delle persone colpite con deficit psichici, in sintesi una cooperazione internazionale per il miglioramento delle condizioni di  persone deboli, soprattutto in quei Paesi più poveri, dove costoro vivono o vivevano in condizioni di indigenza e povertà.

Quindi principi sono stati dettati dall’osservanza della non discriminazione e di eguaglianza, “virtù” spesso dimenticata all’interno delle politiche sociali, come ancora, purtroppo. avviene in Italia, dove solo il 3,4% del budget totale dedicato alla Sanità è utilizzato per la cura dei disturbi mentali, mentre in Tanzania è del 7%, in Australia del 10%, in Inghilterra del 12%, in ambito europeo del 5,6% .

Quella Dichiarazione ONU quantifica i diritti di tutto il mondo della sofferenza psichica, anche di quella fisica, le quali devono godere degli stessi vantaggi comuni, segno civile di rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo.

Comunque la patologia mentale colpisce a vari livelli dalla depressione, primo disordine funzionale nel mondo, alla schizofrenia grave e geme, ripeto, sempre sotto le ceneri del silenzio e dell’indifferenza più assoluta.

Colpisce circa il 20% della popolazione, il 16% da varie forme di disagio mentale ed il 4% di disordini mentali, in maniera sempre più crescente in persone di età diversa, specie i giovani ed anche gli adolescenti: Petizione 2013.

 Siamo ormai del parere e consapevoli che i diritti fondamentali ed umani sono la base della democrazia, la quale deve corrispondere a tutte le esigenze della giustizia e della socialità, ripeto, sempre più spesso sottoposta ai mutamenti politici o della volontà popolare e dobbiamo essere tutti, specie i cattolici, a vigilare intensamente affinché questi invalidi non siano sacrificati sull’altare di una politica miope del quotidiano.

La situazione è assai grave, specie quella di fronte ai disagi dei cittadini ed alle sofferenze delle famiglie, che restano nel limbo del silenzio e della dimenticanza.

Quali cittadini e cattolici poi, assistiamo a tentativi di legalizzare l’eutanasia, che non abbiamo alcuna esitazione a definire “ mascherata”, una omissione di soccorso fuori, per ora (?), dall’Ordinamento Giuridico, un l’aborto selettivo adoperato per “liquidare” i nascituri imperfetti, una forte sterilizzazione per “frenare” la diffusione di handicap genetici, tutti “ elementi” che offendono la dignità della persona. budget del ricoverato.

Per anni c’è stato ed è tutt’ora in vigore un velato, incomprensibile e vergognoso silenzio sul pianeta follia, sulle condizioni in cui “vivono” le famiglie dei malati psichici, eppure la schizofrenia e la depressione-ansia, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, colpisce oltre il 2% della popolazione di tutti i 5 Continenti, mentre in Italia sono circa 10 milioni i disturbati mentali.

Ogni tanto i mass media riportano inchieste, interviste, denunce, ma tutto finisce col calar della notte, piene di parole prive di continuità, mentre le tanto decantate“riforme” restano sulla carta, come le leggi 180 e 833, quelle leggi che hanno chiuso i “manicomi”, che vengono disattese!

Si perde tempo e non ci si accorge che questa malattia continua a mietere le sue vittime, a volte innocenti, soprattutto fra i giovani e qualche persona ne dovrà rispondere alla propria coscienza!

Questa “problematica” necessita di una legislazione adeguata ed efficace, “fuori” da ogni sistema burocratico, attesa da ben 36 anni, perché il rispetto della dignità del malato è essenziale in una società che vuol essere civile.

La speranza priva di realismo ed il realismo privo di speranza non possono aiutare a capire il senso di questo “problema”!

Questo è solo una parte del vero problema e non abbiamo alcun dubbio che anche di questa “44° Giornata dell’handicappato mentale” non resterà nemmeno un minimo ricordo.

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo IIAndiamo avanti con speranza

Previte

La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

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http://www.ohchr.org/EN/ProfessionalInterest/Pages/RightsOfMentallyRetardedPersons.aspx

Declaration on the Rights of Mentally Retarded Persons

 

Proclaimed by General Assembly resolution 2856 (XXVI) of 20 December 1971

The General Assembly ,

Mindful of the pledge of the States Members of the United Nations under the Charter to take joint and separate action in co-operation with the Organization to promote higher standards of living, full employment and conditions of economic and social progress and development,

Reaffirming faith in human rights and fundamental freedoms and in the principles of peace, of the dignity and worth of the human person and of social justice proclaimed in the Charter,

Recalling the principles of the Universal Declaration of Human Rights, the International Covenants on Human Rights, the Declaration of the Rights of the Child and the standards already set for social progress in the constitutions, conventions, recommendations and resolutions of the International Labour Organisation, the United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, the World Health Organization, the United Nations Children’s Fund and other organizations concerned,

Emphasizing that the Declaration on Social Progress and Development has proclaimed the necessity of protecting the rights and assuring the welfare and rehabilitation of the physically and mentally disadvantaged,

Bearing in mind the necessity of assisting mentally retarded persons to develop their abilities in various fields of activities and of promoting their integration as far as possible in normal life,

Aware that certain countries, at their present stage of development, can devote only limited efforts to this end,

Proclaims this Declaration on the Rights of Mentally Retarded Persons and calls for national and international action to en sure that it will be used as a common basis and frame of reference for the protection of these rights:

1. The mentally retarded person has, to the maximum degree of feasibility, the same rights as other human beings.

2. The mentally retarded person has a right to proper medical care and physical therapy and to such education, training, rehabilitation and guidance as will enable him to develop his ability and maximum potential.

3. The mentally retarded person has a right to economic security and to a decent standard of living. He has a right to perform productive work or to engage in any other meaningful occupation to the fullest possible extent of his capabilities.

4. Whenever possible, the mentally retarded person should live with his own family or with foster parents and participate in different forms of community life. The family with which he lives should receive assistance. If care in an institution becomes necessary, it should be provided in surroundings and other circumstances as close as possible to those of normal life.

5. The mentally retarded person has a right to a qualified guardian when this is required to protect his personal well-being and interests.

6. The mentally retarded person has a right to protection from exploitation, abuse and degrading treatment. If prosecuted for any offence, he shall have a right to due process of law with full recognition being given to his degree of mental responsibility.

7. Whenever mentally retarded persons are unable, because of the severity of their handicap, to exercise all their rights in a meaningful way or it should become necessary to restrict or deny some or all of these rights, the procedure used for that restriction or denial of rights must contain proper legal safeguards against every form of abuse. This procedure must be based on an evaluation of the social capability of the mentally retarded person by qualified experts and must be subject to periodic review and to the right of appeal to higher authorities.